Matäuj 27
Kadede Kap (Pohnpeian New Testament and Psalms)
Diodati Bibbia 1885
1A LAO ran pajaner, jamero lapalap akan o jaumaj akan en toun jap o kapukapunada duen Iejuj pwen kamatala
1POI, venuta la mattina, tutti i principali sacerdoti, e gli anziani del popolo, tenner consiglio contro a Gesù per farlo morire.
2Irail lao jaliedi i, ap wawei, ki on ren kopina Pontiuj Pilatuj.
2E, legatolo, lo menarono, e misero nelle mani di Ponzio Pilato governatore.
3A Iudaj, me panala i lao kilaner me a pakadeikadar, en kamatala, ap kalukila o purekido moni jileijok ren jamero lapalap akan o jaumaj akan.
3Allora Giuda, che l'avea tradito, vedendo ch'egli era stato condannato, si pentì, e tornò i trenta sicli d'argento a' principali sacerdoti, ed agli anziani, dicendo:
4Indada: Nai me wiadar dip, ni ai panalar nta makelekel. A irail inda: Menda re at? Koe en pein wia.
4Io ho peccato, tradendo il sangue innocente. Ma essi dissero: Che tocca questo a noi? pensavi tu.
5I ari kajedi moni ko nan im en kaudok, ap koieilar lujiamalar.
5Ed egli, gettati i sicli d'argento nel tempio, si ritrasse, e se ne andò, e si strangolò.
6A jamero lapalap akan ale moni ko indada; A jota pun kitail en ki on nan deun mairon, pwe pwain pan nta.
6E i principali sacerdoti presero quei denari, e dissero: Ei non è lecito di metterli nel tesoro del tempio; poichè sono prezzo di sangue.
7Irail ari kapukapun, ap netiadar jap en jaun wia dal, waja me men liki pan jeredi ia,
7E, preso consiglio, comperarono di quelli il campo del vasellaio, per luogo di sepoltura agli stranieri.
8I me waja o adaneki jap en nta kokodo lei ran wet.
8Perciò, quel campo è stato, infino al dì d'oggi, chiamato: Campo di sangue.
9I dokan a pwaidar, me lokidor ren jaukop Ieremia, me majani: Irail ari aleer moni jileijok i pwaine pan i, me re netiada ren men Ijrael.
9Allora si adempiè ciò che fu detto dal profeta Geremia, dicendo: Ed io presi i trenta sicli d'argento, il prezzo di colui che è stato apprezzato, il quale hanno apprezzato d'infra i figliuoli d'Israele;
10O pwaine kida jap en jaun wia dal, duen me Kaun o kotin majani on ia.
10e li diedi, per comperare il campo del vasellaio, secondo che il Signore mi avea ordinato.
11Iejuj ari kotikot mon kopina; kopina ap kainoma re a majani: Nanmarki en Juj akan komui? A Iejuj kotin majani on i: Komui me majani.
11OR Gesù comparve davanti al governatore; e il governatore lo domandò, dicendo: Sei tu il Re de' Giudei? E Gesù gli disse: Tu il dici.
12Jamero lapalap akan o jaumaj akan lao karaune kin i, a jota kotin japen.
12Ed essendo egli accusato da' principali sacerdoti, e dagli anziani, non rispose nulla.
13Pilatuj ap majani on i: Komui jota ron duen ar karakarauni komui kaualap?
13Allora Pilato gli disse: Non odi tu quante cose testimoniano contro a te?
14I ari jota kotin majani on i meakot. Kopina ap poneponeki kaualap.
14Ma egli non gli rispose a nulla; talchè il governatore si maravigliava grandemente.
15Ari, ni kamadip o kopina kin lapwa on irail amen me jalidi, meamen, me re mauki,
15Or il governatore soleva ogni festa liberare un prigione alla moltitudine, quale ella voleva.
16A i anjau o ol amen, ad a Parapaj, me jalidi re ’rail.
16E allora aveano un prigione segnalato, detto Barabba.
17Irail lao pokon penaer, Pilatuj ap majani on irail: Ij me komail mauki, i en lapwa dan komail, Parapaj de Iejuj, me maraneki Krijtuj?
17Essendo essi adunque raunati, Pilato disse loro: Qual volete che io vi liberi, Barabba ovvero Gesù, detto Cristo?
18Pwe a ajaer, ar peirin, me re pan kilar i.
18Perciocchè egli sapeva che glielo aveano messo nelle mani per invidia.
19A lao kaipokedi pon deun kadeik, a paud ilokilan i indada: Komui der wia meakot on ol pun men et, pwe i auramandar duen i, me i lokelokeki laud ran wet.
19(Ora, sedendo egli in sul tribunale, la sua moglie gli mandò a dire: Non aver da far nulla con quel giusto, perciocchè io ho sofferto oggi molto per lui in sogno).
20A jamero lapalap akan o jaumaj akan jairen kila pokon o, ar poekipoeki Parapaj o kamatala Iejuj.
20Ma i principali sacerdoti, e gli anziani, persuasero le turbe che chiedessero Barabba, e che facessero morir Gesù.
21A kopina japen majani on irail: Ij re ’ra, me komail mauki, i en lapwadan komail? Irail potoan on: Parapaj.
21E il governatore, replicando, disse loro: Qual de' due volete che io vi liberi? Ed essi dissero: Barabba.
22Pilatuj ap majani on irail: Da me i en wiaki Iejuj, me maraneki Krijtuj? Irail karoj potoan on: A en kalopuela!
22Pilato disse loro: Che farò dunque di Gesù, detto Cristo? Tutti gli dissero: Sia crocifisso.
23A kopina majani: Pwe sued da, me a wiadar? A re kalaudela ar weriwer: A pan kalopuela!
23E il governatore disse: Ma pure che male ha egli fatto? Ed essi vie più gridavano, dicendo: Sia crocifisso.
24Pilatuj lao kilan, me a jota kak wiada meakot, pwe moromoron pan wiaui, ap ale pil, omiom mo ’rail majani: Nai makelekel jan ntan ol pun men et, komail pan wia.
24E Pilato, vedendo che non profittava nulla, anzi, che si sollevava un tumulto, prese dell'acqua, e si lavò le mani nel cospetto della moltitudine, dicendo: Io sono innocente del sangue di questo giusto; pensatevi voi.
25Aramaj karoj ap wiaki eu japen indada: Nta en kapokon on kit o nait jeri kan!
25E tutto il popolo, rispondendo, disse: Sia il suo sangue sopra noi, e sopra i nostri figliuoli.
26A ap lapwa don irail Parapaj, a Iejuj me a woki ap mueid on irail, en kalopuela i.
26Allora egli liberò loro Barabba; e dopo aver flagellato Gesù, lo diede loro nelle mani, acciocchè fosse crocifisso.
27Nain kopina jaunpei kan ap ale Iejuj kalualon on nan im en kadeik o, ap kapokon pena jaunpei karoj;
27Allora i soldati del governatore, avendo tratto Gesù dentro al pretorio, raunarono attorno a lui tutta la schiera.
28Irail ap ki jan i japwilim a likau kan, ap id kalikauwie kida i likau waitata;
28E, spogliatolo, gli misero attorno un saio di scarlatto.
29Ap pada al en tek eu, ap kida pon kadokenmai, o ki on iokon apot ni lim a maun, o kelepukidi mo a o kapikapidi i indada: Ion Nanmarki en Juj akan!
29E, contesta una corona di spine, gliela misero sopra il capo, ed una canna nella man destra; e, inginocchiatiglisi davanti, lo beffavano, dicendo: Ben ti sia, o Re de' Giudei.
30Irail kondipe on i, o re ale jokon o, o pokieki kadokenmai.
30Poi, sputatogli addosso, presero la canna, e gliene percotevano il capo.
31Irail lao kapiti I, ap kijan likau waitata, ap kapure on I udan japwili a likau o kaluawei, pwen kalopuela.
31E, dopo che l'ebbero schernito, lo spogliarono di quel saio, e lo rivestirono de' suoi vestimenti; poi lo menarono a crocifiggere.
32Ni arail lao kotikot kokola, rap diarada aramaj en Kirene men, en wadala japwelim a lopu.
32ORA, uscendo, trovarono un Cireneo, chiamato per nome Simone, il quale angariarono a portar la croce di Gesù.
33Irail lao lel on waja o, me ad a Kolkata iet wewe: Waja en pondal en mona.
33E, venuti nel luogo detto Golgota, che vuol dire: Il luogo del teschio;
34Irail ki on I pinika, me doleki edi. A lao kotin jon kij, a jota urak
34gli diedero a bere dell'aceto mescolato con fiele; ma egli avendolo gustato, non volle berne.
35Irail lao kalopuelar i, ap nek pajan japwilim a likau kadoropwe kidar.
35Poi, avendolo crocifisso, spartirono i suoi vestimenti, tirando la sorte; acciocchè fosse adempiuto ciò che fu detto dal profeta: Hanno spartiti fra loro i miei vestimenti, ed hanno tratta la sorte sopra la mia veste.
36Irail ari mondi on waja o majamajan i.
36E, postisi a sedere, lo guardavano quivi.
37O ponanin kadokenmai re pajuredier intin o, me a pukoki: let Nanmarki en Juj akan.
37Gli posero ancora, di sopra al capo, il maleficio che gli era apposto, scritto in questa maniera: COSTUI È GESÙ, IL RE DE' GIUDEI.
38Lolap riamen ian i lopuelar, amen mi ni pali maun, a amen ni pali main.
38Allora furono crocifissi con lui due ladroni: l'uno a destra, l'altro a sinistra.
39Me dadaulul akan lalaue i, duedualok.
39E coloro che passavano ivi presso, l'ingiuriavano, scotendo il capo; e dicendo:
40Katiti: Koe me kin kawela im en kaudok ap id kauada pon jili pon, en pein dore uk ala; ma Japwilim en Kot koe, en keredi jan nin lopu en!
40Tu che disfai il tempio, e in tre giorni lo riedifichi, salva te stesso; se sei Figliuolo di Dio, scendi giù di croce.
41A jamero lapalap, o jaunkawewe, o jaumaj akan pil dueta kapikapiti i indada:
41Simigliantemente ancora i principali sacerdoti, con gli Scribi, e gli anziani, e Farisei, facendosi beffe, dicevano:
42A dorelar akai, ap jota kak dorela pein i; ma i Nanmarki en Ijrael, i en keredi jan ni lopu en, a kitail pan kamelele i.
42Egli ha salvati gli altri, e non può salvare sè stesso; se egli è il re d'Israele, scenda ora giù di croce, e noi crederemo in lui.
43A liki Kot, i en kotin dorela, ma a kotin kupura i, pwe a indada: Nai Japwilim en Kot.
43Egli si è confidato in Dio; liberilo ora, se pur lo gradisce; poichè egli ha detto: Io son Figliuolo di Dio.
44Lolap oko, me ian i lopuelar, pil lalaue i.
44Lo stesso gli rimproveravano ancora i ladroni, ch'erano stati crocifissi con lui.
45Jan ni auer kawonu lel auer kaduau rotorot kipadi jap o.
45Ora, dalle sei ore si fecero tenebre sopra tutta la terra, insino alle nove.
46Ni auer kaduau Iejuj ap kotin nil laud majani: Eli, eli lama ajaptani! let wewe: Ai Kot, ai Kot, da me komui likitmalia kin ia la?
46E intorno alle nove, Gesù gridò con gran voce, dicendo: Eli, Eli, lamma sabactani? cioè: Dio mio, Dio mio, perchè mi hai lasciato?
47Akai me u waja o, ronadar me, ap indada: A eker Eliaj.
47Ed alcuni di coloro ch'erano ivi presenti, udito ciò , dicevano: Costui chiama Elia.
48A amen irail pitipit tan ale lim eu, kaduedi on nan pinika kauon ni alek apot, kidan i en urak,
48E in quello stante un di loro corse, e prese una spugna, e l'empiè d'aceto; e messala intorno ad una canna, gli diè da bere.
49A akai me inda: Iermen, kitail en kilan maj, ma Eliaj pan pwarado dorela i.
49E gli altri dicevano: Lascia, vediamo se Elia verrà a salvarlo.
50Iejuj pil kotin nil laud, ap kadarala nen e.
50E Gesù, avendo di nuovo gridato con gran voce, rendè lo spirito.
51A kilan, perepa likau en im en kaudok o ap dei pajan, jan pali poa lei pa, o jap rereda, o paip akai ronkilar,
51Ed ecco, la cortina del tempio si fendè in due, da cima a fondo; e la terra tremò, e le pietre si schiantarono;
52O joujou kai jara pajan, o war en me jaraui kan toto, me mamair, ap iajadar.
52e i monumenti furono aperti e molti corpi de' santi, che dormivano, risuscitarono.
53O murin ar iajadar, irail koda jan nan joujou kan, kolan kanim jaraui, pwara don me toto.
53E quelli, essendo usciti de' monumenti dopo la risurrezion di Gesù, entrarono nella santa città, ed apparvero a molti.
54Jenturion o me ian i jinjila Iejui, kilaner jap a rereda, o meakan, me wiauier, rap majakadar kaualap, katiti: Melel i, me Japwilim en Kot!
54Ora il centurione, e coloro ch' erano con lui, guardando Gesù, veduto il tremoto, e le cose avvenute, temettero grandemente, dicendo: Veramente costui era Figliuol di Dio.
55O li toto mi kailewei, kilekilan me wiaui, iei irail, me idauendo Iejuj jan Kalilaa papa i.
55Or quivi erano molte donne, riguardando da lontano, le quali aveano seguitato Gesù da Galilea, ministrandogli;
56Maria men Makdala, o Maria in en Iakopuj i Iojej, o in en nain Jepedauj akan mi nan pun arail.
56fra le quali era Maria Maddalena, e Maria madre di Giacomo e di Iose; e la madre de' figliuoli di Zebedeo.
57A lao jautik penaer, ol kapwapwa men pwarado, men Arimatia, me ad a Iojep, me pil tounpadak en Iejuj amen.
57POI, in su la sera, venne un uomo ricco di Arimatea, chiamato per nome Giuseppe, il quale era stato anch'egli discepolo di Gesù.
58I ari poto don Pilatuj poeki kalep en Iejuj. Pilatuj ap majani, a en panalan i.
58Costui venne a Pilato, e chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato comandò che il corpo gli fosse reso.
59Iojep ari ale kalep o, kidimiki pena likau makelekel o kajelel;
59E Giuseppe, preso il corpo, lo involse in un lenzuolo netto.
60Ap nekidedi nan pein a joujou kap, me a weiradar nan paip; i ap kadapure on takai kalaimun eu nan au en joujou o, up kotila jan,
60E lo pose nel suo monumento nuovo, il quale egli avea fatto tagliar nella roccia; ed avendo rotolato una gran pietra in su l'apertura del monumento, se ne andò.
61A Maria men Makdala, o Maria teio momod jal on joujou o.
61Or Maria Maddalena, e l'altra Maria, erano quivi, sedendo di rincontro al sepolcro.
62A mandan ran o, ran en kaonop, jamero lapalap o Parijar akan pokon pena ren Pilatuj.
62E il giorno seguente, ch'era il giorno d'appresso la preparazione, i principali sacerdoti, e i Farisei si raunarono appresso di Pilato,
63Indada: Main, kit tamandar, me ol jued men et katitiki ni a memaur: I pan maureda murin ranjilu.
63dicendo: Signore, ei ci ricorda che quel seduttore, mentre viveva ancora, disse: Io risusciterò infra tre giorni.
64Komui ari majani, me ren jinjila joujou o lel ran kajilu, pwe a tounpadak kan de kodo pirapela, ap indan aramaj: A kotin iajadar jan ren me melar akan, pwe pakotau wet pan jued jan men maj,
64Ordina adunque che il sepolcro sia sicuramente guardato, fino al terzo giorno; che talora i suoi discepoli non vengano di notte, e nol rubino, e dicano al popolo: Egli è risuscitato dai morti; onde l'ultimo inganno sia peggiore del primiero.
65Pilatuj majani on irail: let jilepa ko, komail kowei jinjila joujou o duen komail kak on.
65Ma Pilato disse loro: Voi avete la guardia; andate, assicurate lo come l'intendete.
66Irail ari koieila, kileledier takai o, o kajilaki joujou o jaunpei kai.
66Essi adunque, andati, assicurarono il sepolcro, suggellando la pietra, oltre la guardia.
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