ΓΕΝΕΣΙΣ 44
Septuagint (Greek Old Testament), second editionOriginal language
Septuagint (Greek Old Testament), second edition
Diodati Bibbia 1885
1ΚΑΙ ἐνετείλατο ὁ Ἰωσὴφ τῷ ὄντι ἐπὶ τῆς οἰκίας αὐτοῦ λέγων· πλήσατε τοὺς μαρσίππους τῶν ἀνθρώπων βρωμάτων, ὅσα ἐὰν δύνωνται ἆραι, καὶ ἐμβάλετε ἑκάστου τὸ ἀργύριον ἐπὶ τοῦ στόματος τοῦ μαρσίππου
1E GIUSEPPE comandò, e disse al suo mastro di casa: Empi le sacca di questi uomini di vittuaglia, quanto essi ne potranno portare; e rimetti i danari di ciascuno di essi alla bocca del suo sacco.
2καὶ τὸ κόνδυ μου τὸ ἀργυροῦν ἐμβάλετε εἰς τὸν μάρσιππον τοῦ νεωτέρου καὶ τὴν τιμὴν τοῦ σίτου αὐτοῦ. ἐγενήθη δὲ κατὰ τὸ ρῆμα Ἰωσήφ, καθὼς εἶπε.
2Metti eziandio la mia coppa, quella coppa di argento, alla bocca del sacco del minore, insieme co' danari del suo grano. Ed egli fece come Giuseppe gli avea detto.
3τὸ πρωΐ διέφαυσε, καὶ οἱ ἄνθρωποι ἀπεστάλησαν, αὐτοὶ καὶ οἱ ὄνοι αὐτῶν.
3In su lo schiarir della mattina, quegli uomini furono accommiatati co' loro asini.
4ἐξελθόντων δὲ αὐτῶν τὴν πόλιν, οὐκ ἀπέσχον μακράν, καὶ Ἰωσὴφ εἶπε τῷ ἐπὶ τῆς οἰκίας αὐτοῦ· ἀναστὰς ἐπιδίωξον ὀπίσω τῶν ἀνθρώπων καὶ καταλήψῃ αὐτοὺς καὶ ἐρεῖς αὐτοῖς· τί ὅτι ἀνταπεδώκατε πονηρὰ ἀντὶ καλῶν; ἱνατί ἐκλέψατέ μου τὸ κόνδυ τὸ ἀργυροῦν;
4Essendo usciti fuor della città, e non essendo ancora lungi, Giuseppe disse al suo mastro di casa: Levati, persegui quegli uomini; e, quando tu li avrai aggiunti, di' loro: Perchè avete voi renduto mal per bene?
5οὐ τοῦτό ἐστιν, ἐν ᾧ πίνει ὁ κύριός μου; αὐτὸς δὲ οἰωνισμῷ οἰωνίζεται ἐν αὐτῷ. πονηρὰ συντετελέκατε, ἃ πεποιήκατε.
5Non è quella la coppa , nella quale il mio signore suol bere, per la quale egli suole indovinare? voi avete malvagiamente operato in ciò che avete fatto.
6εὑρὼν δὲ αὐτοὺς εἶπεν αὐτοῖς κατὰ τὰ ρήματα ταῦτα.
6Egli adunque li raggiunse, e disse loro quelle parole.
7οἱ δὲ εἶπαν αὐτῷ· ἱνατί λαλεῖ ὁ κύριος κατὰ τὰ ρήματα ταῦτα; μὴ γένοιτο τοῖς παισί σου ποιῆσαι κατὰ τὸ ρῆμα τοῦτο.
7Ed essi gli dissero: Perchè dice il mio signore cotali parole? tolga Iddio che i tuoi servitori facciano una cotal cosa.
8εἰ τὸ μὲν ἀργύριον, ὁ εὕρομεν ἐν τοῖς μαρσίπποις ἡμῶν, ἀπεστρέψαμεν πρὸς σὲ ἐκ γῆς Χαναάν, πῶς ἂν κλέψαιμεν ἐκ τοῦ οἴκου τοῦ κυρίου σου ἀργύριον ἢ χρυσίον;
8Ecco, noi ti riportammo dal paese di Canaan i danari che avevamo trovati alle bocche delle nostre sacca; come dunque avremmo noi rubato della casa del tuo signore oro od argento?
9παρ᾿ ᾧ ἂν εὕρῃς τὸ κόνδυ τῶν παίδων σου, ἀποθνησκέτω· καὶ ἡμεῖς δὲ ἐσόμεθα παῖδες τῷ κυρίῳ ἡμῶν.
9Muoia colui de' tuoi servitori, appo il quale quella coppa sarà trovata; e oltre a ciò noi saremo servi al mio signore.
10ὁ δὲ εἶπε· καὶ νῦν ὡς λέγετε, οὕτως ἔσται· παρ᾿ ᾧ ἂν εὑρεθῇ τὸ κόνδυ, ἔσται μου παῖς, ὑμεῖς δὲ ἔσεσθε καθαροί.
10Ed egli disse: Quantunque ora fosse ragionevole di far secondo le vostre parole, pur nondimeno colui solo appo il quale ella sarà trovata, mi sarà servo, e voi altri sarete sciolti.
11καὶ ἔσπευσαν καὶ καθεῖλαν ἕκαστος τὸν μάρσιππον αὐτοῦ ἐπὶ τὴν γῆν καὶ ἤνοιξαν ἕκαστος τὸν μάρσιππον αὐτοῦ.
11E ciascun d'essi mise giù il suo sacco in terra, e l'aperse.
12ἠρεύνησε δὲ ἀπὸ τοῦ πρεσβυτέρου ἀρξάμενος, ἕως ἦλθεν ἐπὶ τὸν νεώτερον, καὶ εὗρε τὸ κόνδυ ἐν τῷ μαρσίππῳ τοῦ Βενιαμίν.
12E il maestro di casa li frugò tutti , cominciando dal sacco del maggiore, e finendo a quel del minore; e la coppa fu ritrovata nel sacco di Beniamino.
13καὶ διέρρηξαν τὰ ἱμάτια αὐτῶν καὶ ἐπέθηκαν ἕκαστος τὸν μάρσιππον αὐτοῦ ἐπί τὸν ὄνον αὐτοῦ, καὶ ἐπέστρεψαν εἰς τὴν πόλιν.
13Allora essi stracciarono i lor vestimenti; e, caricato ciascuno il suo asino, tornarono nella città.
14εἰσῆλθε δὲ Ἰούδας καὶ οἱ ἀδελφοὶ αὐτοῦ πρὸς Ἰωσήφ, ἔτι αὐτοῦ ὄντος ἐκεῖ, καὶ ἔπεσον ἐναντίον αὐτοῦ ἐπὶ τὴν γῆν.
14E Giuda, co' suoi fratelli, entrò nella casa di Giuseppe, il quale era ancora quivi; ed essi si gittarono in terra davanti a lui.
15εἶπε δὲ αὐτοῖς Ἰωσήφ· τί τὸ πρᾶγμα τοῦτο ἐποιήσατε; οὐκ οἴδατε ὅτι οἰωνισμῷ οἰωνιεῖται ὁ ἄνθρωπος, οἷος ἐγώ;
15E Giuseppe disse loro: Quale è questo atto che voi avete fatto? non sapete voi che un par mio per certo indovina?
16εἶπε δὲ Ἰούδας· τί ἀντεροῦμεν τῷ κυρίῳ, ἢ τί λαλήσομεν, ἢ τί δικαιωθῶμεν; ὁ Θεὸς δὲ εὗρε τὴν ἀδικίαν τῶν παίδων σου. ἰδού ἐσμεν οἰκέται τῷ κυρίῳ ἡμῶν, καὶ ἡμεῖς καὶ παρ᾿ ᾧ εὑρέθη τὸ κόνδυ.
16E Giuda disse: Che diremo al mio signore? quali parole useremo? e come ci giustificheremo noi? Iddio ha ritrovata l'iniquità de' tuoi servitori; ecco, noi siamo servi al mio signore, così noi altri , come colui appo il quale è stata ritrovata la coppa.
17εἶπε δὲ Ἰωσήφ· μή μοι γένοιτο ποιῆσαι τὸ ρῆμα τοῦτο· ὁ ἄνθρωπος, παρ᾿ ᾧ εὑρέθη τὸ κόνδυ αὐτὸς ἔσται μου παῖς. ὑμεῖς δὲ ἀνάβητε μετὰ σωτηρίας πρὸς τὸν πατέρα ὑμῶν.
17Ma Giuseppe disse: Tolga Iddio che io faccia questo; colui, appo il quale è stata trovata la coppa, mi sia servo, e voi altri ritornatevene in pace a vostro padre.
18Ἐγγίσας δὲ αὐτῷ Ἰούδας εἶπε· δέομαι, κύριε· λαλησάτω ὁ παῖς σου ρῆμα ἐναντίον σου, καὶ μὴ θυμωθῇς τῷ παιδί σου, ὅτι σὺ εἶ μετὰ Φαραώ.
18E Giuda gli si accostò, e disse: Ahi! signor mio: deh! lascia che il tuo servitore dica una parola al mio signore, e non accendasi la tua ira contro al tuo servitore; conciossiachè tu sii appunto come Faraone.
19κύριε, σὺ ἠρώτησας τοὺς παῖδάς σου, λέγων· εἰ ἔχετε πατέρα ἢ ἀδελφόν;
19Il mio signore domandò i suoi servitori, dicendo: Avete voi padre o fratello?
20καὶ εἴπαμεν τῷ κυρίῳ· ἔστιν ἡμῖν πατὴρ πρεσβύτερος καὶ παιδίον γήρους νεώτερον αὐτῷ, καὶ ὁ ἀδελφὸς αὐτοῦ ἀπέθανεν, αὐτὸς δὲ μόνος ὑπελείφθη τῇ μητρὶ αὐτοῦ, ὁ δὲ πατὴρ αὐτὸν ἠγάπησεν.
20Enoi: dicemmo al mio signore: Noi abbiamo un padre vecchio, e un giovane piccol fratello, nato a nostro padre nella sua vecchiezza, e il suo fratello è morto; talchè egli è rimasto solo di sua madre, e suo padre l'ama.
21εἶπας δὲ τοῖς παισί σου· καταγάγετε αὐτὸν πρός με, καὶ ἐπιμελοῦμαι αὐτοῦ.
21Allora tu dicesti a' tuoi servitori: Menatemelo, ed io porrò l'occhio mio sopra lui.
22καὶ εἴπαμεν τῷ κυρίῳ· οὐ δυνήσεται τὸ παιδίον καταλιπεῖν τὸν πατέρα αὐτοῦ· ἐὰν δὲ καταλίπῃ τὸν πατέρα, ἀποθανεῖται.
22E noi dicemmo al mio signore: Il fanciullo non può lasciar suo padre; perciocchè s'egli lo lasciasse, suo padre morrebbe.
23σὺ δὲ εἶπας τοῖς παισί σου· ἐὰν μὴ καταβῇ ὁ ἀδελφὸς ὑμῶν ὁ νεώτερος μεθ᾿ ὑμῶν, οὐ προσθήσεσθε ἰδεῖν τὸ πρόσωπόν μου.
23E tu dicesti a' tuoi servitori: Se il vostro fratel minore non iscende con voi, voi non vedrete più la mia faccia.
24ἐγένετο δὲ ἡνίκα ἀνέβημεν πρὸς τὸν παῖδά σου πατέρα ἡμῶν, ἀπηγγείλαμεν αὐτῷ τὰ ρήματα τοῦ κυρίου ἡμῶν.
24Come dunque fummo ritornati a mio padre, tuo servitore, gli rapportammo le parole del mio signore.
25εἶπε δὲ ὁ πατὴρ ἡμῶν· βαδίσατε πάλιν καὶ ἀγοράσατε ἡμῖν μικρὰ βρώματα.
25Dipoi nostro padre disse: Tornate a comperarci un poco di vittuaglia.
26ἡμεῖς δέ εἴπομεν· οὐ δυνησόμεθα καταβῆναι. ἀλλ᾿ εἰ μὲν ὁ ἀδελφὸς ἡμῶν ὁ νεώτερος καταβαίνει μεθ᾿ ἡμῶν, καταβησόμεθα· οὐ γὰρ δυνησόμεθα ἰδεῖν τὸ πρόσωπον τοῦ ἀνθρώπου, τοῦ ἀδελφοῦ ἡμῶν τοῦ νεωτέρου μὴ ὄντος μεθ᾿ ἡμῶν.
26E noi dicemmo: Noi non possiamo scender là; ma , se il nostro fratello minore è con noi, noi vi scenderemo; perciocchè noi non possiam veder la faccia di quell'uomo, se il nostro fratel minore non è con noi.
27εἶπε δὲ ὁ παῖς σου, ὁ πατὴρ ἡμῶν πρὸς ἡμᾶς· ὑμεῖς γινώσκετε ὅτι δύο ἔτεκέ μοι ἡ γυνή·
27E mio padre, tuo servitore, ci disse: Voi sapete che mia moglie mi partorì due figliuoli .
28καὶ ἐξῆλθεν ὁ εἷς ἀπ᾿ ἐμοῦ, καὶ εἴπατε ὅτι θηριόβρωτος γέγονε, καὶ οὐκ εἶδον αὐτὸν ἄχρι νῦν·
28L'uno de' quali, essendosi dipartito d'appresso a me, io ho detto: Certo egli del tutto è stato lacerato; ed io non l'ho veduto fino ad ora.
29ἐὰν οὖν λάβητε καὶ τοῦτον ἐκ τοῦ προσώπου μου καὶ συμβῇ αὐτῷ μαλακία ἐν τῇ ὁδῷ, καὶ κατάξετέ μου τὸ γῆρας μετὰ λύπης εἰς ᾅδου.
29E se voi togliete ancora questo d'appresso a me, e gli avviene alcuna mortal sciagura, voi farete scender la mia canutezza con afflizione nel sepolcro.
30νῦν οὖν ἐὰν εἰσπορεύωμαι πρὸς τὸν παῖδά σου, πατέρα δὲ ἡμῶν, καὶ τὸ παιδίον μὴ ᾖ μεθ᾿ ἡμῶν, ἡ δὲ ψυχὴ αὐτοῦ ἐκκρέμαται ἐκ τῆς τούτου ψυχῆς,
30Ora dunque se, quando io giungerò a mio padre, tuo servitore, il fanciullo, alla cui anima la sua è legata, non è con noi;
31καὶ ἔσται ἐν τῷ ἰδεῖν αὐτὸν μὴ ὂν τὸ παιδίον μεθ᾿ ἡμῶν, τελευτήσει, καὶ κατάξουσιν οἱ παῖδές σου τὸ γῆρας τοῦ παιδός σου, πατρὸς δὲ ἡμῶν, μετὰ λύπης εἰς ᾅδου.
31egli avverrà che, come vedrà che il fanciullo non vi sarà , egli si morrà; e così i tuoi servitori avranno fatto scender la canutezza di nostro padre, tuo servitore, con cordoglio, nel sepolcro.
32ὁ γὰρ παῖς σου παρὰ τοῦ πατρὸς ἐκδέδεκται τὸ παιδίον λέγων· ἐὰν μὴ ἀγάγω αὐτὸν πρὸς σὲ καὶ στήσω αὐτὸν ἐνώπιόν σου, ἡμαρτηκὼς ἔσομαι εἰς τὸν πατέρα πάσας τάς ἡμέρας.
32Ora , perciocchè il tuo servitore ha assicurato di questo fanciullo a mio padre, menandonelo d'appresso a lui, dicendo: Se io non te lo riconduco, io sarò colpevole inverso mio padre in perpetuo;
33νῦν οὖν παραμενῶ σοι παῖς ἀντὶ τοῦ παιδίου, οἰκέτης τοῦ κυρίου· τὸ δὲ παιδίον ἀναβήτω μετὰ τῶν ἀδελφῶν αὐτοῦ.
33deh! lascia ora che il tuo servitore rimanga servo al mio signore, in luogo del fanciullo, e che il fanciullo se ne ritorni co' suoi fratelli.
34πῶς γὰρ ἀναβήσομαι πρὸς τὸν πατέρα, τοῦ παιδίου μὴ ὄντος μεθ᾿ ἡμῶν; ἵνα μὴ ἴδω τὰ κακά, ἃ εὑρήσει τὸν πατέρα μου.
34Perciocchè, come ritornerei io a mio padre, non essendo il fanciullo meco? Io non potrei farlo , che talora io non vedessi l'afflizione che ne avverrebbe a mio padre.
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