ΙΕΡΕΜΙΑΣ 4
Septuagint (Greek Old Testament), second editionOriginal language
Septuagint (Greek Old Testament), second edition
Diodati Bibbia 1885
1ΕΑΝ ἐπιστραφῇ Ἰσραήλ, λέγει Κύριος, πρός με ἐπιστραφήσεται· καὶ ἐὰν περιέλῃ τὰ βδελύγματα αὐτοῦ ἐκ στόματος αὐτοῦ καὶ ἀπὸ τοῦ προσώπου μου εὐλαβηθῇ
1O Israele, se tu ti converti, dice il Signore, convertiti a me; e se tu togli dal mio cospetto le tue abbominazioni, e non vai più vagando,
2καὶ ὀμόσῃ· ζῇ Κύριος μετὰ ἀληθείας ἐν κρίσει καὶ ἐν δικαιοσύνῃ, καὶ εὐλογήσουσιν ἐν αὐτῷ ἔθνη καὶ ἐν αὐτῷ αἰνέσουσι τῷ Θεῷ ἐν Ἱερουσαλήμ.
2e giuri: Il Signore vive, veracemente, dirittamente, e giustamente; allora, le genti si benediranno in te, e in te si glorieranno.
3ὅτι τάδε λέγει Κύριος τοῖς ἀνδράσιν Ἰούδα καὶ τοῖς κατοικοῦσιν Ἱερουσαλήμ· νεώσατε ἑαυτοῖς νεώματα καὶ μὴ σπείρητε ἐπ' ἀκάνθαις.
3Perciocchè, così ha detto il Signore a que' di Giuda, e di Gerusalemme: Aratevi il campo novale, e non seminate fra le spine.
4περιτμήθητε τῷ Θεῷ ὑμῶν καὶ περιτέμνεσθε τὴν σκληροκαρδίαν ὑμῶν, ἄνδρες Ἰούδα καὶ οἱ κατοικοῦντες Ἱερουσαλήμ, μὴ ἐξέλθῃ ὡς πῦρ ὁ θυμός μου καὶ ἐκκαυθήσεται, καὶ οὐκ ἔσται ὁ σβέσων ἀπὸ προσώπου πονηρίας ἐπιτηδευμάτων ὑμῶν.
4Uomini di Giuda, ed abitanti di Gerusalemme, circoncidetevi al Signore, e togliete l'incirconcisione del vostro cuore; che talora l'ira mia non esca a guisa di fuoco, e non arda, e non vi sia alcuno che la spenga; per la malvagità de' vostri fatti.
5Ἀναγγείλατε ἐν τῷ Ἰούδᾳ, καὶ ἀκουσθήτω ἐν Ἱερουσαλήμ· εἴπατε· σημάνατε ἐπὶ τῆς γῆς σάλπιγγι καὶ κεκράξατε μέγα· εἴπατε· συνάχθητε καὶ εἰσέλθωμεν εἰς τὰς πόλεις τὰς τειχήρεις.
5ANNUNZIATE in Giuda, e bandite in Gerusalemme, e dite: Sonate la tromba per lo paese, gridate, raunate il popolo , e dite: Raccoglietevi, ed entriamo nelle città forti.
6ἀναλαβόντες φεύγετε εἰς Σιών· σπεύσατε, μὴ στῆτε, ὅτι κακὰ ἐγὼ ἐπάγω ἀπὸ βορρᾶ καὶ συντριβὴν μεγάλην.
6Alzate la bandiera verso Sion, fiuggite di forza, non restate; perciocchè io fo venir d'Aquilone na calamità, ed una gran ruina.
7ἀνέβη λέων ἐκ τῆς μάνδρας αὐτοῦ, ἐξολοθρεύων ἔθνη ἐξῆρε καὶ ἐξῆλθεν ἐκ τοῦ τόπου αὐτοῦ τοῦ θεῖναι τὴν γῆν εἰς ἐρήμωσιν, καὶ αἱ πόλεις καθαιρεθήσονται παρὰ τὸ μὴ κατοικεῖσθαι αὐτάς.
7Il leone è salito fuor del suo ricetto, e il distruggitore delle genti è partito; egli è uscito del suo luogo, per mettere il tuo paese in desolazione, e per far che le tue città sieno ruinate, per modo che niuno abiti più in esse .
8ἐπὶ τούτοις περιζώσασθε σάκκους καὶ κόπτεσθε καὶ ἀλαλάξατε, διότι οὐκ ἀπεστράφη ὁ θυμὸς Κυρίου ἀφ' ὑμῶν.
8Perciò, cingetevi di sacchi, fate cordoglio, ed urlate; imperocchè l'ardor dell'ira del Signore non si è stornato da noi.
9καὶ ἔσται ἐν ἐκείνῃ τῇ ἡμέρᾳ, λέγει Κύριος, ἀπολεῖται ἡ καρδία τοῦ βασιλέως καὶ ἡ καρδία τῶν ἀρχόντων, καὶ οἱ ἱερεῖς ἐκστήσονται, καὶ οἱ προφῆται θαυμάσονται.
9Ed avverrà in quel giorno, dice il Signore, che il cuor del re, e de' principi, verrà meno; e i sacerdoti saranno stupefatti, ed i profeti attoniti.
10καὶ εἶπα· ὦ δέσποτα Κύριε, ἄρα γε ἀπατῶν ἠπάτησας τὸν λαὸν τοῦτον καὶ τὴν Ἱερουσαλὴμ λέγων· εἰρήνη ἔσται ὑμῖν, καὶ ἰδοὺ ἥψατο ἡ μάχαιρα ἕως τῆς ψυχῆς αὐτῶν.
10Ed io ho detto: Ahi! Signore Iddio! hai tu pure ingannato questo popolo, e Gerusalemme, dicendo: Voi avrete pace; e pur la spada è giunta infino all'anima!
11ἐν τῷ καιρῷ ἐκείνῳ ἐροῦσι τῷ λαῷ τούτῳ καὶ τῇ Ἱερουσαλήμ· πνεῦμα πλανήσεως ἐν τῇ ἐρήμῳ, ὁδὸς τῆς θυγατρὸς τοῦ λαοῦ μου οὐκ εἰς καθαρὸν οὐδ' εἰς ἅγιον.
11In quel tempo si dirà a questo popolo, ed a Gerusalemme: Un vento secco, qual soffia ne' luoghi elevati, soffia nel deserto, traendo verso la figliuola del mio popolo; il quale non è da sventolare, nè da nettare;
12πνεῦμα πληρώσεως ἥξει μοι· νῦν δὲ ἐγὼ λαλῶ κρίματά μου πρὸς αὐτούς.
12un vento, più forte che tali venti , verrà da parte mia; ora anch'io pronunzierò loro i miei giudicii.
13ἰδοὺ ὡς νεφέλη ἀναβήσεται καὶ ὡς καταιγὶς τὰ ἅρματα αὐτοῦ, κουφότεροι ἀετῶν οἱ ἵπποι αὐτοῦ· οὐαὶ ἡμῖν, ὅτι ταλαιπωροῦμεν.
13Ecco, colui salirà a guisa di nuvole, ed i suoi carri saranno come un turbo; i suoi cavalli saranno più leggieri che aquile. Guai a noi! perciocchè siamo deserti.
14ἀπόπλυνε ἀπὸ κακίας τὴν καρδίαν σου, Ἱερουσαλήμ, ἵνα σωθῇς· ἕως πότε ὑπάρχουσιν ἐν σοὶ διαλογισμοὶ πόνων σου;
14O Gerusalemme, lava il cuor tuo di malvagità, acciocchè tu sii salvata; infino a quando albergherai tu dentro di te i pensieri della tua iniquità?
15διότι φωνὴ ἀγγέλλοντος ἐκ Δὰν ἥξει, καὶ ἀκουσθήσεται πόνος ἐξ ὄρους Ἐφραίμ.
15Conciossiachè vi sia na voce, che annunzia che l'iniquità è maggiore che in Dan; e bandisce ch'ella è più grave che nel monte di Efraim.
16ἀναμνήσατε ἔθνη, ἰδοὺ ἥκασιν· ἀναγγείλατε ἐν Ἱερουσαλήμ, συντροφαὶ ἔρχονται ἐκ γῆς μακρόθεν καὶ ἔδωκαν ἐπὶ τὰς πόλεις Ἰούδα φωνὴν αὐτῶν.
16Avvertite le genti; ecco, adunate a grida contro a Gerusalemme degli assediatori, che vengano di lontan paese, e mandino fuori le lor grida contro alle città di Giuda.
17ὡς φυλάσσοντες ἀγρὸν ἐγένοντο ἐπ' αὐτὴν κύκλῳ, ὅτι ἐμοῦ ἠμέλησας, λέγει Κύριος.
17Essi si son posti contro a Gerusalemme d'ogn'intorno, a guisa delle guardie de' campi; perciocchè ella mi è stata ribella, dice il Signore.
18αἱ ὁδοί σου καὶ τὰ ἐπιτηδεύματά σου ἐποίησαν ταῦτά σοι· αὕτη ἡ κακία σου, ὅτι πικρά, ὅτι ἥψατο ἕως τῆς καρδίας σου.
18Il tuo procedere, ed i tuoi fatti, ti hanno fatte queste cose; questa tua malvagità ha fatto che ti è avvenuta amaritudine, e ch'ella ti è giunta infino al cuore.
19τὴν κοιλίαν μου, τὴν κοιλίαν μου ἀλγῶ, καὶ τὰ αἰσθητήρια τῆς καρδίας μου· μαιμάσσει ἡ ψυχή μου, σπαράσσεται ἡ καρδία μου, οὐ σιωπήσομαι, ὅτι φωνὴν σάλπιγγος ἤκουσεν ἡ ψυχή μου, κραυγὴν πολέμου.
19Ahi! le mie interiora, le mie interiora! io sento un gran dolore; ahi! il chiuso del mio cuore! il mio cuore romoreggia in me; io non posso racchetarmi; perciocchè, o anima mia, tu hai udito il suon della tromba, lo stormo della guerra.
20καὶ ταλαιπωρίαν συντριμμὸν ἐπικαλεῖται, ὅτι τεταλαιπώρηκε πᾶσα ἡ γῆ· ἄφνω τεταλαιπώρηκεν ἡ σκηνή, διεσπάσθησαν αἱ δέρρεις μου.
20Una ruina è chiamata dietro all'altra ruina; conciossiachè tutto il paese sia guasto; le mie tende sono state di subito guaste, ed i miei teli in un momento.
21ἕως πότε ὄψομαι φεύγοντας ἀκούων φωνὴν σαλπίγγων;
21Infino a quando vedrò la bandiera, e udirò il suon della tromba?
22διότι οἱ ἡγούμενοι τοῦ λαοῦ μου ἐμὲ οὐκ ᾔδεισαν, υἱοὶ ἄφρονές εἰσι καὶ οὐ συνετοί· σοφοί εἰσι τοῦ κακοποιῆσαι, τὸ δὲ καλῶς ποιῆσαι οὐκ ἐπέγνωσαν.
22Questo è perciocchè il mio popolo è stolto, e non mi conoscono; son figliuoli pazzi, e non hanno alcuno intendimento; ben sono cauti a far male, ma non hanno alcun conoscimento da far bene.
23ἐπέβλεψα ἐπὶ τὴν γῆν, καὶ ἰδοὺ οὐθέν, καὶ εἰς τὸν οὐρανόν, καὶ οὐκ ἦν τὰ φῶτα αὐτοῦ·
23Io ho riguardata la terra; ed ecco, era una cosa tutta guasta, e deserta; ho anche riguardati i cieli, e la lor luce non era più.
24εἶδον τὰ ὄρη, καὶ ἦν τρέμοντα, καὶ πάντας τοὺς βουνοὺς ταρασσομένους·
24Ho riguardati i monti; ed ecco, tremavano, e tutti i colli erano scrollati.
25ἐπέβλεψα, καὶ ἰδοὺ οὐκ ἦν ἄνθρωπος, καὶ πάντα τὰ πετεινὰ τοῦ οὐρανοῦ ἐπτοεῖτο·
25Io ho riguardato; ed ecco, gli uomini non erano più ; ed anche tutti gli uccelli de' cieli si erano dileguati.
26εἶδον, καὶ ἰδοὺ ὁ Κάρμηλος ἔρημος, καὶ πᾶσαι αἱ πόλεις ἐμπεπυρισμέναι πυρὶ ἀπὸ προσώπου Κυρίου, καὶ ἀπὸ προσώπου ὀργῆς θυμοῦ αὐτοῦ ἠφανίσθησαν.
26Io ho riguardato; ed ecco, Carmel era un deserto, e tutte le sue città erano distrutte dal Signore, per l'ardor della sua ira.
27τάδε λέγει Κύριος· ἔρημος ἔσται πᾶσα ἡ γῆ, συντέλειαν δὲ οὐ μὴ ποιήσω.
27Perciocchè, così ha detto il Signore: Tutto il paese sarà desolato, ma non farò ancora fine.
28ἐπὶ τούτοις πενθείτω ἡ γῆ, καὶ συσκοτασάτω ὁ οὐρανὸς ἄνωθεν, διότι ἐλάλησα καὶ οὐ μετανοήσω, ὥρμησα καὶ οὐκ ἀποστρέψω ἀπ' αὐτῆς.
28Per tanto la terra farà cordoglio, e i cieli di sopra scureranno; perciocchè io ho pronunziata, io ho pensata la cosa , e non me ne pentirò, nè storrò.
29ἀπὸ φωνῆς ἱππέως καὶ ἐντεταμένου τόξου ἀνεχώρησε πᾶσα ἡ χώρα· εἰσέδυσαν εἰς τὰ σπήλαια καὶ εἰς τὰ ἄλση ἐκρύβησαν καὶ ἐπὶ τὰς πέτρας ἀνέβησαν· πᾶσα πόλις ἐγκατελείφθη, οὐ κατοικεῖ ἐν αὐταῖς ἄνθρωπος.
29Tutte le città se ne fuggono, per lo strepito de' cavalieri, e de' saettatori; entrano in boschi folti, e salgono sopra le rocce; ogni città è abbandonata, e niuno vi abita più .
30καὶ σὺ τί ποιήσεις, ἐὰν περιβάλῃ κόκκινον καὶ κοσμήσῃ κόσμῳ χρυσῷ, ἐὰν ἐγχρίσῃ στίβι τοὺς ὀφθαλμούς σου; εἰ μάταιον ὡραϊσμός σου· ἀπώσαντό σε οἱ ἐρασταί σου, τὴν ψυχήν σου ζητοῦσιν.
30E tu, o distrutta, che farai? benchè tu ti vesti di scarlatto, e ti adorni di fregi d'oro, e ti stiri gli occhi col liscio, in vano ti abbellisci; gli amanti ti hanno a schifo, cercano l'anima tua.
31ὅτι φωνὴν ὡς ὠδινούσης ἤκουσα, τοῦ στεναγμοῦ σου ὡς πρωτοτοκούσης, φωνὴ θυγατρὸς Σιών· ἐκλυθήσεται καὶ παρήσει τὰς χεῖρας αὐτῆς· οἴμοι ἐγώ, ὅτι ἐκλείπει ἡ ψυχή μου ἐπὶ τοῖς ἀνῃρημένοις.
31Perciocchè io ho udito un grido, come di donna che partorisce; una distretta, come di donna che è sopra parto del suo primogenito; il grido della figliuola di Sion, che sospira ansando, ed allarga le palme delle sue mani, dicendo: Ahi lassa me! perciocchè l'anima mi vien meno per gli ucciditori.
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