ΓΕΝΕΣΙΣ
Chapter 42
Septuagint (Brenton Gree…
vs Diodati Bibbia 1885
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ΓΕΝΕΣΙΣ 42

Septuagint (Brenton Greek text, with Apocrypha)
Diodati Bibbia 1885
1Ἰδὼν δὲ Ἰακὼβ ὅτι ἐστὶ πράσις ἐν Αἰγύπτῳ, εἶπε τοῖς υἱοῖς αὐτοῦ, ἱνατί ῥαθυμεῖτε;
1E GIACOBBE, veggendo che vi era del grano da vendere in Egitto, disse a' suoi figliuoli: Perchè state a riguardarvi l'un l'altro?
2Ἰδοὺ ἀκήκοα, ὅτι ἐστὶ σῖτος ἐν Αἰγύπτῳ· κατάβητε ἐκεὶ, καὶ πρίασθε ἡμῖν μικρὰ βρώματα, ἵνα ζήσωμεν καὶ μὴ ἀποθάνωμεν.
2Poi disse: Ecco, io ho udito che in Egitto v'è del grano da vendere; scendete là, e compratacene di là; e noi viveremo, e non morremo.
3Κατέβησαν δὲ οἱ ἀδελφοὶ Ἰωσὴφ οἱ δέκα, πρίασθαι σῖτον ἐξ Αἰγύπτου·
3E dieci de' fratelli di Giuseppe scesero in Egitto, per comperar del grano di là.
4Τὸν δὲ Βενιαμὶν, τὸν ἀδελφὸν Ἰωσὴφ, οὐκ ἀπέστειλε μετὰ τῶν ἀδελφῶν αὐτοῦ· εἶπε γὰρ, μή ποτε συμβῇ αὐτῷ μαλακία.
4Ma Giacobbe non mandò Beniamino, fratello di Giuseppe, co' suoi fratelli; perciocchè diceva: E' si convien guardare che talora alcuna mortale sciagura non gl'intervenga.
5Ἦλθον δὲ οἱ υἱοὶ Ἰσραὴλ ἀγοράζειν μετὰ τῶν ἐρχομένων· ἦν γὰρ ὁ λιμὸς ἐν γῇ Χαναάν.
5I figliuoli d'Israele adunque giunsero in Egitto , per comperar del grano, per mezzo altri che vi andavano; perciocchè la fame era nel paese di Canaan.
6Ἰωσὴφ δὲ ἦν ὁ ἄρχων τῆς γῆς· οὗτος ἐπώλει παντὶ τῷ λαῷ τῆς γῆς· ἐλθόντες δὲ οἱ ἀδελφοὶ Ἰωσὴφ προσεκύνησαν αὐτῷ ἐπὶ πρόσωπον ἐπὶ τὴν γῆν.
6Or Giuseppe, ch' era rettor del paese, vendeva il grano a ciascun popolo della terra. I fratelli di Giuseppe adunque, essendo giunti, s'inchinarono a lui, con la faccia verso terra.
7Ἰδὼν δὲ Ἰωσὴφ τοὺς ἀδελφοὺς αὐτοῦ, ἐπέγνω· καὶ ἠλλοτριοῦτο ἀπʼ αὐτῶν, καὶ ἐλάλησεν αὐτοῖς σκληρά· καὶ εἶπεν αὐτοῖς, πόθεν ἥκατε; οἱ δὲ εἶπον, ἐκ γῆς Χαναὰν, ἀγοράσαι βρώματα.
7E, come Giuseppe ebbe veduti i suoi fratelli, li riconobbe; ma pur s'infinse strano inverso loro, e parlò loro aspramente, e disse loro: Onde venite voi? Ed essi dissero: Dal paese di Canaan, per comperar della vittuaglia.
8Ἐπέγνω δὲ Ἰωσὴφ τοὺς ἀδελφοὺς αὐτοῦ· αὐτοὶ δὲ οὐκ ἐπέγνωσαν αὐτόν·
8Giuseppe adunque riconobbe i suoi fratelli, ma essi non riconobber lui.
9Καὶ ἐμνήσθη Ἰωσὴφ τῶν ἐνυπνίων αὐτοῦ, ὧν εἶδεν αὐτός· καὶ εἶπεν αὐτοῖς, κατάσκοποί ἐστε, κατανοῆσαι τὰ ἴχνη τῆς χώρας ἥκατε.
9E Giuseppe si ricordò de' sogni che egli avea sognati di loro, e disse loro: Voi siete spie; voi siete venuti per vedere i luoghi sforniti del paese.
10Οἱ δὲ εἶπαν, οὐχὶ, κύριε· οἱ παῖδές σου ἤλθομεν πρίασθαι βρώματα.
10Ma essi dissero: No, signor mio, anzi i tuoi servitori son venuti per comperar della vittuaglia.
11Πάντες ἐσμὲν υἱοὶ ἑνὸς ἀνθρώπου· εἰρηνικοί ἐσμεν, οὐκ εἰσιν οἱ παῖδές σου κατάσκοποι.
11Noi siamo tutti figliuoli di uno stesso uomo; noi siamo uomini leali; i tuoi servitori non furono giammai spie.
12Εἶπε δὲ αὐτοῖς, οὐχί· ἀλλὰ τὰ ἴχνη τῆς γῆς ἤλθετε ἰδεῖν.
12Ed egli disse loro: No; anzi voi siete venuti per veder i luoghi sforniti del paese.
13Οἱ δὲ εἶπαν, δώδεκά ἐσμεν οἱ παῖδές σου ἀδελφοὶ ἐν γῇ Χαναάν· καὶ ἰδοὺ ὁ νεώτερος μετὰ τοῦ πατρὸς ἡμῶν σήμερον· ὁ δὲ ἕτερος οὐχ ὑπάρχει.
13Ed essi dissero: Noi, tuoi servitori, eravamo dodici fratelli, figliuoli di uno stesso uomo, nel paese di Canaan; ed ecco, il minore è oggi con nostro padre, e uno non è più .
14Εἶπε δὲ αὐτοῖς Ἰωσὴφ, τοῦτό ἐστιν ὃ εἴρηκα ὑμῖν, λέγων, ὅτι κατάσκοποί ἐστε.
14E Giuseppe disse loro: Quest' è pur quello che io vi ho detto, che voi siete spie.
15Ἐν τούτῳ φανεῖσθε· νὴ τὴν ὑγίειαν Φαραὼ, οὐ μὴ ἐξέλθητε ἐντεῦθεν, ἐὰν μὴ ὁ ἀδελφὸς ὑμῶν ὁ νεώτερος ἔλθῃ ὧδε.
15E' si farà prova di voi in questo: Come vive Faraone, voi non partirete di qui, prima che il vostro fratel minore sia venuto qua.
16Ἀποστείλατε ἐξ ὑμῶν ἕνα, καὶ λάβετε τὸν ἀδελφὸν ὑμῶν· ὑμεῖς δὲ ἀπάχθητε ἕως τοῦ φανερὰ γενέσθαι τὰ ῥήματα ὑμῶν, εἰ ἀληθεύετε ἢ οὔ· εἰ δὲ μὴ, νὴ τὴν ὑγίειαν Φαραὼ, ἦ μὴν κατάσκοποί ἐστε.
16Mandate un di voi a prendere il vostro fratello; e voi restate qui incarcerati, e si farà prova delle vostre parole, se vi è in voi verità; se no, come vive Faraone, voi siete spie.
17Καὶ ἔθετο αὐτοὺς ἐν φυλακῇ ἡμέρας τρεῖς.
17E li serrò in prigione, per tre dì.
18Εἶπε δὲ αὐτοῖς τῇ ἡμέρᾳ τῇ τρίτῃ, τοῦτο ποιήσατε, καὶ ζήσεσθε· τὸν Θεὸν γὰρ ἐγὼ φοβοῦμαι.
18E al terzo giorno, Giuseppe disse loro: Fate questo, e voi viverete; io temo Iddio.
19Εἰ εἰρηνικοί ἐστε, ἀδελφὸς ὑμῶν κατασχεθήτω εἷς ἐν τῇ φυλακῇ· αὐτοὶ δὲ βαδίσατε, καὶ ἀπαγάγετε τὸν ἀγορασμὸν τῆς σιτοδοσίας ὑμῶν.
19Se voi siete uomini leali uno di voi fratelli rimanga incarcerato nella prigione dove siete stati posti, e voi altri andate, portatene del grano, secondo la necessità delle vostre case.
20Καὶ τὸν ἀδελφὸν ὑμῶν τὸν νεώτερον ἀγάγετε πρός με, καὶ πιστευθήσονται τὰ ῥήματα ὑμῶν· εἰ δὲ μὴ, ἀποθανεῖσθε. Ἐποίησαν δὲ οὕτως.
20E menatemi il vostro fratel minore, e così le vostre parole saranno verificate, e voi non morrete. Ed essi fecero così.
21Καὶ εἶπεν ἕκαστος πρὸς τὸν ἀδελφὸν αὐτοῦ, ναὶ, ἐν ἁμαρτίαις γάρ ἐσμεν περὶ τοῦ ἀδελφοῦ ἡμῶν, ὅτι ὑπερίδομεν τὴν θλίψιν τῆς ψυχῆς αὐτοῦ, ὅτε κατεδέετο ἡμῶν, καὶ οὐκ εἰσηκούσαμεν αὐτοῦ· καὶ ἕνεκεν τούτου ἐπῆλθεν ἐφʼ ἡμᾶς ἡ θλίψις αὕτη.
21E dicevano l'uno all'altro: Certamente noi siamo colpevoli intorno al nostro fratello; perciocchè noi vedemmo l'angoscia dell'anima sua, quando egli ci supplicava, e non l'esaudimmo; perciò è avvenuta questa angoscia a noi.
22Ἀποκριθεὶς δὲ Ῥουβὴν εἶπεν αὐτοῖς, οὐκ ἐλάλησα ὑμῖν, λέγων, μὴ ἀδικήσητε τὸ παιδάριον, καὶ οὐκ εἰσηκούσατέ μου; καὶ ἰδοὺ τὸ αἷμα αὐτοῦ ἐκζητεῖται.
22E Ruben rispose loro, dicendo: Non vi diceva io: Non peccate contro al fanciullo? ma voi non mi voleste ascoltare; perciò altresì, ecco, è domandata ragion del suo sangue.
23Αὐτοὶ δὲ οὐκ ᾔδεισαν, ὅτι ἀκούει Ἰωσήφ· ὁ γὰρ ἑρμηνευτὴς ἀνὰ μέσον αὐτῶν ἦν·
23Or essi non sapevano che Giuseppe li intendesse; perciocchè fra loro vi era un interprete.
24Ἀποστραφεὶς δὲ ἀπʼ αὐτῶν ἔκλαυσεν Ἰωσήφ· καὶ πάλιν προσῆλθε πρὸς αὐτοὺς, καὶ εἶπεν αὐτοῖς· καὶ ἔλαβε τὸν Συμεὼν ἀπʼ αὐτῶν, καὶ ἔδησεν αὐτὸν ἐναντίον αὐτῶν.
24E Giuseppe si rivoltò indietro da loro, e pianse. Poi ritornò a loro, e parlò loro, e prese d'infra loro Simeone, il quale egli fece incarcerare in lor presenza.
25Ἐνετείλατο δὲ Ἰωσὴφ ἐμπλῆσαι τὰ ἀγγεῖα αὐτῶν σίτου, καὶ ἀποδοῦναι τὸ ἀργύριον αὐτῶν ἑκάστῳ εἰς τὸν σάκκον αὐτοῦ, καὶ δοῦναι αὐτοῖς ἐπισιτισμὸν εἰς τὴν ὁδόν· καὶ ἐγενήθη αὐτοῖς οὕτως.
25Poi Giuseppe comandò che si empiessero di grano le lor sacca, e che si rimettessero i danari di ciascun d'essi nel suo sacco, e che si desse loro provvisione per lo viaggio. E così fu lor fatto.
26Καὶ ἐπιθέντες τὸν σῖτον ἐπὶ τοῦς ὄνους αὐτῶν, ἀπῆλθον ἐκεῖθεν.
26Ed essi, caricato sopra i loro asini il grano che aveano comperato, si partirono di là.
27Λύσας δὲ εἷς τὸν μάρσιππον αὐτοῦ, δοῦναι χορτάσματα τοῖς ὄνοις αὐτοῦ, οὗ κατέλυσαν, καὶ εἶδε τὸν δεσμὸν τοῦ ἀργυρίου αὐτοῦ, καὶ ἦν ἐπάνω τοῦ στόματος τοῦ μαρσίππου.
27E l'uno di essi , aperto il suo sacco, per dar della pastura al suo asino nell'albergo, vide i suoi danari ch'erano alla bocca del suo sacco.
28Καὶ εἶπε τοῖς ἀδελφοῖς αὐτοῦ, ἀπεδόθη μοι τὸ ἀργύριον, καὶ ἰδοὺ τοῦτο ἐν τῷ μαρσίππῳ μου· καὶ ἐξέστη ἡ καρδία αὐτῶν, καὶ ἐταράχθησαν πρὸς ἀλλήλους, λέγοντες, τί τοῦτο ἐποίησεν ὁ Θεὸς ἡμῖν;
28E disse a' suoi fratelli: I miei danari mi sono stati restituiti; e anche ecco li nel mio sacco. E il cuore isvenne loro, e si spaventarono, dicendo l'uno all'altro: Che cosa è questo che Iddio ci ha fatto?
29Ἦλθον δὲ πρὸς Ἰακὼβ τὸν πατέρα αὐτῶν εἰς γὴν Χαναὰν, καὶ ἀπήγγειλαν αὐτῷ πάντα τὰ συμβάντα αὐτοῖς, λέγοντες,
29Poi, venuti a Giacobbe, lor padre, nel paese di Canaan, gli raccontarono tutte le cose ch'erano loro intervenute, dicendo:
30Λελάληκεν ὁ ἄνθρωπος ὁ κύριος τῆς γῆς πρὸς ἡμᾶς σκληρὰ, καὶ ἔθετο ἡμᾶς ἐν φυλακῇ, ὡς κατασκοπεύοντας τὴν γῆν.
30Quell'uomo, che è rettor del paese, ci ha parlato aspramente, e ci ha trattati da spie del paese.
31Εἴπαμεν δὲ αὐτῷ, εἰρήνικοί ἐσμεν, οὐκ ἐσμὲν κατάσκοποι.
31E noi gli abbiam detto: Noi siamo uomini leali; noi non fummo giammai spie.
32Δώδεκα ἀδελφοί ἐσμεν, υἱοὶ τοῦ πατρὸς ἡμῶν· ὁ εἷς οὐχ ὑπάρχει· ὁ δὲ μικρὸς μετὰ τοῦ πατρὸς ἡμῶν σήμερον ἐν γῇ Χαναάν.
32Noi eravamo dodici fratelli, figliuoli di nostro padre, e l'uno non è più ; e il minore è oggi con nostro padre, nel paese di Canaan.
33Εἶπε δὲ ἡμῖν ὁ ἄνθρωπος ὁ κύριος τῆς γῆς, ἐν τούτῳ γνώσομαι, ὅτι εἰρηνικοί ἐστε· ἀδελφὸν ἕνα ἄφετε ὧδε μετʼ ἐμοῦ· τὸν δὲ ἀγορασμὸν τῆς σιτοδοσίας τοῦ οἴκου ὑμῶν λαβόντες ἀπέλθατε.
33E quell'uomo, rettor del paese, ci ha detto: Per questo conoscerò che voi siete uomini leali: lasciate un di voi fratelli appo me, e prendete quanto vi fa bisogno per la necessità delle vostre casa, e andate.
34Καὶ ἀγάγετε πρός με τὸν ἀδελφὸν ὑμῶν τὸν νεώτερον· καὶ γνώσομαι ὅτι οὐ κατάσκοποί ἐστε, ἀλλʼ ὅτι εἰρηνικοί ἐστε· καὶ τὸν ἀδελφὸν ὑμῶν ἀποδώσω ὑμῖν, καὶ τῇ γῇ ἐμπορεύσεσθε.
34E menatemi il vostro fratel minore; ed io conoscerò che voi non siete spie, anzi uomini leali; ed io vi renderò il vostro fratello, e voi potrete andare attorno trafficando per lo paese.
35Ἐγένετο δὲ ἐν τῷ κατακενοῦν αὐτοὺς τοὺς σάκκους αὐτῶν, καὶ ἦν ἑκάστου ὁ δεσμὸς τοῦ ἀργυρίου ἐν τῷ σάκκῳ αὐτῶν· καὶ εἶδον τοὺς δεσμοὺς τοῦ ἀργυρίου αὐτῶν αὐτοὶ, καὶ ὁ πατὴρ αὐτῶν, καὶ ἐφοβήθησαν.
35Ora, come essi votavano le lor sacca, ecco, il sacchetto de' denari di ciascuno era nel suo sacco; ed essi, e il padre loro, videro i sacchetti de' lor danari, e temettero.
36Εἶπε δὲ αὐτοῖς Ἰακὼβ ὁ πατὴρ αὐτῶν, ἐμὲ ἠτεκνώσατε· Ἰωσὴφ οὐκ ἔστι, Συμεὼν οὐκ ἔστι, καὶ τὸν Βενιαμὶν λήψεσθε; ἐπʼ ἐμὲ ἐγένετο ταῦτα πάντα.
36E Giacobbe, lor padre, disse loro: Voi mi avete orbato di figliuoli; Giuseppe non è più , Simeone non è più , e ancora volete tor mi Beniamino; tutte queste cose son contro a me.
37Εἶπε δὲ Ῥουβὴν τῷ πατρὶ αὐτῶν, λέγων, τοὺς δύο υἱούς μου ἀπόκτεινον, ἐὰν μὴ ἀγάγω αὐτὸν πρὸς σέ· δὸς αὐτὸν εἰς τὴν χεῖρά μου, κᾀγὼ ἀνάξω αὐτὸν πρὸς σέ.
37E Ruben disse a suo padre: Fa' morire i miei due figliuoli, se io non te lo riconduco; rimettilo nelle mie mani, ed io te lo ricondurrò.
38Ὁ δὲ εἶπεν, οὐ καταβήσεται ὁ υἱός μου μεθʼ ὑμῶν, ὅτι ὁ ἀδελφὸς αὐτοῦ ἀπέθανε, καὶ αὐτὸς μόνος καταλέλειπται· καὶ συμβήσεται αὐτὸν μαλακισθῆναι ἐν τῇ ὁδῷ, ᾗ ἐὰν πορεύησθε, καὶ κατάξετέ μου τὸ γῆρας μετὰ λύπης εἰς ᾅδοῦ.
38Ma Giacobbe disse: Il mio figliuolo non iscenderà con voi; perciocche il suo fratello è morto, ed egli è rimasto solo; e, se gli avvenisse alcuna mortale sciagura per lo viaggio che farete, voi fareste scender la mia canutezza con cordoglio nel sepolcro.

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