Epistola Agli Ebrei 7
Diodati Bibbia 1885Translation
Diodati Bibbia 1885
Kadede Kap (Pohnpeian New Testament and Psalms)
1PERCIOCCHÈ, questo Melchisedec era re di Salem, sacerdote dell'Iddio Altissimo; il quale venne incontro ad Abrahamo, che ritornava dalla sconfitta dei re, e lo benedisse;
1IEI Melkijedek nanmarki en Jalem o jamero en Kot lapalap amen, me kotilan tu on Apraam, ni a pure do jan a kaloedi nanmarki kai, ap kapaida I.
2al quale ancora Abrahamo diede per parte sua la decima d'ogni cosa. E prima è interpretato: Re di giustizia; e poi ancora egli è nominato: Re di Salem, cioè: Re di pace;
2Me Apraam pil kotiki on eijok kij eu jan ni a dipijou karoj. let wewe kaieu en mar a Nanmarki en pun; ap pil: Nanmarki en Jalem, iet wewe: Nanmarki en popol;
3senza padre, senza madre, senza genealogia; non avendo nè principio di giorni, nè fin di vita; anzi, rappresentato simile al Figliuol di Dio, dimora sacerdote in perpetuo.
3Me jota jam a, jota in a, jota a kainok, jota tapin a ran akan, pil jota imwin maur. A a raj on Japwilim en Kot, o a pan jamero kokolata.
4Ora, considerate quanto grande fu costui, al quale Abrahamo il patriarca diede la decima delle spoglie.
4Komail kilan ol lapalap men et, me jam atail Apraam kotiki on eijok kij eu en a dipijou, me lodier.
5Or quelli, d'infra i figliuoli di Levi, i quali ottengono il sacerdozio, hanno bene il comandamento, secondo la legge, di prender le decime dal popolo, cioè dai lor fratelli, benchè sieno usciti de' lombi di Abrahamo.
5Melel eta kadaudok en Lewi, me kajapwiladan dodok en jamero, arail kujoned mia, me ren ale jan ren aramaj akan, iei ri arail akan, eijok kij eu, duen kapun, a ir pil kijan kadaudok en Apraam.
6Ma quel che non trae il suo legnaggio da loro decimò Abrahamo, e benedisse colui che avea le promesse.
6A i, me jota kijan irail, ale eijok kij eu jan ren Apraam o kapaiada i, me aleer inau o.
7Ora, fuor d'ogni contradizione, ciò che è minore è benedetto da ciò che è più eccellente.
7Nan melel kaualap me tikitik o kin paida jan ren me lapalap.
8Oltre a ciò, qui son gli uomini mortali che prendono le decime; ma là le prende colui di cui è testimoniato che egli vive.
8Ari met, aramaj akan me udan mela, kin ale eijok kij eu, a mo amen, me kadedepa mia, duen a ieiajata.
9E per dir così, in Abrahamo fu decimato Levi stesso, che prende le decime.
9Ari melel, pil kadaudok en Lewi me kin ale eijok kij eu, kida eijok kij eu on (Melkijedek) ki Apraam.
10Perchè egli era ancora ne' lombi del padre, quando Melchisedec l'incontrò.
10Pwe a mimieta nan lonelon en jam a, ni anjau Melkijedek kotilan tu on i.
11Se adunque la perfezione era per il sacerdozio levitico (poichè in su quello fu data la legge al popolo), che era egli più bisogno che sorgesse un altro sacerdote secondo l'ordine di Melchisedec, e che non fosse nominato secondo l'ordine d'Aaronne?
11Ari, ma dodok en jamero Lewi unjokela pwe i anjau irail aleer kapun o da katepan amen jamero en pwarado ni al en Melkijedek, a kaidin ni al en Aron?
12Perciocchè, mutato il sacerdozio, di necessità si fa ancor mutazione di legge.
12Pwe ma dodok en jamero wukila, nan kapun pan pil wukila.
13Imperocchè colui, al cui riguardo queste cose son dette, è stato d'un'altra tribù, della quale niuno vacò mai all'altare.
13A i, me je indinda, i kijan eu kainok, a jota amen jan nan kadaudok wet apwalier pei jaraui.
14Poichè egli è notorio che il Signor nostro è uscito di Giuda, per la qual tribù Mosè non disse nulla del sacerdozio.
14Pwe meid janjal, me Kaun patail tapi jan luda. Ari, iran jau wet Mojej jota katitiki meakot duen jamero.
15E ciò è ancora vie più manifesto, poichè sorge un altro sacerdote alla somiglianza di Melchisedec.
15Mepukat janjal melel, ma amen jamero pan kotido ni al en Melkijedek,
16Il quale, non secondo una legge di comandamento carnale, è stato fatto sacerdote ; ma secondo una virtù di vita indissolubile.
16Me jota kajapwiladar pan tiak en kujoned uduken, pwe pan manaman en maur joutuk.
17Perciocchè egli testifica: Tu sei sacerdote in eterno, secondo l'ordine di Melchisedec.
17Pwe iet kadedepa: Komui jamero joutuk amen duen al en Melkijedek.
18Certo v'ha annullamento del comandamento precedente, per la sua debolezza, ed inutilità.
18Pwe i me kujoned en maj nikier, pwe me luet o jota katepa,
19Poichè la legge non ha compiuto nulla; e v'ha d'altra parte introduzione d'una migliore speranza, per la quale ci accostiamo a Dio.
19Pwe kapun jota kak kaun jokkala meakot, a kaporopor me mau jan men maj, pan id pwarado, me kitail kak tuki on Kot.
20Ed anche , in quanto che ciò non si è fatto senza giuramento; perciocchè quelli sono stati fatti sacerdoti senza giuramento.
20O iet pil eu kajampwal: Pwe a kajapwil kida kaula a irail wiala jamero ni jota kaula.
21Ma questo con giuramento; per colui che gli dice: Il Signore ha giurato, e non se ne pentirà: Tu sei sacerdote in eterno, secondo l'ordine di Melchisedec.
21A men et japwilikida kaula ren i, me kotin majani on i: Kaun o kaular, a ap jota pan kalukila: Komui jamero joutuk amen duen al en Melkijedek.
22D'un patto cotanto più eccellente è stato fatto Gesù mallevadore.
22Iei me lejuj pil wiala kapun pan inau, me mau jan men maj.
23Oltre a ciò, coloro sono stati fatti sacerdoti più in numero ; perciocchè per la morte erano impediti di durare.
23A irail me toto, me wialar jamero, pweki ar matalar, kareda, me irail jota kak mimieta.
24Ma costui, perciocchè dimora in eterno, ha un sacerdozio che non trapassa ad un altro.
24A i me potopoteta, pwe a kotin aleer dodok en jamero joutuk.
25Laonde ancora può salvare appieno coloro, i quali per lui si accostano a Dio, vivendo sempre, per interceder per loro.
25Ari, i me a kotin kak kamaureda melel ir karoj, me kai ki on Kot i, pwe a kotin ieiajata, pwen laolao kin ir.
26Perciocchè a noi conveniva un tal sommo sacerdote, che fosse santo, innocente, immacolato, separato da' peccatori, e innalzato di sopra a' cieli.
26Pwe iduen jamero lapalap me mau on kitail, me jaraui, o jo japun, o jo jamin, o me liki jan me dipan akan, o ileila jan nanlen.
27Il qual non abbia ogni dì bisogno, come que' sommi sacerdoti, d'offerir sacrificii, prima per i suoi propri peccati, poi per quelli del popolo; poichè egli ha fatto questo una volta, avendo offerto sè stesso.
27Me jota rajon jamero lapalap akan, me kin kida maj mairon pweki pein dip arail ap pweki en aramaj akan ni ran karoj. Pwe i me a kotin wiadar pan pak ta ieu, ni a kotin mueid on Kot pein i.
28Perciocchè la legge costituisce sommi sacerdoti uomini, che hanno infermità; ma la parola del giuramento fatto dopo la legge costituisce il Figliuolo, che è stato appieno consacrato in eterno.
28Pwe kapun kin kajapwiladan jamero aramaj luet akan, a majan en kaula, me wiauier murin kapun, kajapwiladar Japwilim a, me unjokalar joutuk.
Tip: use the ← and → keys to turn chapters.