Ecclesiaste
Chapter 5

Ecclesiaste

Diodati Bibbia 1885
vs Septuagint (Greek …
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Ecclesiaste 5

Diodati Bibbia 1885
Septuagint (Greek Old Testament), second edition
1GUARDA il tuo piè, quando tu andrai nella Casa di Dio; ed appressati per ascoltare, anzi che per dar quello che dànno gli stolti, cioè , sacrificio; perciocchè essi, facendo male, non però se ne avveggono.
1ΜΗ σπεῦδε ἐπὶ στόματί σου, καὶ καρδία σου μὴ ταχυνάτω τοῦ ἐξενέγκαι λόγον πρὸ προσώπου τοῦ Θεοῦ· ὅτι ὁ Θεὸς ἐν τῷ οὐρανῷ ἄνω, καὶ σὺ ἐπὶ τῆς γῆς. διὰ τοῦτο ἔστωσαν οἱ λόγοι σου ὀλίγοι.
2Non esser precipitoso nel tuo parlare, e il tuo cuore non si affretti a proferire alcuna parola nel cospetto di Dio; perciocchè Iddio, è nel cielo, e tu sei in terra; però sieno le tue parole poche;
2ὅτι παραγίνεται ἐνύπνιον ἐν πλήθει πειρασμοῦ καὶ φωνὴ ἄφρονος ἐν πλήθει λόγων.
3perciocchè dalla moltitudine delle occupazioni procede il sogno, e dalla moltitudine delle parole procede la voce stolta.
3καθὼς ἂν εὔξῃ εὐχὴν τῷ Θεῷ, μὴ χρονίσῃς τοῦ ἀποδοῦναι αὐτήν, ὅτι οὐκ ἔστι θέλημα ἐν ἄφροσι· σὺ οὖν ὅσα ἐὰν εὔξῃ, ἀπόδος.
4Quando avrai votato a Dio alcun voto, non indugiare di adempierlo; perciocchè gli stolti non gli son punto grati; adempi ciò che avrai votato.
4ἀγαθὸν τὸ μὴ εὔξασθαί σε ἢ τὸ εὔξασθαί σε καὶ μὴ ἀποδοῦναι.
5Meglio è che tu non voti, che se tu voti, e non adempi.
5μὴ δῷς τὸ στόμα σου τοῦ ἐξαμαρτῆσαι τὴν σάρκα σου καὶ μὴ εἴπῃς πρὸ προσώπου τοῦ Θεοῦ, ὅτι ἄγνοιά ἐστιν, ἵνα μὴ ὀργισθῇ ὁ Θεὸς ἐπὶ φωνῇ σου καὶ διαφθείρῃ τὰ ποιήματα χειρῶν σου.
6Non recar la tua bocca a far peccar la tua persona; e non dire davanti all'Angelo, che è stato errore; perchè si adirerebbe Iddio per la tua voce, e dissiperebbe l'opera delle tue mani?
6ὅτι ἐν πλήθει ἐνυπνίων καὶ ματαιοτήτων καὶ λόγων πολλῶν, ὅτι σὺ τὸν Θεὸν φοβοῦ.
7Certo, in moltitudine di sogni vi sono ancora delle vanità assai ; così ancora ve ne son molte in molte parole; ma tu, temi Iddio.
7Ἐὰν συκοφαντίαν πένητος καὶ ἁρπαγὴν κρίματος καὶ δικαιοσύνης ἴδῃς ἐν χώρᾳ, μὴ θαυμάσῃς ἐπὶ τῷ πράγματι· ὅτι ὑψηλὸς ἐπάνω ὑψηλοῦ φυλάξαι, καὶ ὑψηλοὶ ἐπ᾿ αὐτοῖς.
8Se tu vedi nella provincia l'oppression del povero, e la ruberia del giudicio e della giustizia, non maravigliarti di questa cosa; perciocchè vi è uno Eccelso di sopra all'eccelso, che vi prende guardia; anzi, vi sono degli eccelsi sopra essi tutti .
8καὶ περισσεία γῆς ἐπὶ παντί ἐστι, βασιλεὺς τοῦ ἀγροῦ εἰργασμένου.
9Ora la terra è la più profittevole di tutte l' altre cose; il re stesso è sottoposto al campo.
9Ἀγαπῶν ἀργύριον οὐ πλησθήσεται ἀργυρίου· καὶ τίς ἠγάπησεν ἐν πλήθει αὐτῶν γένημα; καί γε τοῦτο ματαιότης.
10CHI ama l'argento non è saziato con l'argento; e chi ama i gran tesori è senza rendita. Anche questo è vanità.
10ἐν πλήθει ἀγαθωσύνης ἐπληθύνθησαν ἔσθοντες αὐτήν· καὶ τί ἀνδρεία τῷ παρ᾿ αὐτῆς ὅτι ἀλλ᾿ ἢ τοῦ ὁρᾶν ὀφθαλμοῖς αὐτοῦ;
11Dove son molti beni, sono anche molti mangiatori di essi; e che pro ne torna al padrone di essi, salvo la vista degli occhi?
11γλυκὺς ὕπνος τοῦ δούλου εἰ ὀλίγον καὶ εἰ πολὺ φάγεται· καὶ τῷ ἐμπλησθέντι τοῦ πλουτῆσαι οὐκ ἔστιν ἀφίων αὐτὸν τοῦ ὑπνῶσαι.
12Il sonno del lavoratore è dolce, poco o assai ch'egli mangi; ma la sazietà del ricco non lo lascia dormire.
12ἔστιν ἀρρωστία, ἣν εἶδον ὑπὸ τὸν ἥλιον, πλοῦτον φυλασσόμενον τῷ παρ᾿ αὐτοῦ εἰς κακίαν αὐτῷ,
13Vi è una mala doglia, la quale io ho veduta sotto il sole, cioè: che vi son delle ricchezze, conservate a' lor padroni per lor male.
13καὶ ἀπολεῖται ὁ πλοῦτος ἐκεῖνος ἐν περισπασμῷ πονηρῷ, καὶ ἐγέννησεν υἱόν, καὶ οὐκ ἔστιν ἐν χειρὶ αὐτοῦ οὐδέν.
14Ed esse ricchezze periscono per mal affare, sì che, se il padrone di esse ha generato un figliuolo, non gliene riman nulla in mano.
14καθὼς ἐξῆλθεν ἀπὸ γαστρὸς μητρὸς αὐτοῦ γυμνός, ἐπιστρέψει τοῦ πορευθῆναι ὡς ἥκει, καὶ οὐδὲν οὐ λήψεται ἐν μόχθῳ αὐτοῦ, ἵνα πορευθῇ ἐν χειρὶ αὐτοῦ.
15Un tale se ne torna ignudo, come è uscito del seno di sua madre, andandosene come è venuto; e non prende nulla della sua fatica, ch'egli se ne porti via nella mano.
15καί γε τοῦτο πονηρὰ ἀρρωστία· ὥσπερ γὰρ παρεγένετο, οὕτως καὶ ἀπελεύσεται, καὶ τίς ἡ περισσεία αὐτοῦ, ᾗ μοχθεῖ εἰς ἄνεμον;
16Anche questo è una mala doglia; conciossiachè egli se ne vada come egli è venuto; e che profitto ha egli di essersi affaticato per del vento?
16καί γε πᾶσαι αἱ ἡμέραι αὐτοῦ ἐν σκότει καὶ ἐν πένθει καὶ θυμῷ πολλῷ καὶ ἀρρωστίᾳ καὶ χόλῳ.
17Ed anche tutti i giorni della sua vita egli avrà mangiato in tenebre, con molta tristezza, e doglia, e cruccio.
17Ἰδοὺ εἶδον ἐγὼ ἀγαθόν, ὅ ἐστι καλόν, τοῦ φαγεῖν καὶ τοῦ πιεῖν καὶ τοῦ ἰδεῖν ἀγαθωσύνην ἐν παντὶ μόχθῳ αὐτοῦ, ᾧ ἐὰν μοχθῇ ὑπὸ τὸν ἥλιον ἀριθμὸν ἡμερῶν ζωῆς αὐτοῦ, ὧν ἔδωκεν αὐτῷ ὁ Θεός· ὅτι αὐτὸ μερὶς αὐτοῦ.
18Ecco ciò che io ho veduto: ch'egli è una buona e bella cosa che l'uomo mangi, e beva, e goda del bene con tutta la sua fatica ch'egli dura sotto il sole, tutti i giorni della sua vita, i quali Iddio gli ha dati; perchè questo è la sua parte.
18καί γε πᾶς ἄνθρωπος, ᾧ ἔδωκεν αὐτῷ ὁ Θεὸς πλοῦτον καὶ ὑπάρχοντα καὶ ἐξουσίασεν αὐτῷ φαγεῖν ἀπ᾿ αὐτοῦ καὶ λαβεῖν τὸ μέρος αὐτοῦ καὶ τοῦ εὐφρανθῆναι ἐν μόχθῳ αὐτοῦ, τοῦτο δόμα Θεοῦ ἐστιν.
19Ed anche quando Iddio, avendo date a chi che sia ricchezze e facoltà, gli dà ancora il potere di mangiarne, e di prender ne la sua parte, e di rallegrarsi della sua fatica: ciò è un dono di Dio.
19ὅτι οὐ πολλὰ μνησθήσεται τὰς ἡμέρας τῆς ζωῆς αὐτοῦ· ὅτι ὁ Θεὸς περισπᾷ αὐτὸν ἐν εὐφροσύνῃ καρδίας αὐτοῦ.
20Perciocchè un tale non si ricorderà molto dei giorni della sua vita; conciossiachè Iddio gli risponda per l'allegrezza del suo cuore.
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