Apocalisse
Chapter 21
Diodati Bibbia 1885
vs Kadede Kap (Pohnpe…
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Apocalisse 21

Diodati Bibbia 1885
Kadede Kap (Pohnpeian New Testament and Psalms)
1POI vidi nuovo cielo, e nuova terra; perciocchè il primo cielo, e la prima terra erano passati, e il mare non era più.
1O I kilaner lan kap o jappa kap, pwe lan maj o jappa maj jolar mia, o jolar madau.
2Ed io Giovanni vidi la santa città, la nuova Gerusalemme, che scendeva dal cielo, d'appresso a Dio, acconcia come una sposa, adorna per il suo sposo.
2O i kilaner kanim ijou, Ierujalem kap, peidido jan lan ren Kot, kapwater due li kamod kapwater on a paud ol.
3Ed io udii una gran voce dal cielo, che diceva: Ecco il tabernacolo di Dio con gli uomini, ed egli abiterà con loro; ed essi saranno suo popolo, e Iddio stesso sarà con essi Iddio loro;
3O i roner nil laud jan mol o majani: Kilan, tanpaj en Kot mi ren aramaj akan, o a pan kotikot re ’rail, o irail pan wia japwilim a aramaj ala, o pein Kot pan kotikot re ’rail.
4ed asciugherà ogni lagrima dagli occhi loro, e la morte non sarà più; parimente non vi sarà più cordoglio nè grido, nè travaglio; perciocchè le cose di prima sono passate.
4O a pan kotin limwi jan pil en maj ar karoj; o mela pan jolar, pil jolar maiei, o jolar janejan, madak kokolata, pwe men maj jolar mia.
5E colui che sedeva in sul trono disse: Ecco, io fo ogni cosa nuova. Poi mi disse: Scrivi; perciocchè queste parole son veraci e fedeli.
5O me kaipokedi pon mol o majani: Kilan, I pan kawilikapada meakan karoj. O a kotin majani: Intiniedi; pwe majan pukat me pun o melel!
6Poi mi disse: È fatto. Io son l'Alfa e l'Omega; il principio e la fine; a chi ha sete io darò in dono della fonte dell'acqua della vita.
6A kotin majani on ia: A pwaidar. Nai Alpa o Omeka, Tapi o Imwi. I pan ki on, me men nim pil adar, en nim jan utun pil en maur japan.
7Chi vince, erederà queste cose; ed io gli sarò Dio, ed egli mi sarà figliuolo.
7Me pan dadaurata, a pan jojoki mepukat, o I pan wia na Kot la, o a pan wiala nai jeri.
8Ma, quant'è a' codardi, ed agl'increduli, ed a' peccatori, ed agli abbominevoli, ed a' micidiali, ed a' fornicatori, ed a' maliosi, ed agli idolatri, ed a tutti i mendaci, la parte loro sarà nello stagno ardente di fuoco, e di zolfo, che è la morte seconda.
8A me majak, o jokamelele, o jaut akan o men kamela kan, o nenek kan, o wun ani kan, o me poni dikedik en ani kan, o likam kan karoj deu ar nan le, me roneronki kijiniai o jwepel, iei mela kariau.
9ALLORA venne uno de' sette angeli, che aveano le sette coppe piene delle sette ultime piaghe; e parlò meco, dicendo: Vieni, io ti mostrerò la sposa, la moglie dell'Agnello.
9O tounlan amen, kijan ijimen, me dal en kalokolok iju en kaimwijokela mi re a, pwarado majani on ia: Ko don met, i pan kajale on uk li kamod, warok en Jippul o.
10Ed egli mi trasportò in ispirito sopra un grande ed alto monte; e mi mostrò la gran città, la santa Gerusalemme, che scendeva dal cielo, d'appresso a Dio;
10Ari a kotin kalua kin ia la ren nen pon nana lapalap eu o ileile, ap kajale on ia kanim ijou lerujalem, peipeidido jan lan ren Kot;
11che avea la gloria di Dio; e il suo luminare era simile ad una pietra preziosissima, a guisa d'una pietra di diaspro trasparente come cristallo.
11Linaneki linan en Kot; a marain me raj on takai kajampwal, rajon iajpij linan eu,
12Ed avea un grande ed alto muro; ed avea dodici porte, e in su le porte dodici angeli, e de' nomi scritti di sopra, che sono i nomi delle dodici tribù dei figliuoli d'Israele.
12A kel lapalap ileile mia, o wanim eijokriau, o tounlan ekriamen mi ni wanim ko, o mar akan intinidier, me mar en nain Ijrael ekriamen.
13Dall'Oriente v'erano tre porte, dal Settentrione tre porte, dal Mezzodì tre porte, e dall'Occidente tre porte.
13Ni maj en lan wanim jilu, o ni apon wanim jilu, o ni air wanim jilu, o ni kapi wanim jilu.
14E il muro della città avea dodici fondamenti, e sopra quelli erano i dodici nomi de' dodici apostoli dell'Agnello.
14Pajon en kel en kanim o me eijokriau, o mar en wanporon en Jippul o ekriamen intinidier po ar.
15E colui che parlava meco avea una canna d'oro, da misurar la città, e le sue porte, e il suo muro.
15Me majani on ia mepukat, men jon jokon kold mi re a, pwen jon kanim o, o a wanim akan o a kel o.
16E la città era di figura quadrangolare, e la sua lunghezza era uguale alla larghezza; ed egli misurò la città con quella canna, ed era di dodicimila stadi; la lunghezza, la larghezza, e l'altezza sua erano uguali.
16Pali en kanim pali paieu, o anet a dueta talap a; a jonki kanim men jon o, me anet a jtadien nenriakid. Anet a o tiilap o ileile duepeneta.
17Misurò ancora il muro d'essa; ed era di cenquarantaquattro cubiti, a misura di uomo, che era quella dell'angelo.
17A jojon kel o, ari me tipon en pa epuki paeijok paieu, duen men jon en aramaj o, me mi ren tounlan o.
18E la fabbrica del suo muro era di diaspro; e la città era d 'oro puro, simile a vetro puro.
18A kel o wia kidar iajpij, a kanim o wia kidar kold eta, me rajon klaj makelekel.
19E i fondamenti del muro della città erano adorni d' ogni pietra preziosa; il primo fondamento era di diaspro, il secondo di zaffiro, il terzo di calcedonio, il quarto di smeraldo,
19Pajon en kel en kanim o ujunakier jon en takai kajampwalia karoj. Tapin pajon takai iajpij, a kariau japir, a kajilu kaljedonia, a kapaieu jmarakd,
20il quinto di sardonico, il sesto di sardio, il settimo di grisolito, l'ottavo di berillo, il nono di topazio, il decimo di crisopraso, l'undecimo di giacinto, il duodecimo di ametisto.
20A kalimau jardonikj, a kawonu jardij, a kaiju krijolit, a kawalu peril, a katuau topaj, a kaeijok krijopraj, a kaeijokeu iajint, a kaeijokriau ametijt.
21E le dodici porte erano di dodici perle; ciascuna delle porte era d'una perla; e la piazza della città era d 'oro puro, a guisa di vetro trasparente.
21O wanim eijokriau manaman eijokriau; ari, wanim eu iei manaman eu; o al en kanim o me kold makelekel, linan due klaj.
22Ed io non vidi in essa alcun tempio; poichè il Signore Iddio onnipotente, e l'Agnello, è il tempio di essa.
22O i jota kilaner im en kaudok lole, pwe Kaun Kot, Kaun en meakaroj o Jippul iei ar im en kaudok.
23E la città non ha bisogno del sole, nè della luna, acciocchè risplendano in lei; perciocchè la gloria di Dio l'illumina e l'Agnello è il suo luminare.
23O kanim jota mau on katipin de maram, pwen dakedaker, pwe linan en Kot kamaraini i, o Jippul iei arail lamp.
24E le genti cammineranno al lume di essa; e i re della terra porteranno la gloria, e l'onor loro in lei.
24O wei kan pan weid wei ni a linan; o nanmarki en jappa kan pan walan i ar linan.
25E le porte d'essa non saranno giammai serrate di giorno, perciocchè ivi non sarà notte alcuna.
25O a wanim akan jota pan ritidi ni ran, pwe jolar pon waja o.
26E in lei si porterà la gloria, e l' onor delle genti.
26O irail pan wa don i linan o wau en wei kan,
27E niente d'immondo, o che commetta abbominazione, o falsità, entrerà in lei; ma sol quelli che sono scritti nel libro della vita dell'Agnello.
27Jota me pan pedelon on me jamin, de me kin wia jaut, de likam, a irail eta, me mar arail intinidier nan puk en maur en Jippul.

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