Giobbe
Chapter 15
Diodati Bibbia 1885
vs Septuagint (Greek …
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Giobbe 15

Diodati Bibbia 1885
Septuagint (Greek Old Testament), second edition
1ED Elifaz Temanita rispose e disse:
1ΥΠΟΛΑΒΩΝ δὲ Ἐλιφὰζ ὁ Θαιμανίτης λέγει·
2Deve un uomo savio pronunziare opinioni vane, Ed empiersi il ventre di vento orientale?
2πότερον σοφὸς ἀπόκρισιν δώσει συνέσεως πνεῦμα καὶ ἐνέπλησε πόνον γαστρὸς
3Ed argomentar con parole inutili, E con ragionamenti onde non può trarre alcun vantaggio?
3ἐλέγχων ἐν ρήμασιν, οἷς οὐ δεῖ, καὶ ἐν λόγοις, οἷς οὐδὲν ὄφελος;
4Sì certo, tu annulli il timor di Dio , Ed impedisci l'orazione che deve farsi davanti a lui.
4οὐ καὶ σὺ ἀπεποιήσω φόβον, συνετελέσω δὲ ρήματα τοιαῦτα ἔναντι τοῦ Κυρίου;
5Perciocchè la tua bocca dimostra la tua iniquità, Poichè tu hai scelto il parlar de' frodolenti.
5ἔνοχος εἶ ρήμασι στόματός σου, οὐδὲ διέκρινας ρήματα δυναστῶν.
6La tua bocca ti condanna, e non io; E le tue labbra testificano contro a te.
6ἐλέγξαι σε τὸ σὸν στόμα καὶ μὴ ἐγώ, τὰ δὲ χείλη σου καταμαρτυρήσουσί σου·
7Sei tu il primiero uomo che sia nato nel mondo? O sei tu stato formato avanti i colli?
7τί γάρ; μὴ πρῶτος ἀνθρώπων ἐγεννήθης; ἢ πρὸ θινῶν ἐπάγης;
8Hai tu udito il segreto di Dio, E ne hai tu sottratta a te la sapienza?
8ἦ σύνταγμα Κυρίου ἀκήκοας, ἢ συμβούλῳ σοι ἐχρήσατο ὁ Θεός, εἰς δὲ σὲ ἀφίκετο σοφία;
9Che sai tu, che noi non sappiamo? Che intendi tu, che non sia appo noi?
9τί γὰρ οἶδας, ὃ οὐκ οἴδαμεν; ἢ τί συνίεις σύ, ὃ οὐ καὶ ἡμεῖς;
10Fra noi vi è eziandio alcun canuto, alcun molto vecchio, Più attempato che tuo padre.
10καί γε πρεσβύτης καί γε παλαιὸς ἐν ἡμῖν, βαρύτερος τοῦ πατρός σου ἡμέραις.
11Son le consolazioni di Dio troppo poca cosa per te? Hai tu alcuna cosa riposta appo te?
11ὀλίγα ὧν ἡμάρτηκας μεμαστίγωσαι, μεγάλως ὑπερβαλλόντως λελάληκας.
12Perchè ti trasporta il cuor tuo? E perchè ammiccano gli occhi tuoi,
12τί ἐτόλμησεν ἡ καρδία σου, ἢ τί ὑπένεγκαν οἱ ὀφθαλμοί σου;
13Che tu rivolga il tuo soffio, E proferisca della tua bocca parole contro a Dio?
13ὅτι θυμὸν ἔρρηξας ἔναντι Κυρίου, ἐξήγαγες δὲ ἐκ στόματος ρήματα τοιαῦτα.
14Che cosa è l'uomo, ch'egli sia puro? E che cosa è chi è nato di donna, ch'egli sia giusto?
14τίς γὰρ ὢν βροτός, ὅτι ἔσται ἄμεμπτος, ἢ ὡς ἐσόμενος δίκαιος γεννητὸς γυναικός;
15Ecco, egli non si fida ne' suoi santi, Ed i cieli non son puri nel suo cospetto;
15εἰ κατὰ ἁγίων οὐ πιστεύει, οὐρανὸς δὲ οὐ καθαρὸς ἐναντίον αὐτοῦ;
16Quanto più abbominevole e puzzolente È l'uomo, che beve l'iniquità come acqua?
16ἔα δὲ ἐβδελυγμένος καὶ ἀκάθαρτος ἀνήρ, πίνων ἀδικίας ἴσα ποτῷ·
17Io ti dichiarerò, ascoltami pure, E ti racconterò ciò che io ho veduto;
17ἀναγγελῶ δέ σοι, ἄκουέ μου· ἃ δὴ ἐώρακα, ἀναγγελῶ σοι,
18Il che i savi hanno narrato, E non l'hanno celato, avendolo ricevuto da' padri loro;
18ἃ σοφοὶ ἐροῦσι καὶ οὐκ ἔκρυψαν πατέρες αὐτῶν·
19A' quali soli la terra fu data, E per mezzo i cui paesi non passò mai straniero.
19αὐτοῖς μόνοις ἐδόθη ἡ γῆ, καὶ οὐκ ἐπῆλθεν ἀλλογενὴς ἐπ᾿ αὐτούς.
20L'empio è tormentato tutti i giorni della sua vita; Ed al violento è riposto un piccol numero d'anni.
20πᾶς ὁ βίος ἀσεβοῦς ἐν φροντίδι, ἔτη δὲ ἀριθμητὰ δεδομένα δυνάστῃ,
21Egli ha negli orecchi un romor di spaventi; In tempo di pace il guastatore gli sopraggiunge.
21ὁ δὲ φόβος αὐτοῦ ἐν ὠσὶν αὐτοῦ· ὅταν δοκῇ ἤδη εἰρηνεύειν, ἥξει αὐτοῦ ἡ καταστροφή.
22Egli non si fida punto di potere uscir delle tenebre; Egli sta sempre in guato, aspettando la spada.
22μὴ πιστευέτω ἀποστραφῆναι ἀπὸ σκότους· ἐντέταλται γὰρ ἤδη εἰς χεῖρας σιδήρου,
23Egli va tapinando per cercar dove sia del pane; Egli sa che ha in mano tutto presto il giorno delle tenebre.
23κατατέτακται δὲ εἰς σῖτα γυψίν· οἶδε δὲ ἐν ἑαυτῷ ὅτι μένει εἰς πτῶμα. ἡμέρα δὲ σκοτεινὴ αὐτὸν στροβήσει,
24Angoscia e tribolazione lo spaventano; Lo sopraffanno come un re apparecchiato alla battaglia.
24ἀνάγκη δὲ καὶ θλῖψις αὐτὸν καθέξει ὥσπερ στρατηγὸς πρωτοστάτης πίπτων.
25Perciocchè egli ha distesa la sua mano contro a Dio, E si è rinforzato contro all'Onnipotente;
25ὅτι ἦρκε χεῖρας ἐναντίον τοῦ Κυρίου, ἔναντι δὲ Κυρίου παντοκράτορος ἐτραχηλίασεν,
26E gli è corso col collo fermo , Co' suoi spessi e rilevati scudi;
26ἔδραμε δὲ ἐναντίον αὐτοῦ ὕβρει ἐν πάχει νώτου ἀσπίδος αὐτοῦ,
27Perciocchè egli ha coperto il suo viso di grasso, Ed ha fatte delle pieghe sopra i suoi fianchi;
27ὅτι ἐκάλυψε τὸ πρόσωπον αὐτοῦ ἐν στέατι αὐτοῦ καὶ ἐποίησε περιστόμιον ἐπὶ τῶν μηρίων.
28Ed è abitato in città desolate, in case disabitate, Ch'erano preste ad esser ridotte in monti di ruine.
28αὐλισθείη δὲ πόλεις ἐρήμους, εἰσέλθοι δὲ εἰς οἴκους ἀοικήτους· ἃ δὲ ἐκεῖνοι ἡτοίμασαν, ἄλλοι ἀποίσονται.
29Egli non arricchirà, e le sue facoltà non saranno stabili, E il suo colmo non si spanderà nella terra.
29οὔτε μὴ πλουτισθῇ, οὔτε μὴ μείνῃ αὐτοῦ τὰ ὑπάρχοντα, οὐ μὴ βάλῃ ἐπὶ τὴν γῆν σκιὰν
30Egli non si dipartirà giammai dalle tenebre, La fiamma seccherà i suoi rampolli, Ed egli sarà portato via dal soffio della bocca di Dio.
30οὐδὲ μὴ ἐκφύγῃ τὸ σκότος. τὸν βλαστὸν αὐτοῦ μαράναι ἄνεμος, ἐκπέσοι δὲ αὐτοῦ τὸ ἄνθος.
31Non confidisi già nella vanità, dalla quale è sedotto; Perciocchè egli muterà stato, e sarà ridotto al niente.
31μὴ πιστευέτω ὅτι ὑπομενεῖ, κενὰ γὰρ ἀποβήσεται αὐτῷ·
32Questo mutamento si compierà fuor del suo tempo, E i suoi rami non verdeggeranno.
32ἡ τομὴ αὐτοῦ πρὸ ὥρας φθαρήσεται, καὶ ὁ ράδαμνος αὐτοῦ οὐ μὴ πυκάσῃ·
33Il suo agresto sarà rapito come quel d'una vigna, E le sue gemme saranno sbattute come quelle di un ulivo.
33τρυγηθείη δὲ ὡς ὄμβραξ πρὸς ὥρας, ἐκπέσοι δὲ ὡς ἄνθος ἐλαίας.
34Perciocchè la raunanza de' profani sarà deserta, E il fuoco divorerà i tabernacoli di quelli che prendon presenti;
34μαρτύριον γὰρ ἀσεβοῦς θάνατος, πῦρ δὲ καύσει οἴκους δωροδεκτῶν.
35I quali concepiscono perversità, e partoriscono iniquità, E il cui ventre macchina fraude.
35ἐν γαστρὶ δὲ λήψεται ὀδύνας, ἀποβήσεται δὲ ἑαυτῷ κενά, ἡ δὲ κοιλία αὐτοῦ ὑποίσει δόλον.

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