ΗΣΑΙΑΣ
Chapter 44
Septuagint (Brenton Gree…
vs Diodati Bibbia 1885
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ΗΣΑΙΑΣ 44

Septuagint (Brenton Greek text, with Apocrypha)
Diodati Bibbia 1885
1Νῦν δὲ ἄκουσον Ἰακὼβ ὁ παῖς μου, καὶ Ἰσραὴλ ὃν ἐξελεξάμην.
1ORA dunque ascolta, o Giacobbe, mio servitore; e tu , Israele, che io ho eletto.
2Οὕτω λέγει Κύριος ὁ Θεὸς ὁ ποιήσας σε, καὶ ὁ πλάσας σε ἐκ κοιλίας, ἔτι βοηθηθήσῃ· μὴ φοβοῦ παῖς μου Ἰακὼβ, καὶ ἠγαπημένος Ἰσραὴλ ὃν ἐξελεξάμην.
2Così ha detto il Signore, tuo Fattore, e tuo Formatore fin dal ventre, il qual ti aiuta: Non temere, o Giacobbe, mio servitore; e tu , Iesurun, che io ho eletto.
3Ὅτι ἐγὼ δώσω ὕδωρ ἐν δίψει τοῖς πορευομένοις ἐν ἀνύδρῳ, ἐπιθήσω τὸ πνεῦμά μου ἐπὶ τὸ σπέρμα σου, καὶ τὰς εὐλογίας μου ἐπὶ τὰ τέκνα σου,
3Perciocchè io spanderò dell'acque sopra l'assetato, e dei rivi sopra la terra asciutta; io spanderò il mio Spirito sopra la tua progenie, e la mia benedizione sopra quelli che usciranno di te.
4καὶ ἀνατελοῦσιν ὡς ἀναμέσον ὕδατος χόρτος, καὶ ὡς ἰτέα ἐπὶ παραῤῥέον ὕδωρ.
4Ed essi germoglieranno fra l'erba, come salci presso a' rivi delle acque.
5Οὗτος ἐρεῖ, τοῦ Θεοῦ εἰμι, καὶ οὗτος βοήσεται ἐπὶ τῷ ὀνόματι Ἰακώβ· καὶ ἕτερος ἐπιγράψει χειρὶ αὐτοῦ, τοῦ Θεοῦ εἰμι, καὶ ἐπὶ τῷ ὀνόματι Ἰσραὴλ βοήσεται.
5L'uno dirà: Io son del Signore; e l'altro si nominerà del nome di Giacobbe; e l'altro si sottoscriverà di sua mano del Signore, e si soprannominerà del nome d'Israele.
6Οὕτως λέγει ὁ Θεὸς ὁ βασιλεὺς Ἰσραὴλ, καὶ ῥυσάμενος αὐτὸν Θεὸς σαβαὼθ, ἐγὼ πρῶτος, καὶ ἐγὼ μετὰ ταῦτα· πλὴν ἐμοῦ οὐκ ἔστι Θεός.
6Così ha detto il Signore, il Re d'Israele, e suo Redentore, il Signor degli eserciti: Io sono il primiero, ed io son l'ultimo; e non vi è Dio alcuno fuor che me.
7Τίς ὥσπερ ἐγὼ; στήτω, καὶ καλεσάτω, καὶ ἀναγγειλάτω, καὶ ἑτοιμασάτω μοι ἀφʼ οὗ ἐποίησα ἄνθρωπον εἰς τὸν αἰῶνα, καὶ τὰ ἐπερχόμενα πρὸ τοῦ ἐλθεῖν ἀναγγειλάτωσαν ὑμῖν.
7E chi è come me, che abbia chiamato, e dichiarato, e ordinato quello , da che io stabilii il popolo antico? annunzino loro que' dii le cose future, e quelle che avverranno.
8Μὴ παρακαλύπτεσθε, μηδὲ πλανᾶσθε· οὐκ ἀπʼ ἀρχῆς ἠνωτίσασθε, καὶ ἀπήγγειλα ὑμῖν; μάρτυρες ὑμεῖς ἐστε, εἰ ἕστι Θεὸς πλὴν ἐμοῦ.
8Non vi spaventate, e non vi smarrite; non ti ho io fatte intendere, e dichiarate queste cose ab antico? e voi me ne siete testimoni; evvi alcun Dio, fuor che me? non vi è alcun' altra Rocca, io non ne conosco alcuna.
9Καὶ οὐκ ἤκουσαν τότε οἱ πλάσσοντες· καὶ οἱ γλύφοντες, πάντες μάταιοι, ποιοῦντες τὰ καταθύμια αὐτῶν, ἃ οὐκ ὠφελήσει αὐτούς· ἀλλὰ αἰσχυνθήσονται
9Gli artefici delle sculture son tutti quanti vanità; e i lor cari idoli non giovano nulla; ed essi son testimoni a sè stessi che quelli non vedono, e non conoscono; acciocchè sieno confusi.
10οἱ πλάσσοντες θεὸν, καὶ γλύφοντες πάντες ἀνωφελῆ,
10Chi ha formato un dio? e chi ha fusa una scultura? Ella non gioverà nulla.
11καὶ πάντες ὅθεν ἐγένοντο ἐξηράνθησαν· καὶ κωφοὶ ἀπὸ ἀνθρώπων συναχθήτωσαν πάντες, καὶ στησάτωσαν ἅμα· καὶ ἐντραπήτωσαν, καὶ αἰσχυνθήτωσαν ἅμα·
11Ecco, tutti i compagni di un tale uomo saranno confusi, e insieme gli artefici, che son fra gli uomini; aduninsi pure, e presentinsi tutti quanti; sì, saranno tutti insieme spaventati, e confusi.
12Ὅτι ὤξυνε τέκτων σίδηρον· σκεπάρνῳ εἰργάσατο αὐτὸ, καὶ ἐν τερέτρῳ ἔστησεν αὐτὸ, καὶ εἰργάσατο αὐτὸ ἐν τῷ βραχίονι τῆς ἰσχύος αὐτοῦ, καὶ πεινάσει, καὶ ἀσθενήσει, καὶ οὐ μὴ πίῃ ὕδωρ.
12Il ferraiuolo adopera la lima, e lo scarpello, e lavora col carbone, e forma la scultura co' martelli; ed anche, mentre la lavora con la forza del suo braccio, ha fame, e le forze gli mancano; egli non beve acqua, e si stanca.
13Ἐκλεξάμενος τέκτων ξύλον, ἔστησεν αὐτὸ ἐν μέτρῳ, καὶ ἐν κόλλῃ ἐῤῥύθμισεν αὐτὸ, καὶ ἐποίησεν αὐτὸ ὡς μορφὴν ἀνδρὸς, καὶ ὡς ὡραιότητα ἀνθρώπου, στῆσαι αὐτὸ ἐν οἴκῳ.
13Il legnaiuolo stende il regolo, disegna la scultura con la sinopia, la lavora con asce, e la disegna con la sesta, e la fa alla somiglianza umana, secondo la gloria dell'uomo; acciocchè dimori in casa.
14Ἔκοψε ξύλον ἐκ τοῦ δρυμοῦ, ὃ ἐφύτευσε Κύριος, πίτυν, καὶ ὑετὸς ἐμήκυνεν,
14Tagliando de' cedri, egli prende un elce, ed una quercia, e li lascia fortificar fra gli alberi di una selva; egli pianta un frassino salvatico, il qual la pioggia fa crescere.
15ἵνα ᾖ ἀνθρώποις εἰς καῦσιν· καὶ λαβῶν ἀπʼ αὐτοῦ, ἐθερμάνθη, καὶ καύσαντες ἔπεψαν ἄρτους ἐπʼ αὐτῶν· τὸ δὲ λοιπὸν εἰργάσαντο θεοὺς, καὶ προσκυνοῦσιν αὐτοῖς·
15E quegli alberi servono all'uomo per bruciare; ed egli ne prende una parte, e se ne scalda; ed anche ne accende del fuoco , e ne cuoce del pane; ed anche ne fa un dio, e l'adora; ne fa una scultura, e le s'inchina.
16Οὗ τὸ ἥμισυ αὐτοῦ κατέκαυσεν ἐν πυρὶ, καὶ ἐπὶ τοῦ ἡμίσους αὐτοῦ ἔπεψεν ἐν τοῖς ἄνθραξιν ἄρτους, καὶ ἐπʼ αὐτοῦ κρέας ὀπτήσας ἔφαγε, καὶ ἐνεπλήσθη, καὶ θερμανθεὶς εἶπεν, ἡδύ μοι, ὅτι ἐθερμάνθην, καὶ εἶδον πῦρ.
16Egli ne avrà bruciata la metà al fuoco, col mezzo dell'altra metà egli avrà mangiata della carne, ed avrà arrostito l'arrosto, e si sarà saziato; ed anche, dopo essersi scaldato, dirà: Eia! io mi sono scaldato; io ho veduto il fuoco.
17Τὸ δὲ λοιπὸν ἐποίησεν εἰς θεὸν γλυπτὸν, καὶ προσκυνεῖ, καὶ προσεύχεται λέγων, ἐξελοῦ με, ὅτι θεός μου εἶ σύ.
17Poi impiega il rimanente a fare un dio, in una sua scultura, alla quale egli s'inchina, e l 'adora, e gli fa orazione, e dice: Liberami; perciocchè tu sei il mio dio.
18Οὐκ ἔγνωσαν φρονῆσαι, ὅτι ἀπημαυρώθησαν τοῦ βλέπειν τοῖς ὀφθαλμοῖς αὐτῶν, καὶ τοῦ νοῆσαι τῇ καρδίᾳ αὐτῶν.
18Essi non hanno conoscimento, nè intendimento alcuno; perciocchè i loro occhi sono incrostati, per non vedere; e i lor cuori, per non intendere.
19Καὶ οὐκ ἐλογίσατο τῇ ψυχῇ αὐτοῦ, οὐδὲ ἔγνω τῇ φρονήσει, ὅτι τὸ ἥμισυ αὐτοῦ κατέκαυσεν ἐν πυρὶ, καὶ ἔπεψεν ἐπὶ τῶν ἀνθράκων αὐτοῦ ἄρτους, καὶ ὀπτήσας κρέα ἔφαγε, καὶ τὸ λοιπὸν αὐτοῦ εἰς βδέλυγμα ἐποίησε, καὶ προσκυνοῦσιν αὐτῷ.
19E non si recano la cosa al cuore, e non hanno conoscimento, nè intendimento alcuno, per dire: Io ho arsa col fuoco la metà di questo, ed anche ho cotto del pane su le brace di esso: io ne ho arrostita della carne, e l 'ho mangiata; farei io del rimanente di esso una cosa abbominevole? m'inchinerei io davanti ad un tronco di legno?
20Γνῶθι ὅτι σποδὸς ἡ καρδία αὐτῶν, καὶ πλανῶνται, καὶ οὐδεὶς δύναται ἐξελέσθαι τὴν ψυχὴν αὐτοῦ· ἴδετε, οὐκ ἐρεῖτε, ὅτι ψεῦδος ἐν τῇ δεξιᾷ μου.
20Essi si pascono di cenere, il cuor sedotto li travia; e non rinfrancano mai l'anima loro, e non dicono: Questo che io ho nella destra, non è egli una cosa falsa?
21Μνήσθητι ταῦτα Ἰακὼβ καὶ Ἰσραὴλ, ὅτι παῖς μου εἶ σὺ, ἔπλασά σε παῖδά μου, καὶ σὺ Ἰσραὴλ μὴ ἐπιλανθάνου μοῦ.
21RICORDATI di queste cose, o Giacobbe, e Israele; perciocchè tu sei mio servitore, io ti ho formato, tu sei mio servitore; Israele, non dimenticarmi.
22Ἰδοὺ γὰρ ἀπήλειψα ὡς νεφέλην τὰς ἀνομίας σου, καὶ ὡς γνόφον τὴν ἁμαρτίαν σου· ἐπιστράφηθι πρὸς μὲ, καὶ λυτρώσομαί σε.
22Io ho cancellati i tuoi misfatti, a guisa di una nuvola; ed i tuoi peccati, a guisa di una nube; convertiti a me, perciocchè io ti ho riscattato.
23Εὐφράνθητε οὐρανοὶ, ὅτι ἠλέησεν ὁ Θεὸς τὸν Ἰσραήλ· σαλπίσατε τὰ θεμέλια τῆς γῆς, βοήσατε ὄρη εὐφροσύνην, οἱ βουνοὶ καὶ πάντα τὰ ξύλα τὰ ἐν αὐτοῖς, ὅτι ἐλυτρώσατο ὁ Θεὸς τὸν Ἰακὼβ, καὶ Ἰσραὴλ δοξασθήσεται.
23Cantate, o cieli; perciocchè il Signore ha operato; giubilate, luoghi bassi della terra; risonate grida di allegrezza, monti, selve, e tutti gli alberi che sono in esse; perciocchè il Signore ha riscattato Giacobbe, e si è reso glorioso in Israele.
24Οὕτω λέγει Κύριος ὁ λυτρούμενός σε, καὶ πλάσσων σε ἐκ κοιλίας, ἐγὼ Κύριος ὁ συντελῶν πάντα, ἐξέτεινα τὸν οὐρανὸν μόνος, καὶ ἐστερέωσα τὴν γῆν.
24Così ha detto il Signore, tuo Redentore, e tuo Formatore fin dal ventre: Io sono il Signore, che ho fatta ogni cosa, che ho distesi i cieli solo, ed ho appianata la terra, senza che alcuno sia stato meco;
25Τίς ἕτερος διασκεδάσει σημεῖα ἐγγαστριμύθων, καὶ μαντείας ἀπὸ καρδίας; ἀποστρέφων φρονίμους εἰς τὰ ὀπίσω, καὶ τὴν βουλὴν αὐτῶν μωραίνων,
25che annullo i segni de' bugiardi, e fo impazzar gl'indovini; che fo andare a ritroso i savi, e rendo stolto il loro conoscimento;
26καὶ ἱστῶν ῥὴμα παιδὸς αὐτοῦ, καὶ τὴν βουλὴν τῶν ἀγγέλων αὐτοῦ ἀληθεύων· ὁ λέγων τῇ Ἱερουσαλὴμ, κατοικηθήσῃ, καὶ ταῖς πόλεσι τῆς Ἰδουμαίας, οἰκοδομηθήσεσθε, καὶ τὰ ἔρημα αὐτῆς ἀνατελεῖ·
26che confermo la parola del mio servitore, e adempio il consiglio de' miei Angeli; che dico a Gerusalemme: Tu sarai abitata; ed alle città di Giuda: Voi sarete riedificate; ed io ridirizzerò le sue ruine;
27Ὁ λέγων τῇ ἀβύσσῳ, ἐρημωθήσῃ, καὶ τοὺς ποταμούς σου ξηρανῶ·
27che dico al profondo mare: Seccati; e che asciugherò i suoi fiumi;
28Ὁ λέγων Κύρῳ φρονεῖν, καὶ πάντα τὰ θελήματά μου ποιήσει· ὁ λέγων Ἱερουσαλὴμ, οἰκοδομηθήσῃ, καὶ τὸν οἶκον τὸν ἅγιόν μου θεμελιώσω.
28che dico a Ciro: Mio pastore; e fo ch'egli adempierà tutta la mia volontà, per dire a Gerusalemme: Tu sarai riedificata; ed al tempio: Tu sarai di nuovo fondato.

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