Ii Samuele 18
Diodati Bibbia 1885Translation
Diodati Bibbia 1885
Septuagint (Brenton Greek text, with Apocrypha)
1Or Davide fece la rassegna della gente ch' era con lui, e costituì sopra loro de' capitani di migliaia, e dei capitani di centinaia.
1Καὶ ἐπεσκέψατο Δαυὶδ τὸν λαὸν τὸν μετʼ αὐτοῦ, καὶ κατέστησεν ἐπʼ αὐτῶν χιλιάρχους καὶ ἑκατοντάρχους.
2E Davide mandò il popolo, il terzo sotto la condotta di Ioab, l'altro terzo sotto la condotta di Abisai, figliuolo di Seruia, fratello di Ioab, e l'altro terzo, sotto la condotta d'Ittai Ghitteo. Poi il re disse al popolo: Anch'io del tutto uscirò con voi.
2Καὶ ἀπέστειλε Δαυὶδ τὸν λαὸν τὸ τρίτον ἐν χειρὶ Ἰωὰβ, καὶ τὸ τρίτον ἐν χειρὶ Ἀβεσσὰ υἱοῦ Σαρουίας ἀδελφοῦ Ἰωὰβ, καὶ τὸ τρίτον ἐν χειρὶ Ἐθὶ τοῦ Γεθαίου· καὶ εἶπε Δαυὶδ πρὸς τὸν λαὸν, ἐξελθὼν ἐξελεύσομαι καί γε ἐγὼ μεθʼ ὑμῶν.
3Ma il popolo rispose: Tu non uscirai; perciocchè, se pur noi fuggiamo, essi non ne terran conto; ed avvegnachè morisse la metà di noi, che siamo pur ora intorno a diecimila, non ne terrebbero conto; ora dunque meglio è che tu ci dia soccorso dalla città.
3Καὶ εἶπαν, οὐκ ἐξελεύσῃ, ὅτι ἐὰν φυγῇ φύγωμεν, οὐ θήσουσιν ἐφʼ ἡμᾶς καρδίαν· καὶ ἐὰν ἀποθάνωμεν τὸ ἥμισυ ἡμῶν, οὐ θήσουσιν ἐφʼ ἡμᾶς καρδίαν, ὅτι σὺ ὡς ἡμεῖς δέκα χιλιάδες· καὶ νῦν ἀγαθὸν, ὅτι ἔσῃ ἡμῖν ἐν τῇ πόλει βοήθεια τοῦ βοηθεῖν.
4E il re disse loro: Io farò ciò che vi par bene. Così il re si fermò allato alla porta, mentre tutto il popolo usciva, a centinaia ed a migliaia.
4Καὶ εἶπε πρὸς αὐτοὺς ὁ βασιλεὺς, ὃ ἐὰν ἀρέσῃ ἐν ὀφθαλμοῖς ὑμῶν, ποιήσω· καὶ ἔστη ὁ βασιλεὺς ἀνὰ χεῖρα τῆς πύλης· καὶ πᾶς ὁ λαὸς ἐξεπορεύετο εἰς ἑκατοντάδας καὶ εἰς χιλιάδας.
5E il re comandò, e disse a Ioab, e ad Abisai, e ad Ittai: Trattate mi dolcemente il giovane Absalom. E tutto il popolo udì, quando il re diede questo comandamento a tutti i capitani intorno ad Absalom.
5Καὶ ἐνετείλατο ὁ βασιλεὺς τῷ Ἰωὰβ καὶ τῷ Ἀβεσσὰ καὶ τῷ Ἐθὶ, λέγων, φείσασθέ μου τοῦ παιδαρίου τοῦ Ἀβεσσαλώμ· καὶ πᾶς ὁ λαὸς ἤκουσεν ἐντελλομένου τοῦ βασιλέως πᾶσι τοῖς ἄρχουσιν ὑπὲρ Ἀβεσσαλώμ.
6Il popolo adunque uscì fuori in campagna incontro ad Israele; e la battaglia si diede nella selva di Efraim.
6Καὶ ἐξῆλθε πᾶς ὁ λαὸς εἰς τὸν δρυμὸν ἐξεναντίας Ἰσραήλ· καὶ ἐγένετο ὁ πόλεμος ἐν τῷ δρυμῷ Ἐφραίμ.
7E quivi fu sconfitto il popolo d'Israele dalla gente di Davide; e in quel dì la sconfitta fu grande in quel luogo, cioè , di ventimila uomini.
7Καὶ ἔπταισεν ἐκεῖ ὁ λαὸς Ἰσραὴλ ἐνώπιον τῶν παίδων Δαυὶδ, καὶ ἐγένετο ἡ θραῦσις μεγάλη ἐν τῇ ἡμέρᾳ ἐκείνῃ, εἴκοσι χιλιάδες ἀνδρῶν.
8E la battaglia si sparse quivi per tutto il paese; e la selva consumò in quel giorno del popolo assai più che la spada non ne avea consumato.
8Καὶ ἐγένετο ἐκεῖ ὁ πόλεμος διεσπαρμένος ἐπὶ πρόσωπον πάσης τῆς γῆς· καὶ ἐπλεόνασεν ὁ δρυμὸς τοῦ καταφαγεῖν ἐκ τοῦ λαοῦ, ὑπὲρ οὓς κατέφαγεν ἐν τῷ λαῷ ἡ μάχαιρα τῇ ἡμέρᾳ ἐκαίνῃ.
9Ed Absalom s'incontrò nella gente di Davide. Or egli cavalcava un mulo, e il mulo entrò sotto il folto di una gran quercia, e il capo di Absalom si appese alla quercia, ed egli restò sospeso fra cielo e terra; e il mulo, ch'egli avea sotto di sè, passò oltre.
9Καὶ συνήντησεν Ἀβεσσαλὼμ ἐνώπιον τῶν παίδων Δαυίδ· καὶ Ἀβεσσαλὼμ ἦν ἐπιβεβηκὼς ἐπὶ τοῦ ἡμιόνου αὐτοῦ, καὶ εἰσῆλθεν ὁ ἡμίονος ὑπὸ τὸ δάσος τῆς δρυὸς τῆς μεγάλης, καὶ περιεπλάκη ἡ κεφαλὴ αὐτοῦ ἐν τῇ δρυῒ, καὶ ἐκρεμάσθη ἀναμέσον τοῦ οὐρανοῦ καὶ ἀναμέσον τῆς γῆς, καὶ ὁ ἡμίονος ὑποκάτω αὐτοῦ παρῆλθε.
10Ed un uomo lo vide, e lo rapportò a Ioab, e disse: Ecco, io ho veduto Absalom appeso ad una quercia.
10Καὶ εἶδεν ἀνὴρ εἷς, καὶ ἀνήγγειλε τῷ Ἰωὰβ, καὶ εἶπεν, ἰδοὺ ἑώρακα τὸν Ἀβεσσαλὼμ κρεμάμενον ἐν τῇ δρυΐ.
11E Ioab disse a colui che gli rapportava questo: Ecco, poichè tu l'hai veduto, perchè non l'hai percosso, e messo per terra in quel luogo stesso? e a me sarebbe stato il darti dieci sicli d'argento e una cintura. Ma quell'uomo disse a Ioab:
11Καὶ εἶπεν Ἰωὰβ τῷ ἀνδρὶ τῇ ἀναγγέλλοντι αὐτῷ, καὶ ἰδοὺ ἑώρακας· τί ὅτι οὐκ ἐπάταξας αὐτὸν ἐκεῖ εἰς τὴν γῆν; καὶ ἐγὼ ἂν δεδώκειν σοι δέκα ἀργυρίου καὶ παραζώνην μίαν.
12Quantunque io avessi nelle palme delle mani mille sicli d'argento contanti, non però metterei la mano addosso al figliuolo del re: perciocchè il re ha dato comandamento, udenti noi, a te, e ad Abisai, e ad Ittai, dicendo: Guardate che alcun di voi non metta la mano sopra il giovane Absalom.
12Εἶπε δὲ ὁ ἀνὴρ πρὸς Ἰωὰβ, καὶ ἐγώ εἰμι ἵστημι ἐπὶ τὰς χεῖράς μου χιλίους σίκλους ἀργυρίου, οὐ μὴ ἐπιβάλω τὴν χεῖρά μου ἐπὶ τὸν υἱὸν τοῦ βασιλέως· ὅτι ἐν τοῖς ὠσὶν ἡμῶν ἐνετείλατο ὁ βασιλεύς σοι καὶ τῷ Ἀβεσσὰ καὶ τῷ Ἐθὶ, λέγων, φυλάξατέ μοι τὸ παιδάριον τὸν Ἀβεσσαλὼμ,
13E se io avessi fatta questa fraude contro alla mia vita, poichè cosa niuna è occulta al re, tu te ne staresti lontan da me .
13μὴ ποιῆσαι ἐν τῇ ψυχῇ αὐτοῦ ἄδικον· καὶ πᾶς ὁ λόγος οὐ λήσεται ἀπὸ τοῦ βασιλέως, καὶ σὺ στήσῃ ἐξεναντίας.
14E Ioab rispose: Io non me ne starò così a bada in presenza tua. E prese tre dardi in mano, e li ficcò nel petto di Absalom, ch'era ancora vivo in mezzo della quercia.
14Καὶ εἶπεν Ἰωὰβ, τοῦτο ἐγὼ ἄρξομαι, οὐχ οὕτως μενῶ ἐνώπιόν σου· καὶ ἔλαβεν Ἰωὰβ τρία βέλη ἐν τῇ χειρὶ αὐτοῦ, καὶ ἐνέπηξεν αὐτὰ ἐν τῇ καρδίᾳ Ἀβεσσαλὼμ, ἔτι αὐτοῦ ζῶντος ἐν τῇ καρδίᾳ τῆς δρυός.
15Poi dieci fanti, scudieri di Ioab, circondarono Absalom, e lo percossero, e l'ammazzarono.
15Καὶ ἐκύκλωσαν δέκα παιδάρια αἴροντα τὰ σκεύη Ἰωὰβ, καὶ ἐπάταξαν τὸν Ἀβεσσαλὼμ, καὶ ἐθανάτωσαν αὐτόν.
16Allora Ioab sonò con la tromba, e il popolo se ne ritornò dalla caccia d'Israele; perciocchè Ioab rattenne il popolo.
16Καὶ ἐσάλπισεν Ἰωὰβ ἐν κερατίνῃ, καὶ ἀπέστρεψεν ὁ λαὸς τοῦ μὴ διώκειν ὀπίσω Ἰσραὴλ, ὅτι ἐφείδετο Ἰωὰβ τοῦ λαοῦ.
17Poi presero Absalom, e lo gittarono nella selva, dentro una gran fossa; e alzarono sopra quella un grandissimo mucchio di pietre; e tutto Israele fuggì, ciascuno alle sue stanze.
17Καὶ ἔλαβε τὸν Ἀβεσσαλὼμ, καὶ ἔῤῥιψεν αὐτὸν εἰς χάσμα μέγα ἐν τῷ δρυμῷ εἰς τὸν βόθυνον τὸν μέγαν, καὶ ἐστήλωσεν ἐπʼ αὐτὸν σωρὸν λίθων μέγαν σφόδρα· καὶ πᾶς Ἰσραὴλ ἔφυγεν ἀνὴρ εἰς τὸ σκήνωμα αὐτοῦ.
18Or Absalom, mentre era in vita, avea preso il piliere ch' è nella Valle del re, e se l'avea rizzato; perciocchè diceva: Io non ho figliuoli, per conservar la memoria del mio nome; e chiamò quel piliere del suo nome. Laonde infino a questo giorno è stato chiamato: Il piliere di Absalom.
18Καὶ Ἀβεσσαλὼμ ἔτι ζῶν ἔλαβε καὶ ἔστησεν ἑαυτῷ τὴν στήλην ἐν ᾗ ἐλήφθη, καὶ ἐστήλωσεν αὐτὴν λαβεῖν τὴν στήλην τὴν ἐν τῇ βασιλέως, ὅτι εἶπεν, ὅτι οὐκ ἔστιν αὐτῷ υἱὸς ἕνεκν τοῦ ἀναμνῆσαι τὸ ὄνομα αὐτοῦ· καὶ ἐκάλεσε τὴν στήλην, Χεὶρ Ἀβεσσαλὼμ, ἕως τῆς ἡμέρας ταύτης.
19ED Ahimaas, figliuolo di Sadoc, disse: Deh! ch'io corra, e porti al re queste buone novelle, che il Signore gli ha fatto ragione, liberandolo dalla mano de' suoi nemici.
19Καὶ Ἀχιμάας υἱὸς Σαδὼκ εἶπε, δράμω δὴ καὶ εὐαγγελιῶ τῷ βασιλεῖ, ὅτι ἔκρινε Κύριος ἐκ χειρὸς τῶν ἐχθρῶν αὐτοῦ.
20Ma Ioab gli disse: Tu non saresti oggi portatore di buone novelle; un altro giorno porterai le novelle; ma oggi tu non porteresti buone novelle; perciocchè il figliuolo del re è morto.
20Καὶ εἶπεν αὐτῷ Ἰωὰβ, οὐκ ἀνὴρ εὐαγγελίας σὺ ἐν τῇ ἡμέρᾳ ταύτῃ, καὶ εὐαγγελιῇ ἐν ἡμέρᾳ ἄλλῃ· ἐν δὲ τῇ ἡμέρᾳ ταύτῃ οὐκ εὐαγγελιῇ, οὗ εἵνεκεν ὁ υἱὸς τοῦ βασιλέως ἀπέθανε.
21E Ioab disse ad un Etiopo: Va', rapporta al re ciò che tu hai veduto. E l'Etiopo s'inchinò a Ioab, e poi si mise a correre.
21Καὶ εἶπεν Ἰωὰβ τῷ Χουσὶ, Βαδίσας ἀνάγγειλον τῷ βασιλεῖ ὅσα εἶδες· καὶ προσεκύνησε Χουσεὶ τῷ Ἰωὰβ, καὶ ἐξῆλθε.
22E Ahimaas, figliuolo di Sadoc, disse di nuovo a Ioab: Checchè sia, lascia , ti prego, che ancora io corra dietro all'Etiopo. E Ioab gli disse: Perchè vuoi così correre, figliuol mio, poichè non ti si presenta alcuna buona novella a portare?
22Καὶ προσέθετο ἕτι Ἀχιμάας υἱὸς Σαδὼκ, καὶ εἶπε πρὸς Ἰωὰβ, καὶ ἔστω, ὅτι δράμω καί γε ἐγὼ ὀπίσω τοῦ Χουσί· καὶ εἶπεν Ἰωὰβ, ἱνατί σὺ τοῦτο τρέχεις, υἱέ μου; δεῦρο, οὐκ ἔστι σοι εὐαγγέλια εἰς ὠφέλειαν πορευομένῳ.
23Ed egli disse: Checchè sia, io correrò. E Ioab gli disse: Corri. Ahimaas adunque si mise a correre per la via della pianura, ed avanzò l'Etiopo.
23Καὶ εἶπε, τί γὰρ ἐὰν δράμω; καὶ εἶπεν αὐτῷ Ἰωὰβ, δράμε· καὶ ἔδραμεν Ἀχιμάας τὴν ὁδὸν τὴν τοῦ Κεχὰρ, καὶ ὑπερέβη τὸν Χουσί.
24Or Davide sedeva fra le due porte; e la guardia ch'era alla veletta salì in sul tetto della porta, in sul muro, ed alzò gli occhi, e riguardò; ed ecco un uomo che correva tutto solo.
24Καὶ Δαυὶδ ἐκάθητο ἀναμέσον τῶν δύο πυλῶν· καὶ ἐπορεύθη ὁ σκοπὸς εἰς τὸ δῶμα τῆς πύλης πρὸς τὸ τεῖχος, καὶ ἐπῇρε τοὺς ὀφθαλμοὺς αὐτοῦ, καὶ εἶδε. καὶ ἰδοὺ ἀνὴρ τρέχων μόνος ἐνώπιον αὐτοῦ.
25E la guardia gridò, e lo fece assapere al re. E il re disse: Se egli è solo, egli porta novelle. E colui si andava del continuo accostando.
25Καὶ ἀνεβόησεν ὁ σκοπὸς καὶ ἀπήγγειλε τῷ βασιλεῖ· καὶ εἶπεν ὁ βασιλεὺς, εἰ μόνος ἐστὶν, εὐαγγέλια ἐν τῷ στόματι αὐτοῦ· καὶ ἐπορεύετο πορευόμενος καὶ ἐγγίζων.
26Poi la guardia vide un altro uomo che correva; e gridò al portinaio, e disse: Ecco un altro uomo che corre tutto solo. E il re disse: Anche costui porta novelle.
26Καὶ εἶδεν ὁ σκοπὸς ἄνδρα ἕτερον τρέχοντα· καὶ ἐβόησεν ὁ σκοπὸς πρὸς τῇ πύλῃ, καὶ εἶπε, καὶ ἰδοὺ ἀνὴρ ἕτερος τρέχων μόνος· καὶ εἶπεν ὁ βασιλεὺς, καί γε οὗτος εὐαγγελιζόμενος.
27E la guardia disse: Il correr del primo mi pare il correre di Ahimaas, figliuolo di Sadoc. E il re disse: Costui è uomo da bene; egli deve venire per alcuna buona novella.
27Καὶ εἶπεν ὁ σκοπός, ἐγὼ ὁρῶ τὸν δρόμον τοῦ πρώτου ὡς δρόμον Ἀχιμάας υἱοῦ Σαδώκ· καὶ εἶπεν ὁ βασιλεὺς, ἀνὴρ ἀγαθὸς οὗτος, καί γε εἰς εὐαγγελίαν ἀγαθὴν ἐλεύσεται.
28Allora Ahimaas gridò, e disse al re: Bene stii. E, dopo essersi inchinato in terra davanti al re sopra la sua faccia, disse: Benedetto sia il Signore Iddio tuo, il quale ti ha dati nelle mani quegli uomini che aveano levate le mani loro contro al re, mio signore.
28Καὶ ἐβόησεν Ἀχιμάας, καὶ εἶπε πρὸς τὸν βασιλέα, εἰρήνη· καὶ προσεκύνησε τῷ βασιλεῖ ἐπὶ πρόσωπον αὐτοῦ ἐπὶ τὴν γῆν, καὶ εἶπεν, εὐλογητὸς Κύριος ὁ Θεός σου, ὃς ἀπέκλεισε τοὺς ἄνδρας τοὺς ἐπαραμένους τὴν χεῖρα αὐτῶν ἐν τῷ κυρίῳ μου τῷ βασιλεῖ.
29E il re disse: Il giovane Absalom è egli sano e salvo? Ed Ahimaas disse: Io vidi una gran calca, quando Ioab mandò il fante del re, e me , tuo servitore; ma io non ho saputo che cosa si fosse .
29Καὶ εἶπεν ὁ βασιλεὺς, εἰρήνη τῷ παιδαρίῳ τῷ Ἀβεσσαλώμ; καὶ εἶπεν Ἀχιμάας, εἶδον τὸ πλῆθος τὸ μέγα τοῦ ἀποστεῖλαι τὸν δοῦλον τοῦ βασιλέως Ἰωὰβ καὶ τὸν δοῦλόν σου, καὶ οὐκ ἔγνων τί ἐκεῖ.
30E il re gli disse: Va' da canto, e fermati là. Egli adunque andò da canto, e si fermò.
30Καὶ εἶπεν ὁ βασιλεὺς, ἐπίστρεψον, στηλώθητι ὧδε· καὶ ἐπεστράφη, καὶ ἔστη.
31Ed ecco, l'Etiopo giunse, e disse: Il re, mio signore, riceva queste buone novelle, che il Signore ti ha oggi fatto ragione, liberandoti delle mani di tutti coloro che si erano levati contro a te.
31Καὶ ἰδοὺ ὁ Χουσὶ παρεγένετο, καὶ εἶπε τῷ βασιλεῖ, εὐαγγελισθήτω ὁ κύριός μου ὁ βασιλεὺς, ὅτι ἔκρινέ σοι Κύριος σήμερον ἐκ χειρὸς πάντων τῶν ἐπεγειρομένων ἐπὶ σέ.
32E il re disse all'Etiopo: Il giovane Absalom è egli sano e salvo? E l'Etiopo rispose: Sieno i nemici del re, mio signore, e tutti quelli che si levano contro a te per male, come il giovane.
32Καὶ εἶπεν ὁ βασιλεὺς πρὸς τὸν Χουσὶ, εἰ εἰρήνη τῷ παιδαρίῳ τῷ Ἀβεσσαλώμ; καὶ εἶπεν ὁ Χουσὶ, γένοιντο ὡς τὸ παιδάριον οἱ ἐχθροὶ τοῦ κυρίου μου τοῦ βασιλέως, καὶ πάντες ὅσοι ἐπανέστησαν ἐπʼ αὐτὸν εἰς κακά.
33Allora il re si conturbò, e salì nella sala della porta, e pianse; e, mentre andava, diceva così: Figliuol mio Absalom! figliuol mio, figliuol mio Absalom! oh! fossi io pur morto in luogo tuo, figliuol mio Absalom, figliuol mio!
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