Lukaj 14
Kadede Kap (Pohnpeian New Testament and Psalms)
Diodati Bibbia 1885
1KADEKADEO ni a kotilon on nan im en kaun pan Parijar amen, pwen konot ni ran en iapat; a irail majamajan i.
1OR avvenne che, essendo egli entrato in casa d'uno de' principali de' Farisei, in giorno di sabato, a mangiare, essi l'osservavano.
2A kilan, aramaj amen mia waja o, me lijonepo.
2Ed ecco, un certo uomo idropico era quivi davanti a lui.
3Iejuj ap kotin japen majani on jaunkawewe o Parijiir akan: Me pun, en kakelada ni ran en japat?
3E Gesù prese a dire a' dottori della legge, ed a' Farisei: È egli lecito di guarire alcuno in giorno di sabato?
4Irail nenenla. I ap kotin jair i, kakelada o kadara wei.
4Ed essi tacquero. Allora, preso colui per la mano, lo guarì, e lo licenziò.
5Ap kotin japen majani on irail: Ij re omail, me na aj de kau pupedi on nan por o, me jo pan madan apiada jan ni ran en japat?
5Poi fece lor motto, e disse: Chi è colui di voi, che, se il suo asino, o bue, cade in un pozzo, non lo ritragga prontamente fuori nel giorno del sabato?
6A irail jota kak japenki i meakot.
6Ed essi non gli potevan risponder nulla in contrario a queste cose.
7A kotin majani on toun kapar karajeraj eu, ni a kotin mani, me re inon ion en mondi ni tapin tepel, majani on irail:
7ORA, considerando come essi eleggevano i primi luoghi a tavola, propose questa parabola agl'invitati, dicendo:
8Koe lao pan luke don kamadip en kapapaud ren meamen, ender mondi on leppantam, pwe ele amen, me lapa jan koe lukedor.
8Quando tu sarai invitato da alcuno a nozze, non metterti a tavola nel primo luogo, che talora alcuno più onorato di te non sia stato invitato dal medesimo.
9O me luk uk edo o pil i, pan kodo indai on uk: Ki on ol men et deu om! A koe pan namenok kodido on nan roulap.
9E che colui che avrà invitato te e lui, non venga, e ti dica: Fa' luogo a costui; e che allora tu venga con vergogna a tener l'ultimo luogo.
10A koe lao paluke, kola mondi on nan roulap, pwe me luke uk lao pwarado, en indai on uk: Kompoke pai, kotidato! Koe ari pan kaindand nan pun en ir, me ian uk ni tepel.
10Ma, quando tu sarai invitato, va', mettiti nell'ultimo luogo, acciocchè, quando colui che t'avrà invitato verrà, ti dica: Amico, sali più in su. Allora tu ne avrai onore appresso coloro che saranno teco a tavola.
11Pwe karoj me kin kajapwilada pein i, pan kajapwilidi, o me kin kajapwilidi pein i, pan kajapwilada.
11Perciocchè chiunque s'innalza sarà abbassato, e chi si abbassa sarà innalzato.
12Ap pil kotin majani on me lukedo i: Kom lao wiada konot en ni jauaj de nin jautik, eder lukedo kompokepa om ko, de ri om akan, de jau om, de men imp om kapwapwa kan, pwe re de pil luke uk, o depuk on uk.
12Or egli disse a colui che l'avea invitato: Quando tu farai un desinare, o una cena, non chiamare i tuoi amici, nè i tuoi fratelli, nè i tuoi parenti, nè i tuoi vicini ricchi; che talora essi a vicenda non t'invitino, e ti sia reso il contraccambio.
13A ma koe pan wia kamadip, en lukedo me jamama o me pali duk kai, o me jikilikil, o me majkun akan.
13Anzi, quando fai un convito, chiama i mendici, i monchi, gli zoppi, i ciechi.
14Koe ari pan meid pai, pwe irail jota pan kak depuk on uk, a a pan depuk on uk ni ran o, me pun kan pan maureda.
14E sarai beato; perciocchè essi non hanno il modo di rendertene il contraccambio; ma la retribuzione te ne sarà resa nella risurrezion dei giusti.
15A amen ir, me ian ni tepel o lao ronadar mepukat, ap potoan on i: Meid pai, me pan jak prot nan wein Kot.
15OR alcun di coloro ch'erano insieme a tavola, udite queste cose, disse: Beato chi mangerà del pane nel regno di Dio.
16A a kotin majani on i: Aramaj amen mia, me wiadar kamadip lapalap o luke pena me toto.
16E Gesù gli disse: Un uomo fece una gran cena, e v'invitò molti.
17O kadarala na ladu o ni dokan kamadip, pwen kaire kin irail, me pan toun kapar: Komail ukedo, pwe meakaroj onoper.
17Ed all'ora della cena, mandò il suo servitore a dire agl'invitati: Venite, perciocchè ogni cosa è già apparecchiata.
18Irail ap wiaki eu ikidiki okotme. Men maj indai on i: I netiada jap eu, i pan kola kilan; i poeki re om, koe en kadar ia la.
18Ma in quel medesimo punto tutti cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: Io ho comperata una possessione, e di necessità mi conviene andar fuori a vederla; io ti prego abbimi per iscusato.
19A amen inda: I pwainda kau ol ek, a met i pan kola kilan ir; i poeki re om, koe en kadar ia la.
19Ed un altro disse: Io ho comperate cinque paia di buoi, e vo a provarli; io ti prego abbimi per iscusato.
20A amen inda: I paudeki li amen, i me i jota kak kokila.
20Ed un altro disse: Io ho sposata moglie, e perciò non posso venire.
21Ladu o ari purodo, kaireki a monjap meakan. Monjap o ap makara kidar indai on a ladu: Tane wei nani al laud o al tikitik en kanim o wado me jamama kan, o me pali duk, o me jikilikil, o me majkun akan.
21E quel servitore venne e rapportò queste cose al suo signore. Allora il padron di casa, adiratosi, disse al suo servitore: Vattene prestamente per le piazze, e per le strade della città, e mena qua i mendici, ed i monchi, e gli zoppi, ed i ciechi.
22A ladu o indada: Main, a wiauier duen omui majan, a deun akai pil pil mia.
22Poi il servitore gli disse: Signore, egli è stato fatto come tu ordinasti, ed ancora vi è luogo.
23Monjap o ap indai on a ladu: Kakan jili nani al o ni kailan kel akan, papain ir do, pwe im ai en tounla!
23E il signore disse al servitore: Va' fuori per le vie, e per le siepi, e costringili ad entrare, acciocchè la mia casa sia ripiena.
24A i indai on komail, nan jota amen ren ol oko, me paluke, pan jon ai kamadip.
24Perciocchè io vi dico che niuno di quegli uomini ch'erano stati invitati assaggerà della mia cena.
25A pokon kalaimun idauenla i. I ari jaupei on irail majani:
25OR molte turbe andavano con lui; ed egli, rivoltosi, disse loro:
26Meamen kodo re i, ap jo maliela jam a, o in a, o a paud, o na jeri kan, o ri a ol, o li akan, o pil pein maur a, nan a jota pan kak ai tounpadak.
26Se alcuno viene a me, e non odia suo padre, e sua madre, e la moglie, e i figliuoli, e i fratelli, e le sorelle, anzi ancora la sua propria vita, non può esser mio discepolo.
27A meaen jo kida a lopu o idauen ia do, a jota pan kak ai tounpadak.
27E chiunque non porta la sua croce, e non vien dietro a me, non può esser mio discepolo.
28Pwe ij re omail, me pan kauada im en taulik eu, me jota pan mondi maj ap lamelame duen pwain a, ma a pan kak on de jo?
28Perciocchè, chi è colui d'infra voi, il quale, volendo edificare una torre, non si assetti prima, e non faccia ragion della spesa, se egli ha da poterla finire?
29Pwe a de pajonedi, ap jota kak kanikiel; a karoj, me udial, pan kaurureki i,
29Che talora, avendo posto il fondamento, e non potendola finire, tutti coloro che la vedranno non prendano a beffarlo, dicendo:
30Indada: Aramaj men et pikikidi kauada im, ap jota kak kanikiela.
30Quest'uomo cominciò ad edificare, e non ha potuto finire.
31De ij nanmarki o, me pan mauin on amen nanmarki, me jota pan mondi maj ap lamelame, ma a pan kak kaloekidi aramaj nen aramaj rianen?
31Ovvero, qual re, andando ad affrontarsi in battaglia con un altro re, non si assetta prima, e prende consiglio, se può con diecimila incontrarsi con quell' altro , che vien contro a lui con ventimila?
32A ma jo, a pan kadarala men kadar akai, poekipoeki muei mau ni ara non doo pajan.
32Se no, mentre quel l' altro è ancora lontano, gli manda un'ambasciata, e lo richiede di pace.
33Nan iduen amen amen komail, me jo muei jan meakaroj, nan a jota pan kak ai tounpadak.
33Così adunque, niun di voi, il qual non rinunzia a tutto ciò ch'egli ha, può esser mio discepolo.
34Jol me mau, a ma jol jarajan, da me a pan kanomanom mau kida?
34Il sale è buono, ma se il sale diviene insipido, con che lo si condirà egli?
35A jolar mau on nan jap, pil jo nan pwel, pwe aramaj kin kajela. Me jalon a mia men ron, I en ron!
35Egli non è atto nè per terra, nè per letame; egli è gettato via. Chi ha orecchie da udire, oda.
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