Genesi 43
Diodati Bibbia 1885Translation
Diodati Bibbia 1885
Septuagint (Brenton Greek text, with Apocrypha)
1OR la fame era grave nel paese.
1Ὁ δὲ λιμὸς ἐνίσχυσεν ἐπὶ τῆς γῆς.
2E, dopo ch'essi ebber finito di mangiare il grano che aveano portato di Egitto, il padre loro disse loro: Tornate a comperarci un poco di vittuaglia.
2Ἐγένετο δὲ ἡνίκα συνετέλεσαν καταφαγεῖν τὸν σῖτον, ὃν ἤνεγκαν ἐξ Αἰγύπτου, καὶ εἶπεν αὐτοῖς ὁ πατὴρ αὐτῶν, πάλιν πορευθέντες πρίασθε ἡμῖν μικρὰ βρώματα.
3E Giuda gli disse: Quell'uomo ci ha espressamente protestato, e detto: Voi non vedrete la mia faccia, che il vostro fratello non sia con voi.
3Εἶπε δὲ αὐτῷ Ἰούδας, λέγων, διαμαρτυρίᾳ μεμαρτύρηται ἡμῖν ὁ ἄνθρωπος ὁ κύριος τῆς γῆς, λέγων, οὐκ ὄψεσθε τὸ πρόσωπόν μου, ἐὰν μὴ ὁ ἀδελφὸς ὑμῶν ὁ νεώτερος μεθʼ ὑμῶν ᾖ.
4Se tu mandi il nostro fratello con noi, noi scenderemo, e ti compreremo della vittuaglia.
4Εἰ μὲν οὖν ἀποστέλλῃς τὸν ἀδελφὸν ἡμῶν μεθʼ ἡμῶν, καταβησόμεθα, καὶ ἀγοράσομέν σοι βρώματα.
5Ma, se pur tu non vel mandi, noi non iscenderemo; perciocchè quell'uomo ci ha detto: Voi non vedrete la mia faccia, che il vostro fratello non sia con voi.
5Εἰ δὲ μὴ ἀποστέλλῃς τὸν ἀδελφὸν ἡμῶν μεθʼ ἡμῶν, οὐ πορευσόμεθα· ὁ γὰρ ἄνθρωπος εἶπεν ἡμῖν, λέγων, οὐκ ὄψεσθέ μου τὸ πρόσωπον, ἐὰν μὴ ὁ ἀδελφὸς ὑμῶν ὁ νεώτερος μεθʼ ὑμῶν ᾖ.
6E Israele disse: Perchè mi avete voi fatto questa offesa, di dichiarare a quell'uomo che avevate ancora un fratello?
6Εἶπε δὲ Ἰσραὴλ, τί ἐκακοποιήσατέ με, ἀναγγείλαντες τῷ ἀνθρώπῳ ὅτι ἐστὶν ὑμῖν ἀδελφός;
7Ed essi dissero: Quell'uomo ci domandò partitamente di noi, e del nostro parentado, dicendo: Il padre vostro vive egli ancora? avete voi alcun altro fratello? E noi gliene demmo contezza, secondo quelle parole; potevamo noi in alcun modo sapere ch'egli direbbe: Fate venire il vostro fratello?
7Οἱ δὲ εἶπαν, ἐρωτῶν ἐπηρώτησεν ἡμᾶς ὁ ἄνθρωπος καὶ τὴν γενεὰν ἡμῶν, λέγων, εἰ ἔτι ὁ πατὴρ ὑμῶν ζῇ, καὶ εἰ ἔστιν ὑμῖν ἀδελφός· καὶ ἀπηγγείλαμεν αὐτῷ κατὰ τὴν ἐπερώτησιν ταύτην· μὴ ᾔδειμεν ὅτι ἐρεῖ ἡμῖν, ἀγάγετε τὸν ἀδελφὸν ὑμῶν;
8E Giuda disse a Israele, suo padre: Lascia venire il giovane meco, e noi ci leveremo, e andremo, e viveremo, e non morremo, e noi, e tu, e le nostre famiglie.
8Εἶπε δὲ Ἰούδας πρὸς Ἰσραὴλ τὸν πατέρα αὐτοῦ, ἀπόστειλον τὸ παιδάριον μετʼ ἐμοῦ· καὶ ἀναστάντες πορευσόμεθα, ἵνα ζῶμεν καὶ μὴ ἀποθάνωμεν καὶ ἡμεῖς, καὶ σὺ, καὶ ἡ ἀποσκευὴ ἡμῶν.
9Io te lo sicuro; ridomandalo dalla mia mano; se io non tel riconduco, e non tel rappresento, io sarò colpevole inverso te in perpetuo.
9Ἐγὼ δὲ ἐκδέχομαι αὐτόν· ἐκ χειρός μου ζήτησον αὐτόν· ἐὰν μὴ ἀγάγω αὐτὸν πρός σε, καὶ στήσω αὐτὸν ἐναντίον σου, ἡμαρτηκὼς ἔσομαι εἰς σὲ πάσας τὰς ἡμέραν.
10Che se non ci fossimo indugiati, certo ora saremmo già ritornati due volte.
10Εἰ μὴ γὰρ ἐβραδύναμεν, ἤδη ἂν ὑπεστρέψαμεν δίς.
11E Israele, lor padre, disse loro: Se pur qui così bisogna fare , fate questo: Prendete delle più isquisite cose di questo paese nelle vostre sacca, e portatene un presente a quell'uomo; un poco di balsamo, e un poco di mele, e degli aromati, e della mirra, e de' pinocchi, e delle mandorle.
11Εἶπε δὲ αὐτοῖς Ἰσραὴλ ὁ πατὴρ αὐτῶν, εἰ οὕτως ἐστὶ, τοῦτο ποιήσατε· λάβετε ἀπὸ τῶν καρπῶν τῆς γῆς ἐν τοῖς ἀγγείοις ὑμῶν, καὶ καταγάγετε τῷ ἀνθρώπῳ δῶρα τῆς ῥητίνης, καὶ τοῦ μέλιτος, θυμίαμά τε καὶ στακτὴν, καὶ τερέινθον, καὶ κάρυα.
12E pigliate in mano danari al doppio; riportate eziandio i danari che vi furono rimessi alla bocca de' vostri sacchi; forse fu errore.
12Καὶ τὸ ἀργύριον δισσὸν λάβετε ἐν ταῖς χερσὶν ὑμῶν· τὸ ἀργύριον τὸ ἀποστραφὲν ἐν τοῖς μαρσίπποις ὑμῶν ἀποστρέψατε μεθʼ ὑμῶν· μή ποτε ἀγνόημά ἐστι.
13E prendete il vostro fratello, e levatevi e ritornate a quell'uomo.
13Καὶ τὸν ἀδελφὸν ὑμῶν λάβετε· καὶ ἀναστάντες κατάβητε πρὸς τὸν ἄνθρωπον.
14E facciavi l'Iddio Onnipotente trovar pietà appo quell'uomo, sì ch'egli vi rilasci il vostro altro fratello, e Beniamino; e se pure io sarò orbato di figliuoli, sialo.
14Ὁ δὲ Θεός μου δώῃ ὑμῖν χάριν ἐναντίον τοῦ ἀνθρώπου καὶ ἀποστείλαι τὸν ἀδελφὸν ὑμῶν τὸν ἕνα, καὶ τὸν Βενιαμίν· ἐγὼ μὲν γὰρ καθάπερ ἠτέκνωμαι, ἠτέκνωμαι.
15Quegli uomini adunque presero quel presente; presero eziandio danari al doppio, e Beniamino; e, levatisi, scesero in Egitto, e si presentarono davanti a Giuseppe.
15Λαβόντες δὲ οἱ ἄνδρες τὰ δῶρα ταῦτα καὶ τὸ ἀργύριον διπλοῦν, ἔλαβον ἐν ταῖς χερσὶν αὐτῶν καὶ τὸν Βενιαμείν· καὶ ἀναστάντες κατέβησαν εἰς Αἴγυπτον· καὶ ἔστησαν ἐναντίον Ἰωσήφ.
16E Giuseppe, veggendo Beniamino con loro, disse al suo mastro di casa: Mena questi uomini dentro alla casa, e ammazza delle carni e apparecchia le ; perciocchè questi uomini mangeranno meco a meriggio.
16Εἶδε δὲ Ἰωσὴφ αὐτοὺς, καὶ τὸν Βενιαμὶν τὸν ἀδελφὸν αὐτοῦ τὸν ὁμομήτριον· καὶ εἶπε τῷ ἐπὶ τῆς οἰκίας αὐτοῦ, εἰσάγαγε τοὺς ἀνθρώπους εἰς τὴν οἰκίαν, καὶ σφάξον θύματα, καὶ ἑτοίμασον· μετʼ ἐμοῦ γὰρ φάγονται οἱ ἄνθρωποι ἄρτους τὴν μεσημβρίαν.
17E colui fece come Giuseppe avea detto, e menò quegli uomini dentro alla casa di Giuseppe.
17Ἐποίησε δὲ ὁ ἄνθρωπος καθὰ εἶπεν Ἰωσήφ· καὶ εἰσήγαγε τοὺς ἀνθρώπους εἰς τὸν οἶκον Ἰωσήφ.
18E quegli uomini temettero, perciocchè erano menati dentro alla casa di Giuseppe, e dissero: Noi siamo menati qua entro per que' danari che ci furono tornati ne' nostri sacchi la prima volta; acciocchè egli si rivolti addosso a noi, e si avventi contro a noi, e ci prenda per servi, insieme co' nostri asini.
18Ἰδόντες δὲ οἱ ἄνδρες ὅτι εἰσήχθησαν εἰς τὸν οἶκον τοῦ Ἰωσήφ, εἶπαν, διὰ τὸ ἀργύριον τὸ ἀποστραφὲν ἐν τοῖς μαρσίπποις ἡμῶν τὴν ἀρχὴν, ἡμεῖς εἰσαγόμεθα, τοῦ συκοφαντῆσαι ἡμᾶς καὶ ἐπιθέσθαι ἡμῖν, τοῦ λαβεῖν ἡμᾶς εἰς παῖδας, καὶ τοὺς ὄνους ἡμῶν.
19E accostatisi al mastro di casa di Giuseppe, gli parlarono in su l'entrata della casa.
19Προσελθόντες δὲ πρὸς τὸν ἄνθρωπον τὸν ἐπὶ τοῦ οἴκου τοῦ Ἰωσὴφ, ἐλάλησαν αὐτῷ ἐν τῷ πυλῶνι τοῦ οἴκου,
20E dissero: Ahi, signor mio! certo da principio noi scendemmo per comperar della vittuaglia.
20λέγοντες, δεόμεθα, κύριε· κατέβηεν τὴν ἀρχὴν πρίασθαι βρώματα.
21Or avvenne, come fummo giunti all'albergo, che, aprendo i nostri sacchi, ecco, i danari di ciascun di noi erano alla bocca del suo sacco; i nostri danari vi erano appunto secondo il lor peso; e noi li abbiamo riportati con noi.
21Ἐγένετο δὲ ἡνίκα ἤλθομεν εἰς τὸ καταλῦσαι, καὶ ἠνοίξαμεν τοὺς μαρσίππους ἡμῶν, καὶ τόδε τὸ ἀργύριον ἑκάστου ἐν τῷ μαρσίππῳ αὐτοῦ· τὸ ἀργύριον ἡμῶν ἐν σταθμῷ ἀπεστρέψαμεν νῦν ἐν ταῖς χερσὶν ἡμῶν.
22Abbiamo, oltre a ciò, portati nelle nostre mani altri danari per comperar della vittuaglia; noi non sappiamo chi mettesse i nostri danari ne' nostri sacchi.
22Καὶ ἀργύριον ἕτερον ἠνέγκαμεν μεθʼ ἑαυτῶν, ἀγοράσαι βρώματα· οὐκ οἴδαμεν τίς ἐνέβαλεν τὸ ἀργύριον εἰς τοὺς μαρσίππους ἡμῶν.
23Ed egli disse loro: Datevi pace; non temiate; l'Iddio vostro, e l'Iddio del padre vostro, ha messo un tesoro ne' vostri sacchi; i vostri danari mi vennero in mano.
23Εἶπε δὲ αὐτοῖς, ἵλεως ὑμῖν, μὴ φοβεῖσθε· ὁ Θεὸς ὑμῶν, καὶ ὁ Θεὸς τῶν πατέρων ὑμῶν, ἔδωκεν ὑμῖν θησαυροὺς ἐν τοῖς μαρσίπποις ὑμῶν· καὶ τὸ ἀργύριον ὑμῶν εὐδοκιμοῦν ἀπέχω· καὶ ἐξήγαγε πρὸς αὐτοὺς τὸν Συμεών.
24Poi trasse lor fuori Simeone. E, menatili dentro alla casa di Giuseppe, fece portar dell'acqua, ed essi si lavarono i piedi; ed egli diede della pastura ai loro asini.
24Καὶ ἤνεγκεν ὕδωρ νίψαι τοὺς πόδας αὐτῶν· καὶ ἔδωκε χορτάσματα τοῖς ὄνοις αὐτῶν.
25E aspettando che Giuseppe venisse a meriggio, essi apparecchiarono quel presente; perciocchè aveano inteso che resterebbero quivi a mangiare.
25Ἡτοίμασαν δὲ τὰ δῶρα, ἕως τοῦ ἐλθεῖν τὸν Ἰωσὴφ μεσημβρίας· ἤκουσαν γὰρ ὅτι ἐκεῖ μέλλει ἀριστᾷν.
26E quando Giuseppe fu venuto in casa, essi gli porsero quel presente che aveano in mano, dentro alla casa; e gli s'inchinarono fino in terra.
26Εἰσῆλθε δὲ Ἰωσὴφ εἰς τὴν οἰκίαν, καὶ προσήνεγκαν αὐτῷ τὰ δῶρα, ἃ εἶχον ἐν ταῖς χερσὶν αὐτῶν, εἰς τὸν οἶκον· καὶ προσεκύνησαν αὐτῷ ἐπὶ πρόσωπον ἐπὶ τὴν γῆν.
27E egli li domandò del lor bene stare, e disse: Il padre vostro, quel vecchio di cui mi parlaste, sta egli bene? vive egli ancora?
27Ἠρώτησε δὲ αὐτοὺς, πῶς ἔχετε; καὶ εἶπεν αὐτοῖς, εἰ ὑγιαίνει ὁ πατὴρ ὑμῶν ὁ πρεσβύτης, ὃν εἴπατε; ἔτι ζῇ;
28Ed essi dissero: Nostro padre, tuo servitore, sta bene; egli vive ancora. E s'inchinarono, e gli fecero riverenza.
28Οἱ δὲ εἶπαν, ὑγιαίνει ὁ παῖς σου ὁ πατὴρ ἡμῶν, ἔτι ζῇ. Καὶ εἶπεν, εὐλογημένος ὁ ἄνθρωπος ἐκεῖνος τῷ Θεῷ· καὶ κύψαντες προσεκύνησαν αὐτῷ.
29E Giuseppe alzò gli occhi, e vide Beniamino, suo fratello, figliuol di sua madre, e disse: È costui il vostro fratel minore, del qual mi parlaste? Poi disse: Iddio ti sia favorevole, figliuol mio.
29Ἀναβλέψας δὲ τοῖς ὀφθαλμοῖς αὐτοῦ Ἰωσὴφ, εἶδε Βενιαμὶν τὸν ἀδελφὸν αὐτοῦ τὸν ὁμομήτριον· καὶ εἶπεν, οὗτος ὁ ἀδελφὸς ὑμῶν ὁ νεώτερος, ὃν εἴπατε πρός με ἀγαγεῖν; καὶ εἶπεν, ὁ Θεὸς ἐλεήσαι σε, τέκνον.
30E Giuseppe si ritrasse prestamente; perciocchè le sue viscere si riscaldavano inverso il suo fratello; e cercando luogo per piangere, se n'entrò nella cameretta, e quivi pianse.
30Ἐταράχθη δὲ Ἰωσήφ· συνεστρέφετο γὰρ τὰ ἔγκατα αὐτοῦ ἐπὶ τῷ ἀδελφῷ αὐτοῦ, καὶ ἐζήτει κλαῦσαι· εἰσελθὼν δὲ εἰς τὸ ταμεῖον, ἔκλαυσεν ἐκεῖ.
31Poi, lavatosi il viso, uscì fuori, e si fece forza, e disse: Recate le vivande.
31Καὶ νιψάμενος τὸ πρόσωπον, ἐξελθὼν ἐνεκρατεύσατο· καὶ εἶπε, παράθετε ἄρτους.
32Furono adunque recate le vivande a lui da parte, a loro da parte, e agli Egizj che mangiavano con lui da parte; conciossiachè gli Egizj non possano mangiare con gli Ebrei; perciocchè ciò è cosa abbominevole agli Egizj.
32Καὶ παρέθηκαν αὐτῷ μόνῳ, καὶ αὐτοῖς καθʼ ἑαυτούς, καὶ τοῖς Αἰγυπτίοις τοῖς συνδειπνοῦσι μετʼ αὐτοῦ καθʼ ἑαυτούς· οὐ γὰρ ἐδύναντο οἱ Αἰγύπτιοι συνεσθίειν μετὰ τῶν Ἐβραίων ἄρτους· βδέλυγμα γάρ ἐστι τοῖς Αἰγυπτίοις.
33Essi adunque si posero a sedere nel suo cospetto, il primogenito, secondo l'ordine suo di primogenito; e il minore, secondo l'ordine della sua età minore; e quegli uomini, maravigliandosi, si riguardavano l'un l'altro.
33Ἐκάθισαν δὲ ἐναντίον αὐτοῦ, ὁ πρωτότοκος κατὰ τὰ πρεσβεῖα αὐτοῦ, καὶ ὁ νεώτερος κατὰ τὴν νεότητα αὐτοῦ· ἐξίσταντο δὲ οἱ ἄνθρωποι ἕκαστος πρὸς τὸν ἀδελφὸν αὐτοῦ.
34Ed egli prese de' messi delle vivande d'appresso a sè, e le mandò loro; e la parte di Beniamino fu cinque volte maggiore di quella di qualunque altro di loro. Ed essi bevvero, e goderono con lui.
34Ἦραν δὲ μερίδα παρʼ αὐτοῦ πρὸς ἑαυτούς· ἐμεγαλύνθη δὲ ἡ μερὶς Βενιαμεὶν παρὰ τὰς μερίδας πάντων πενταπλασίως πρὸς τὰς ἐκείνων· ἔπιον δὲ καὶ ἐμεθύσθησαν μετʼ αὐτοῦ.
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