ΓΕΝΕΣΙΣ
Chapter 19
Septuagint (Greek Old Te…
vs Diodati Bibbia 1885
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ΓΕΝΕΣΙΣ 19

Septuagint (Greek Old Testament), second edition
Diodati Bibbia 1885
1ΗΛΘΟΝ δὲ οἱ δύο ἄγγελοι εἰς Σόδομα ἑσπέρας· Λὼτ δὲ ἐκάθητο παρὰ τὴν πύλην Σοδόμων. ἰδὼν δὲ Λώτ, ἐξανέστη εἰς συνάντησιν αὐτοῖς καὶ προσεκύνησε τῷ προσώπῳ ἐπὶ τὴν γῆν.
1OR que' due Angeli giunsero in Sodoma, in su la sera; e Lot sedeva alla porta di Sodoma; e come egli li vide, si levò per andar loro incontro, e s'inchinò verso terra.
2καὶ εἶπεν· ἰδοὺ κύριοι, ἐκκλίνατε εἰς τὸν οἶκον τοῦ παιδὸς ὑμῶν καὶ καταλύσατε καὶ νίψασθε τοὺς πόδας ὑμῶν, καὶ ὀρθρίσαντες ἀπελεύσεσθε εἰς τὴν ὁδὸν ὑμῶν. καὶ εἶπαν· οὐχί, ἀλλ᾿ ἐν τῇ πλατείᾳ καταλύσομεν.
2E disse: Or su, signori miei, io vi prego, riducetevi in casa del vostro servitore, e statevi questa notte ad albergo, e vi lavate i piedi: poi domattina voi vi leverete, e ve ne andrete al vostro cammino. Ed essi dissero: No; anzi noi staremo questa notte in su la piazza.
3καὶ κατεβιάζετο αὐτούς, καὶ ἐξέκλιναν πρὸς αὐτὸν καὶ εἰσῆλθον εἰς τὸν οἶκον αὐτοῦ. καὶ ἐποίησεν αὐτοῖς πότον, καὶ ἀζύμους ἔπεψεν αὐτοῖς, καὶ ἔφαγον.
3Ma egli fece loro gran forza, tanto che essi si ridussero appo lui, ed entrarono in casa sua. Ed egli fece loro un convito, e cosse de' pani azzimi, ed essi mangiarono.
4πρὸ τοῦ κοιμηθῆναι δέ, οἱ ἄνδρες τῆς πόλεως οἱ Σοδομῖται περικύκλωσαν τὴν οἰκίαν ἀπὸ νεανίσκου ἕως πρεσβυτέρου, ἅπας ὁ λαὸς ἅμα.
4Avanti che si fossero posti a giacere, gli uomini della città di Sodoma intorniarono la casa, giovani e vecchi, tutto il popolo, fin dalle estremità della città .
5καὶ ἐξεκαλοῦντο τὸν Λὼτ καὶ ἔλεγον πρὸς αὐτόν· ποῦ εἰσιν οἱ ἄνδρες οἱ εἰσελθόντες πρὸς σὲ τὴν νύκτα; ἐξάγαγε αὐτοὺς πρὸς ἡμᾶς, ἵνα συγγενώμεθα αὐτοῖς.
5E chiamarono Lot, e gli dissero: Ove son quegli uomini che son venuti a te questa notte? menaceli fuori, acciocchè noi li conosciamo.
6ἐξῆλθε δὲ Λὼτ πρὸς αὐτοὺς πρὸς τὸ πρόθυρον, τὴν δὲ θύραν προσέῳξεν ὀπίσω αὐτοῦ.
6E Lot uscì fuori a loro, in su la porta, e si serrò l'uscio dietro.
7εἶπε δὲ πρὸς αὐτούς· μηδαμῶς ἀδελφοί, μὴ πονηρεύσησθε.
7E disse: Deh! fratelli miei, non fate male.
8εἰσὶ δέ μοι δύο θυγατέρες, αἳ οὐκ ἔγνωσαν ἄνδρα· ἐξάξω αὐτὰς πρὸς ὑμᾶς, καὶ χρᾶσθε αὐταῖς, καθὰ ἂν ἀρέσκῃ ὑμῖν· μόνον εἰς τοὺς ἀνδρας τούτους μὴ ποιήσητε ἄδικον, οὗ εἵνεκεν εἰσῆλθον ὑπὸ τὴν σκέπην τῶν δοκῶν μου.
8Ecco, ora io ho due figliuole che non hanno conosciuto uomo; deh! lasciate che io ve le meni fuori, e fate loro come vi piacerà; solo non fate nulla a questi uomini; perciocchè per questo son venuti all'ombra del mio coperto.
9εἶπαν δὲ αὐτῷ· ἀπόστα ἐκεῖ. εἰσῆλθες παροικεῖν· μὴ καὶ κρίσιν κρίνειν; νῦν οὖν σὲ κακώσωμεν μᾶλλον ἢ ἐκείνους. καὶ παρεβιάζοντο τὸν ἄνδρα τὸν Λὼτ σφόδρα. καὶ ἤγγισαν συντρίψαι τὴν θύραν.
9Ma essi gli dissero: Fatti in là. Poi dissero: Quest'uno è venuto qua per dimorar vi come straniere, e pur fa il giudice! Ora noi faremo peggio a te che a loro. Fecero adunque gran forza a quell'uomo Lot, e si accostarono per romper l'uscio.
10ἐκτείναντες δὲ οἱ ἄνδρες τὰς χεῖρας εἰσεσπάσαντο τὸν Λὼτ πρὸς ἑαυτοὺς εἰς τὸν οἶκον, καὶ τὴν θύραν τοῦ οἴκου ἀπέκλεισαν·
10E quegli uomini stesero le mani, e ritrassero Lot a loro, dentro alla casa; poi serrarono l'uscio.
11τοὺς δὲ ἄνδρας τοὺς ὄντας ἐπὶ τῆς θύρας τοῦ οἴκου ἐπάταξαν ἐν ἀορασίᾳ ἀπὸ μικροῦ ἕως μεγάλου, καὶ παρελύθησαν ζητοῦντες τὴν θύραν.
11E percossero d'abbarbaglio gli uomini ch'erano alla porta della casa, dal minore al maggiore; onde essi si stancarono, per trovar la porta.
12Εἶπαν δὲ οἱ ἄνδρες ἢ πρὸς Λώτ· εἰσί σοι ὧδε γαμβροὶ ἢ υἱοὶ ἢ θυγατέρες; ἢ εἴτις σοι ἄλλος ἐστὶν ἐν τῇ πόλει, ἐξάγαγε ἐκ τοῦ τόπου τούτου·
12E quegli uomini dissero a Lot: Chi de' tuoi è ancora qui? fa' uscir di questo luogo generi, figliuoli e figliuole, e chiunque è de' tuoi in questa città.
13ὅτι ἡμεῖς ἀπόλλυμεν τὸν τόπον τοῦτον, ὅτι ὑψώθη ἡ κραυγὴ αὐτῶν ἔναντι Κυρίου, καὶ ἀπέστειλεν ἡμᾶς Κύριος ἐκτρίψαι αὐτήν.
13Perciocchè noi di presente distruggeremo questo luogo; perchè il grido loro è grande nel cospetto del Signore; e il Signore ci ha mandati per distruggerlo.
14ἐξῆλθε δὲ Λὼτ καὶ ἐλάλησε πρὸς τοὺς γαμβροὺς αὐτοῦ τοὺς εἰληφότας τὰς θυγατέρας αὐτοῦ καὶ εἶπεν· ἀνάστητε καὶ ἐξέλθετε ἐκ τοῦ τόπου τούτου, ὅτι ἐκτρίβει Κύριος τὴν πόλιν. ἔδοξε δὲ γελοιάζειν ἐναντίον τῶν γαμβρῶν αὐτοῦ.
14Lot adunque uscì fuori, e parlò a' suoi generi, che doveano prender le sue figliole, e disse loro: Levatevi, uscite di questo luogo; perciocchè il Signore di presente distruggerà questa città. Ma parve loro ch'egli si facesse beffe.
15ἡνίκα δὲ ὄρθρος ἐγίνετο, ἐσπούδαζον οἱ ἄγγελοι τὸν Λὼτ λέγοντες· ἀναστὰς λάβε τὴν γυναῖκά σου καὶ τὰς δύο θυγατέρας σου, ἃς ἔχεις, καὶ ἔξελθε, ἵνα μὴ καὶ σὺ συναπόλῃ ταῖς ἀνομίαις τῆς πόλεως.
15E, come l'alba cominciò ad apparire, gli Angeli sollecitarono Lot, dicendo: Levati, prendi la tua moglie, e le tue due figliuole che qui si ritrovano; che talora tu non perisca nell'iniquità della città.
16καὶ ἐταράχθησαν· καὶ ἐκράτησαν οἱ ἄγγελοι τῆς χειρὸς αὐτοῦ καὶ τῆς χειρὸς τῆς γυναικὸς αὐτοῦ καὶ τῶν χειρῶν τῶν δύο θυγατέρων αὐτοῦ, ἐν τῷ φείσασθαι Κύριον αὐτοῦ.
16Ed egli s'indugiava; ma quegli uomini presero lui, la sua moglie e le sue due figliuole, per la mano (perciocchè il Signore voleva risparmiarlo), e lo fecero uscire, e lo misero fuor della città.
17καὶ ἐγένετο, ἡνίκα ἐξήγαγον αὐτοὺς ἔξω καὶ εἶπαν· σῴζων σῷζε τὴν σεαυτοῦ ψυχήν· μὴ περιβλέψῃ εἰς τὰ ὀπίσω, μηδὲ στῇς ἐν πάσῃ τῇ περιχώρῳ· εἰς τὸ ὄρος σῴζου, μήποτε συμπαραληφθῇς.
17E quando li ebber fatti uscir fuori, il Signore disse: Scampa sopra l'anima tua; non riguardare indietro, e non fermarti in tutta la pianura; scampa verso il monte, che talora tu non perisca.
18εἶπε δὲ Λὼτ πρὸς αὐτούς· δέομαι κύριε,
18E Lot disse loro: Deh! no, Signore.
19ἐπειδὴ εὗρεν ὁ παῖς σου ἔλεος ἐναντίον σου καὶ ἐμεγάλυνας τὴν δικαιοσύνην σου, ὃ ποιεῖς ἐπ᾿ ἐμὲ τοῦ ζῆν τὴν ψυχήν μου, ἐγὼ δὲ οὐ δυνήσομαι διασωθῆναι εἰς τὸ ὄρος, μήποτε καταλάβῃ με τὰ κακὰ καὶ ἀποθάνω.
19Ecco, ora il tuo servitore ha trovato grazia appo te, e tu hai usata gran benignità in ciò che hai fatto verso me, conservando in vita la mia persona; ma io non potrò scampar verso il monte, che il male non mi giunga, onde io morrò.
20ἰδοὺ ἡ πόλις αὕτη ἐγγὺς τοῦ καταφυγεῖν με ἐκεῖ, ἥ ἐστι μικρά, καὶ ἐκεῖ διασωθήσομαι· οὐ μικρά ἐστι; καὶ ζήσεται ἡ ψυχή μου ἕνεκέν σου.
20Deh! ecco, questa città è vicina, per rifuggirmici, ed è poca cosa; deh! lascia che io mi salvi là (non è ella poca cosa?), e la mia persona resterà in vita.
21καὶ εἶπεν αὐτῷ· ἰδοὺ ἐθαύμασά σου τὸ πρόσωπον καὶ ἐπὶ τῷ ρήματι τούτῳ τοῦ μὴ καταστρέψαι τὴν πόλιν, περὶ ἧς ἐλάλησας·
21Ed egli gli disse: Ecco, io ti ho esaudito eziandio in questa cosa, per non sovvertir quella città, della quale tu hai parlato.
22σπεῦσον οὖν τοῦ σωθῆναι ἐκεῖ· οὐ γὰρ δυνήσομαι ποιῆσαι πρᾶγμα, ἕως τοῦ ἐλθεῖν σε ἐκεῖ. διὰ τοῦτο ἐκάλεσε τὸ ὄνομα τῆς πόλεως ἐκείνης Σηγώρ.
22Affrettati, scampa là; perciocchè io non potrò far nulla fin che tu non vi sii arrivato. Perciò quella città è stata nominata Soar.
23ὁ ἥλιος ἐξῆλθεν ἐπὶ τὴν γῆν, καὶ Λὼτ εἰσῆλθεν εἰς Σηγώρ,
23Il sole si levava in su la terra, quando Lot arrivò a Soar.
24καὶ Κύριος ἔβρεξεν ἐπὶ Σόδομα καὶ Γόμορρα θεῖον, καὶ πῦρ παρὰ Κυρίου ἐξ οὐρανοῦ
24E il Signore fece piover dal cielo sopra Sodoma e sopra Gomorra, solfo e fuoco, dal Signore.
25καὶ κατέστρεψε τὰς πόλεις ταύτας καὶ πᾶσαν τὴν περίχωρον καὶ πάντας τοὺς κατοικοῦντας ἐν ταῖς πόλεσι καὶ τὰ ἀνατέλλοντα ἐκ τῆς γῆς.
25E sovvertì quelle città e tutta la pianura, e tutti gli abitanti di esse città, e le piante della terra.
26καὶ ἐπέβλεψεν ἡ γυνὴ αὐτοῦ εἰς τὰ ὀπίσω καὶ ἐγένετο στήλη ἁλός.
26Or la moglie di Lot riguardò di dietro a lui, e divenne una statua di sale.
27Ὤρθρισε δὲ Ἁβραὰμ τῷ πρωΐ εἰς τὸν τόπον, οὗ εἱστήκει ἐναντίον Κυρίου.
27Ed Abrahamo levatosi la mattina a buon'ora, andò al luogo ove si era fermato davanti al Signore.
28καὶ ἐπέβλεψεν ἐπὶ πρόσωπον Σοδόμων καὶ Γομόρρας καὶ ἐπὶ πρόσωπον τῆς περιχώρου καὶ εἶδε, καὶ ἰδοὺ ἀνέβαινε φλὸξ ἐκ τῆς γῆς, ὡσεὶ ἀτμὶς καμίνου.
28E, riguardando verso Sodoma e Gomorra e verso tutto il paese della pianura, vide che dalla terra saliva un fumo simile ad un fumo di fornace.
29καὶ ἐγένετο ἐν τῷ ἐκτρίψαι Κύριον πάσας τὰς πόλεις τῆς περιοίκου, ἐμνήσθη ὁ Θεὸς τοῦ Ἁβραὰμ καὶ ἐξαπέστειλε τὸν Λὼτ ἐκ μέσου τῆς καταστροφῆς, ἐν τῷ καταστρέψαι Κύριον τὰς πόλεις, ἐν αἷς κατῴκει ἐν αὐταῖς Λώτ.
29Così avvenne che, quando Iddio distrusse le città della pianura, egli si ricordò di Abrahamo, e mandò Lot fuori di mezzo la sovversione, mentre egli sovvertiva le città nelle quali Lot era dimorato.
30Ἀνέβη δὲ Λὼτ ἐκ Σηγὼρ καὶ ἐκάθητο ἐν τῷ ὄρει αὐτὸς καὶ αἱ δύο θυγατέρες αὐτοῦ μετ᾿ αὐτοῦ· ἐφοβήθη γὰρ κατοικῆσαι ἐν Σηγώρ. καὶ κατῴκησεν ἐν τῷ σπηλαίῳ, αὐτὸς καὶ αἱ δύο θυγατέρες αὐτοῦ μετ᾿ αὐτοῦ.
30POI Lot salì di Soar, e dimorò sul monte, insieme con le sue due figliuole (perciocchè egli temeva di dimorare in Soar), e dimorò in una spelonca, egli e le sue due figliuole.
31εἶπε δὲ ἡ πρεσβυτέρα πρὸς τὴν νεωτέραν· ὁ πατὴρ ἡμῶν πρεσβύτερος, καὶ οὐδείς ἐστιν ἐπὶ τῆς γῆς, ὃς εἰσελεύσεται πρὸς ἡμᾶς, ὡς καθήκει πάσῃ τῇ γῇ·
31E la maggiore disse alla minore: Nostro padre è vecchio, e non vi è più uomo alcuno sulla terra ch'entri da noi, secondo l'usanza di tutta la terra.
32δεῦρο καὶ ποτίσωμεν τὸν πατέρα ἡμῶν οἶνον καὶ κοιμηθῶμεν μετ᾿ αὐτοῦ καὶ ἐξαναστήσωμεν ἐκ τοῦ πατρὸς ἡμῶν σπέρμα.
32Vieni, diam da bere del vino a nostro padre, e giaciamoci con lui; e così di nostro padre conserveremo in vita alcuna progenie.
33ἐπότισαν δὲ τὸν πατέρα αὐτῶν οἶνον ἐν τῇ νυκτὶ ἐκείνῃ, καὶ εἰσελθοῦσα ἡ πρεσβυτέρα ἐκοιμήθη μετὰ τοῦ πατρὸς αὐτῆς ἐν τῇ νυκτὶ ἐκείνῃ, καὶ οὐκ ᾔδει ἐν τῷ κοιμηθῆναι αὐτὸν καὶ ἐν τῷ ἀναστῆναι.
33Quell'istessa notte adunque diedero a ber del vino al loro padre; e la maggiore venne, e si giacque con suo padre, il quale non si avvide nè quando ella si pose a giacere, nè quando si levò.
34ἐγένετο δὲ ἐν τῇ ἐπαύριον καὶ εἶπεν ἡ πρεσβυτέρα πρὸς τὴν νεωτέραν· ἰδοὺ ἐκοιμήθην χθὲς μετὰ τοῦ πατρὸς ἡμῶν· ποτίσωμεν αὐτὸν οἶνον καὶ ἐν τῇ νυκτὶ ταύτῃ, καὶ εἰσελθοῦσα κοιμήθητι μετ' αὐτοῦ, καὶ ἐξαναστήσωμεν ἐκ τοῦ πατρὸς ἡμῶν σπέρμα.
34E il giorno seguente, la maggiore disse alla minore: Ecco, la notte passata io son giaciuta con mio padre; diamogli a ber del vino ancora questa notte; poi va', e giaciti con lui; così di nostro padre conserveremo in vita alcuna progenie.
35ἐπότισαν δὲ καὶ ἐν τῇ νυκτὶ ἐκείνῃ τὸν πατέρα αὐτῶν οἶνον, καὶ εἰσελθοῦσα ἡ νεωτέρα ἐκοιμήθη μετὰ τοῦ πατρὸς αὐτῆς, καὶ οὐκ ᾔδει ἐν τῷ κοιμηθῆναι αὐτὸν καὶ ἀναστῆναι.
35Quella notte adunque diedero ancora a ber del vino al padre loro, e la minore si levò, e si giacque con lui; ed egli non si avvide nè quando ella si pose a giacere, nè quando si levò.
36καὶ συνέλαβον αἱ δύο θυγατέρες Λὼτ ἐκ τοῦ πατρὸς αὐτῶν.
36E le due figliuole di Lot concepettero di lor padre.
37καὶ ἔτεκεν ἡ πρεσβυτέρα υἱὸν καὶ ἐκάλεσε τὸ ὄνομα αὐτοῦ Μωὰβ λέγουσα· ἐκ τοῦ πατρός μου· οὗτος πατὴρ Μωαβιτῶν ἕως τῆς σήμερον ἡμέρας.
37E la maggiore partorì un figliuolo, al quale pose nome Moab. Esso è il padre de' Moabiti, che son fino ad oggi.
38ἔτεκε δὲ καὶ ἡ νεωτέρα υἱὸν καὶ ἐκάλεσε τὸ ὄνομα αὐτοῦ Ἀμμάν, λέγουσα· υἱὸς γένους μου· οὗτος πατὴρ Ἀμμανιτῶν ἕως τῆς σήμερον ἡμέρας.
38E la minore partorì anch'essa un figliuolo, al quale pose nome Ben-ammi. Esso è il padre degli Ammoniti, che son fino ad oggi.

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