ΔΕΥΤΕΡΟΝΟΜΙΟΝ 32
Septuagint (Brenton Greek text, with Apocrypha)Original language
Septuagint (Brenton Greek text, with Apocrypha)
Diodati Bibbia 1885
1Πρόσεχε οὐρανὲ, καὶ λαλήσω, καὶ ἀκουέτω ἡ γῆ ῥήματα ἐκ στόματός μου.
1CIELI, porgete gli orecchi, ed io parlerò; Ed ascolti la terra le parole della mia bocca.
2Προσδοκάσθω ὡς ὑετὸς τὸ ἀπόφθεγμά μου, καὶ καταβήτω ὡς δρόσος τὰ ῥήματά μου, ὡσεὶ ὄμβρος ἐπʼ ἄγρωστιν, καὶ ὡσεὶ νιφετὸς ἐπὶ χόρτον.
2La mia dottrina stillerà come pioggia, E il mio ragionamento colerà come rugiada; Come pioggia minuta in su l'erbetta, E come pioggia a grosse gocciole in su l'erbe;
3Ὅτι τὸ ὄνομα Κυρίου ἐκάλεσα· δότε μεγαλωσύνην τῷ Θεῷ ἡμῶν.
3Perciocchè io celebrerò il Nome del Signore. Magnificate l'Iddio nostro.
4Θεὸς, ἀληθινὰ τὰ ἔργα αὐτοῦ, καὶ πᾶσαι αἱ ὁδοὶ αὐτοῦ κρίσεις· Θεὸς πιστὸς, καὶ οὐκ ἔστιν ἀδικία· δίκαιος καὶ ὅσιος Κύριος.
4L'opera della Rocca è compiuta; Conciossiachè tutte le sue vie sieno dirittura; Iddio è verità, senza alcuna iniquità; Egli è giusto e diritto.
5Ἡμάρτοσαν οὐκ αὐτῷ τέκνα μωμητά· γενεὰ σκολιὰ καὶ διεστραμμένη.
5Esso si è corrotto inverso lui; Il lor vizio non è di figliuoli suoi; Egli è una generazione perversa e storta.
6Ταῦτα Κυρίῳ ἀνταποδίδοτε; οὕτω λαὸς μωρὸς καὶ οὐχὶ σοφός; οὐκ αὐτὸς οὗτός σου πατὴρ ἐκτήσατό σε καὶ ἐποίησέ σε καὶ ἔπλασέ σε;
6Popolo stolto, e non savio, è questa la retribuzione che voi fate al Signore? Non è egli tuo padre, che t'ha acquistato? Non è egli quel che ti ha fatto, e ti ha stabilito?
7Μνήσθητε ἡμέρας αἰῶνος, σύνετε ἔτη γενεῶν γενεαῖς. ἐπερώτησον τὸν πατέρα σου καὶ ἀναγγελεῖ σοι, τοὺς πρεσβυτέρους σου καὶ ἐροῦσί σοι.
7Ricordati de' giorni antichi; Considera gli anni dell'età addietro; Domandane tuo padre, ed egli te lo dichiarerà; I tuoi vecchi, ed essi te lo diranno.
8Ὅτε διεμέριζεν ὁ ὕψιστος ἔθνη, ὡς διέσπειρεν υἱοὺς Αδὰμ, ἔστησεν ὅρια ἐθνῶν κατὰ ἀριθμὸν ἀγγέλων Θεοῦ.
8Quando l'Altissimo spartiva l'eredità alle nazioni, Quando egli divideva i figliuoli di Adamo, Egli costituì i confini de' popoli, Secondo il numero de' figliuoli d'Israele.
9Καὶ ἐγενήθη μερὶς Κυρίου λαὸς αὐτοῦ Ἰακώβ· σχοίνισμα κληρονομίας αὐτοῦ Ἰσραήλ.
9Perciocchè la parte del Signore è il suo popolo; Giacobbe è la sorte della sua eredità.
10Αὐτάρκησεν αὐτὸν ἐν τῇ ἐρήμῳ, ἐν δίψει καύματος ἐν γῇ ἀνύδρῳ· ἐκύκλωσεν αὐτὸν καὶ ἐπαίδευσεν αὐτὸν, καὶ διεφύλαξεν αὐτὸν, ὡς κόρην ὀφθαλμοῦ·
10Egli lo trovò in una terra di deserto, E in un luogo desolato d'urli di solitudine; Egli l'ha menato attorno, egli l'ha ammaestrato, Egli l'ha conservato come la pupilla dell'occhio suo.
11Ὡς ἀετὸς σκεπάσαι νοσσιὰν αὐτοῦ, καὶ ἐπὶ τοῖς νοσσοῖς αὐτοῦ ἐπεπόθησε, διεὶς τὰς πτέρυγας αὐτοῦ ἐδέξατο αὐτοὺς, καὶ ἀνέλαβεν αὐτοὺς ἐπὶ τῶν μεταφρένων αὐτοῦ.
11Come l'aquila fa muovere la sua nidata, Si dimena sopra i suoi figli, Spande le sue ale, li prende, E li porta sopra le sue penne;
12Κύριος μόνος ἦγεν αὐτοὺς, οὐκ ἦν μετʼ αὐτῶν θεὸς ἀλλότριος.
12Il Signore solo l'ha condotto, E con lui non è stato alcun dio strano.
13Ἀνεβίβασεν αὐτοὺς ἐπὶ τὴν ἰσχὺν τῆς γῆς· ἐψώμισεν αὐτοὺς γεννήματα ἀγρῶν· ἐθήλασαν μέλι ἐκ πέτρας, καὶ ἔλαιον ἐκ στερεᾶς πέτρας.
13Egli l'ha fatto passare a cavallo sopra gli alti luoghi della terra, Onde egli ha mangiati i frutti de' campi; E gli ha ancora dato a suggere il miele dalla rupe, E l'olio dal macigno;
14Βούτυρον βοῶν, καὶ γάλα προβάτων, μετὰ στέατος ἀρνῶν καὶ κριῶν, υἱῶν ταύρων καὶ τράγων, μετὰ στέατος νεφρῶν πυροῦ, καὶ αἷμα σταφυλῆς ἔπιεν οἶνον.
14Il burro delle vacche, e il latte delle pecore, Col grasso degli agnelli, e de' montoni di Basan, e de' becchi; Insieme con la grascia del fior di frumento; E tu hai bevuto il vin puro, il sugo dell'uve.
15Καὶ ἔφαγεν Ἰακὼβ καὶ ἐνεπλήσθη, καὶ ἀπελάκτισεν ὁ ἠγαπημένος· ἐλιπάνθη, ἐπαχύνθη, ἐπλατύνθη, καὶ ἐγκατέλιπε τὸν Θεὸν τὸν ποιήσαντα αὐτὸν, καὶ ἀπέστη ἀπὸ Θεοῦ σωτῆρος αὐτοῦ.
15Ma Iesurun si è ingrassato, e ha ricalcitrato; Tu ti sei ingrassato, ingrossato, e coperto di grasso ; Ed egli ha abbandonato Iddio che l'ha fatto, E ha villaneggiata la Rocca della sua salute.
16Παρώξυνάν με ἐπʼ ἀλλοτρίοις· ἐν βδελύγμασιν αὐτῶν παρεπίκρανάν με.
16Essi l'hanno mosso a gelosia con iddii strani, E l'hanno irritato con abbominazioni.
17Εθυσαν δαιμονίοις, καὶ οὐ Θεῷ· θεοῖς οἷς οὐκ ᾔδεισαν· καινοὶ πρόσφατοι ἥκασιν, οὓς οὐκ ᾔδεισαν οἱ πατέρες αὐτῶν.
17Hanno sacrificato a' demonii, e non a Dio; A dii, i quali essi non aveano conosciuti, Dii nuovi, venuti di prossimo, De' quali i vostri padri non aveano avuta paura.
18Θεὸν τὸν γεννήσαντά σε ἐγκατέλιπες, καὶ ἐπελάθου Θεοῦ τοῦ τρέφοντός σε.
18Tu hai dimenticata la Rocca che t'ha generato, E hai posto in obblio Iddio che t'ha formato.
19Καὶ εἶδε Κύριος, καὶ ἐζήλωσε· καὶ παρωξύνθη διʼ ὀργὴν υἱῶν αὐτοῦ καὶ θυγατέρων,
19E il Signore l'ha veduto, ed è stato sdegnato, Per lo dispetto fattogli da suoi figliuoli e dalle sue figliuole.
20καὶ εἶπεν, ἀποστρέψω τὸ πρόσωπόν μου ἀπʼ αὐτῶν, καὶ δείξω τί ἔσται αὐτοῖς ἐπʼ ἐσχάτων ἡμερῶν· ὅτι γενεὰ ἐξεστραμμένη ἐστίν, υἱοὶ οἷς οὐκ ἔστι πίστις ἐν αὐτοῖς.
20E ha detto: Io nasconderò da loro la mia faccia, Io vedrò qual sarà il lor fine; Conciossiachè sieno una generazione perversissima, Figliuoli ne' quali non v'è alcuna lealtà.
21Αὐτοὶ παρεζήλωσάν με ἐπʼ οὐ Θεῷ, παρώξυνάν με ἐν τοῖς εἰδώλοις αὐτῶν· κᾀγὼ παραζηλώσω αὐτοὺς ἐπʼ οὐκ ἔθνει, ἐπὶ ἔθνει ἀσυνέτῳ παροργιῶ αὐτούς.
21Essi m'hanno mosso a gelosia per cose che non sono Dio, E m'hanno provocato a sdegno per le lor vanità; Io altresì li muoverò a gelosia per un popolo che non è popolo, E li provocherò a sdegno per una gente stolta.
22Ὅτι πῦρ ἐκκέκαυται ἐκ τοῦ θυμοῦ μου, καυθήσεται ἕως ᾄδου κάτω· καταφάγεται γῆν καὶ τὰ γεννήματα αὐτῆς· φλέξει θεμέλια ὀρέων.
22Perciocchè un fuoco s'è acceso nella mia ira. Ed ha arso fino al luogo più basso sotterra, Ed ha consumata la terra e il suo frutto, Ed ha divampati i fondamenti delle montagne.
23Συνάξω εἰς αὐτοὺς κακὰ, καὶ τὰ βέλη μου συμπολεμήσω εἰς αὐτούς.
23Io accumulerò sopra loro mali sopra mali, E impiegherò contro a loro tutte le mie saette.
24Τηκόμενοι λιμῷ καὶ βρώσει ὀρνέων, καὶ ὀπισθότονος ἀνίατος· ὀδόντας θηρίων ἐπαποστελῶ εἰς αὐτοὺς, μετὰ θυμοῦ συρόντων ἐπὶ γῆν.
24Saranno arsi di fame, e divorati da carboncelli, E da pestilenza amarissima; E io manderò contro a loro i denti delle fiere, Insieme col veleno de' rettili della polvere.
25Ἔξωθεν ἀτεκνώσει αὐτοὺς μάχαιρα, καὶ ἐκ τῶν ταμιείων, φόβος· νεανίσκος σὺν παρθένῳ, θηλάζων μετὰ καθεστηκότος πρεσβύτου.
25La spada dipopolerà di fuori E dentro delle camerette lo spavento; Giovani e fanciulle, Bambini di poppa e uomini canuti.
26Εἶπα, διασπερῶ αὐτοὺς, παύσω δὲ ἐξ ἀνθρώπων τὸ μνημόσυνον αὐτῶν.
26Io avrei detto: Io li dispergerò per tutti i canti del mondo , e farò venir meno la memoria di loro fra gli uomini;
27Εἰ μὴ διʼ ὀργὴν ἐχθρῶν, ἵνα μὴ μακροχρονίσωσι, ἵνα μὴ συνεπιθῶνται οἱ ὑπεναντίοι· μὴ εἴπωσιν, ἡ χεὶρ ἡμῶν ἡ ὑψηλὴ, καὶ οὐχὶ Κύριος, ἐποίησε ταῦτα πάντα.
27Se non ch'io temeva del dispetto del nemico; Che talora i loro avversari non insuperbissero; Che talora non dicessero: La nostra mano è stata alta, E il Signore non ha operato tutto questo.
28Ἔθνος ἀπολωλεκὸς βουλήν ἐστι, καὶ οὐκ ἔστιν ἐν αὐτοῖς ἐπιστήμη.
28Conciossiachè essi sieno una gente perduta di consigli, E non vi sia alcun senno in loro.
29Οὐκ ἐφρόνησαν συνιέναι· ταῦτα καταδεξάσθωσαν εἰς τὸν ἐπιόντα χρόνον.
29Oh fossero pur savi, e intendessero queste cose, E considerassero il lor fine!
30Πῶς διώξεται εἷς χιλίους, καὶ δύο μετακινήσουσι μυριάδας, εἰ μὴ ὁ Θεὸς ἀπέδοτο αὐτοὺς, καὶ Κύριος παρέδωκεν αὐτούς;
30Come ne perseguirebbe uno mille, E ne metterebbero due in fuga diecimila, Se non fosse che la lor Rocca li ha venduti, E il Signore li ha messi nelle mani de' lor nemici?
31Ὅτι οὐκ εἰσὶν ὡς ὁ Θεὸς ἡμῶν οἱ θεοὶ αὐτῶν· οἱ δὲ ἐχθροὶ ἡμῶν ἀνόητοι.
31Conciossiachè la lor rocca non sia come la nostra Rocca, E i nostri nemici ne sieno giudici.
32Ἐκ γὰρ ἀμπέλου Σοδόμων ἡ ἄμπελος αὐτῶν, καὶ ἡ κληματὶς αὐτῶν ἐκ Γομόῤῥας· σταφυλὴ αὐτῶν σταφυλὴ χολῆς, βότρυς πικρίας αὐτοῖς.
32Perciocchè la lor vigna è stata tolta dalla vigna di Sodoma, E da' campi di Gomorra; Le loro uve sono uve di tosco, Hanno i grappi amari.
33Θυμὸς δρακόντων ὁ οἶνος αὐτῶν, καὶ θυμὸς ἀσπίδων ἀνίατος.
33Il lor vino è veleno di dragoni, Crudel veleno d'aspidi.
34Οὐκ ἰδοὺ ταῦτα συνῆκται παρʼ ἐμοὶ, καὶ ἐσφράγισται ἐν τοῖς θησαυροῖς μου;
34Questo non è egli riposto appo me, E suggellato ne' miei tesori?
35Ἐν ἡμέρᾳ ἐκδικήσεως ἀνταποδώσω, ὅταν σφαλῇ ὁ ποὺς αὐτῶν· ὅτι ἐγγὺς ἡμέρα ἀπωλίας αὐτοῖς, καὶ πάρεστιν ἕτοιμα ὑμῖν.
35A me appartiene di far la vendetta, e la retribuzione, Nel giorno che il piè loro vacillerà; Perciocchè il giorno della lor calamità è vicino, E le cose che son loro apparecchiate si affrettano.
36Ὅτι κρινεῖ Κύριος τὸν λαὸν αὐτοῦ, καὶ ἐπὶ τοῖς δούλοις αὐτοῦ παρακληθήσεται· εἶδε γὰρ παραλελυμένους αὐτοὺς, καὶ ἐκλελοιπότας ἐν ἐπαγωγῇ, καὶ παρειμένους·
36Quando il Signore avrà fatto giudicio del suo popolo, Egli si pentirà per l'amor de'suoi servitori, Quando egli vedrà che ogni forza sarà venuta meno, E che non vi sarà nè serrato, nè lasciato.
37Καὶ εἶπε Κύριος, ποῦ εἰσιν οἱ θεοὶ αὐτῶν, ἐφʼ οἷς ἐπεποίθεισαν ἐπʼ αὐτοῖς,
37E dirà: Ove sono i lor dii? La Rocca, nella quale si confidavano?
38ὧν τὸ στέαρ τῶν θυσιῶν αὐτῶν ἠσθίετε, καὶ ἐπίνετε τὸν οἶνον τῶν σπονδῶν αὐτῶν; ἀναστήτωσαν καὶ βοηθησάτωσαν ὑμῖν καὶ γενηθήτωσαν ὑμῖν σκεπασταί.
38Il grasso de' sacrificii de' quali essi mangiavano, E il vino delle cui offerte da spandere essi beveano; Levinsi eglino, e soccorranvi, E sienvi per ricetto.
39Ἴδετε ἴδετε ὅτι ἐγώ εἰμι, καὶ οὐκ ἔστι Θεὸς πλὴν ἐμοῦ· ἐγὼ ἀποκτείνω, καὶ ζῇν ποιήσω· πατάξω, κἀγὼ ἰάσομαι· καὶ οὐκ ἔστιν ὃς ἐξελεῖται ἐκ τῶν χειρῶν μου.
39Vedete ora, che io, io son desso, E che non v'è alcun Dio meco; Io fo morire, e rimetto in vita; Io ferisco, e guarisco; E non v'è niuno che possa liberar dalla mia mano.
40Ὅτι ἀρῶ εἰς τὸν οὐρανὸν τὴν χεῖρά μου, καὶ ὀμοῦμαι τὴν δεξιάν μου· καὶ ἐρῶ, ζῶ ἐγὼ εἰς τὸν αἰῶνα·
40Perciocchè io levo la mano al cielo, E dico: Come io vivo in eterno;
41Ὅτι παροξυνῶ ὡς ἀστραπὴν τὴν μάχαιράν μου, καὶ ἀνθέξεται κρίματος ἡ χείρ μου, καὶ ἀποδώσω δίκην τοῖς ἐχθροῖς, καὶ τοῖς μισοῦσί με ἀνταποδώσω.
41Se io aguzzo la mia folgorante spada, E prendo in mano il giudicio, Io farò la vendetta sopra i miei nemici, E farò la retribuzione a quelli che m'odiano.
42Μεθύσω τὰ βέλη μου ἀφʼ αἵματος, καὶ ἡ μάχαιρά μου φάγεται κρέα ἀφʼ αἵματος τραυματιῶν καὶ αἰχμαλωσίας ἀπὸ κεφαλῆς ἀρχόντων ἐχθρῶν.
42Io inebbrierò le mie saette di sangue, E la mia spada divorerà la carne; Io le inebbrierò del sangue degli uccisi e de' prigioni, Cominciando dal capo; con vendette da nemico.
43Εὐφράνθητε οὐρανοὶ ἅμα αὐτῷ, καὶ προσκυνησάτωσαν αὐτῷ πάντες ἄγγελοι Θεοῦ· εὐφράνθητε ἔθνη μετὰ τοῦ λαοῦ αὐτοῦ, καὶ ἐνισχυσάτωσαν αὐτῷ πάντες υἱοὶ Θεοῦ, ὅτι τὸ αἷμα τῶν υἱῶν αὐτοῦ ἐκδικᾶται· καὶ ἐκδικήσει καὶ ἀνταποδώσει δίκην τοῖς ἐχθροῖς, καὶ τοῖς μισοῦσιν ἀνταποδώσει· καὶ ἐκκαθαριεῖ Κύριος τὴν γῆν τοῦ λαοῦ αὐτοῦ.
43Sclamate d'allegrezza, o nazioni, o suo popolo; Perciocchè egli farà la vendetta del sangue de' suoi servitori, E farà retribuzion di vendetta a' suoi avversari, E sarà propizio alla sua terra, al suo popolo.
44Καὶ ἔγραψε Μωυσῆς τὴν ᾠδὴν ταύτην ἐν τῇ ἡμέρᾳ ἐκείνῃ, καὶ ἐδίδαξεν αὐτὴν τοὺς υἱοὺς Ἰσραήλ· καὶ εἰσῆλθε Μωυσῆς, καὶ ἐλάλησε πάντας τοὺς λόγους τοῦ νόμου τούτου εἰς τὰ ὦτα τοῦ λαοῦ, αὐτὸς καὶ Ἰησοῦς ὁ τοῦ Ναυή.
44Mosè adunque, con Hosea, figliuolo di Nun, venne, e pronunziò tutte le parole di questo Cantico, agli orecchi del popolo.
45Καὶ ἐξετέλεσε Μωυσῆς λαλῶν παντὶ Ἰσραήλ.
45E, dopo che Mosè ebbe finito di pronunziar tutte queste parole a tutto Israele, egli disse loro:
46Καὶ εἶπε πρὸς αὐτοὺς, προσέχετε τῇ καρδίᾳ ἐπὶ πάντας τοὺς λόγους τούτους, οὓς ἐγὼ διαμαρτύρομαι ὑμῖν σήμερον, ἃ ἐντελεῖσθε τοῖς υἱοῖς ὑμῶν, φυλάσσειν καὶ ποιεῖν πάντας τοὺς λόγους τοῦ νόμου τούτου.
46Mettete il cuor vostro a tutte le parole, le quali oggi io vi protesto, acciocchè insegniate a' vostri figliuoli di prender guardia di mettere in opera tutte le parole di questa Legge.
47Ὅτι οὐχὶ λόγος κενὸς οὗτος ὑμῖν· ὅτι αὕτη ἡ ζωὴ ὑμῶν, καὶ ἕνεκεν τοῦ λόγου τούτου μακροημερεύσετε ἐπὶ τῆς γῆς, εἰς ἣν ὑμεῖς διαβαίνετε τὸν Ἰορδάνην ἐκεῖ κληρονομῆσαι.
47Conciossiachè non sia una parola vana, della quale non abbiate a curarvi; anzi è la vita vostra; e per essa prolungherete i vostri giorni sopra la terra, alla quale, passato il Giordano, andate per possederla.
48Καὶ ἐλάλησε Κύριος πρὸς Μωυσῆν ἐν τῇ ἡμέρᾳ ταύτῃ, λέγων,
48E in quell'istesso giorno il Signore parlò a Mosè, dicendo:
49ἀνάβηθι εἰς τὸ ὄρος τὸ Ἀβαρίμ, τοῦτο ὄρος Ναβαῦ ὅ ἐστιν ἐν γῇ Μωὰβ κατὰ πρόσωπον Ἰεριχὼ, καὶ ἴδε τὴν γῆν Χαναάν, ἣν ἐγὼ δίδωμι τοῖς υἱοῖς Ἰσραὴλ,
49Sali sopra questo monte di Abarim, al monte di Nebo, che è nel paese di Moab, dirincontro a Gerico, e riguarda il paese di Canaan, il quale io do a possedere a' figliuoli d'Israele;
50καὶ τελεύτα ἐν τῷ ὄρει εἰς ὃ ἀναβαίνεις ἐκεῖ, καὶ προστέθητι πρὸς τὸν λαόν σου· ὃν τρόπον ἀπέθανεν Ἀαρὼν ὁ ἀδελφός σου ἐν Ὢρ τῷ ὄρει, καὶ προσετέθη πρὸς τὸν λαὸν αὐτοῦ.
50e muori sopra il monte al qual tu sali, e sii raccolto a' tuoi popoli; come Aaronne, tuo fratello, è morto sul monte di Hor, ed è stato raccolto a' suoi popoli.
51Ὅτι ἠπειθήσατε τῷ ῥήματί μου ἐν τοῖς υἱοῖς Ἰσραὴλ ἐπὶ τοῦ ὕδατος ἀντιλογίας Κάδης ἐν τῇ ἐρήμῳ Σὶν, διότι οὐχ ἡγιάσατέ με ἐν τοῖς υἱοῖς Ἰσραήλ.
51(Perciocchè voi commetteste misfatto contro a me, nel mezzo de' figliuoli d'Israele, alle acque della contesa di Cades, nel deserto di Sin; perchè voi non mi santificaste nel mezzo de' figliuoli d'Israele).
52Ἀπέναντι ὄψει τὴν γῆν, καὶ ἐκεῖ οὐκ εἰσελεύσῃ.
52Conciossiachè tu vedrai solamente davanti a te il paese; ma tu non entrerai nel paese ch'io do a' figliuoli d'Israele.
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